Avv. Gian Filippo Catarsi Studio Legale

Avv. Gian Filippo Catarsi Studio Legale Pagina ufficiale dello Studio Legale Avv. Gian Filippo Catarsi. Aggiornamenti in materia legale e di attualita' con un taglio critico e personale.

24/10/2022
15/06/2022

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10/03/2021

Le perduranti disfunzioni del portale telematico pregiudicano gravemente il diritto di difesa dei cittadini: la Giunta UCPI convocata in via urgente per domani. I penalisti verso forti iniziative di protesta.

https://bit.ly/3bzHsCW

La Giunta dell’Unione è convocata in via di urgenza per domani pomeriggio. All’ordine del giorno le iniziative di protesta da assumere di fronte alla perdurante, insostenibile disfunzione del portale telematico, segnalate da ogni parte d’Italia, che sta pregiudicando gravemente l’esercizio del diritto di difesa dei cittadini. Disfunzioni aggravate dalla ingiustificabile disposizione che ne rende obbligatorio l’uso, precludendo la possibilità di depositare gli atti anche con le modalità e nelle forme tradizionali. La babele regolamentare che si sta determinando in tutti i fori d’Italia esige risposte chiare e non più rinviabili. La Giunta valuterà la adozione di forme di protesta adeguate alla gravità della situazione determinatasi in tutti gli uffici giudiziari italiani, e rileva come sia tutt’ora rimasta senza riscontro la ragionevole richiesta di ripristinare, in via transitoria, le modalità tradizionali di deposito degli atti difensivi e di accesso ai fascicoli processuali.
Domani pomeriggio, all’esito della riunione di Giunta, verranno comunicate le decisioni assunte.

L’ufficio stampa UCPI

27/02/2021

L’INTRAMONTABILE MONDO DEL DAVIGO-PENSIERO

Nonostante il pensionamento, il dott. Piercamillo Davigo continua ad imperversare sui media. Editorialista del Fatto Quotidiano lo era già in pectore da magistrato, dunque era il minimo che potesse accadere. Meno scontato era invece che i salotti TV continuassero a contenderselo, impalcandolo come un oracolo (rigorosamente soliloquiante) anche oggi, dismessa la toga; ma se lo fanno, avranno -come si suol dire- la loro bella convenienza. Evidentemente gli indici di ascolto premiano la scelta, e soprattutto si attribuisce al dott. Davigo una sorta di rappresentanza permanente effettiva del pensiero tutt’ora dominante nella magistratura italiana. In cuor mio, mi auguro si sbaglino; ma è certo che questo penserà la gran parte dei cittadini italiani, che se lo trova in video e sui giornali con immutata frequenza e solennità.
Il personaggio d’altronde, diciamocela tutta, non delude mai. Sentite questa. Gli chiedono di commentare la sortita di Paolo Mieli, che ha profetizzato per Draghi infauste ghigliottine giudiziarie ove dovesse azzardarsi -come puntualmente accaduto in passato- a mettere mano alla riforma della giustizia senza il consenso e magari contro gli auspici della magistratura italiana. Davigo si indigna, accusando Mieli di parlare a vanvera di cose che ignora. Mieli era il Direttore del Corriere della Sera durante Mani Pulite: ha certamente molto da farsi perdonare, ma accusarlo di non conoscere il tema è già di per sé grottesco. Non pago dell’infelice esordio, l’ex magistrato spiega (siamo a Piazza Pulita) che . Ah ecco, non è che la notizia di reato, come noi ingenui e malpensanti ritenevamo, venga battezzata come tale dal P.M.; essa è una realtà oggettiva, incontrovertibile, estranea alla volontà ed alle intenzioni di questa o quella Procura. Insomma il P.M., mentre se ne sta lì buono buono nel suo ufficio, viene investito da una notizia di reato come da un meteorite, e non può farci nulla. Se succede, succede.
Ribatte Formigli: "Però non è detto che quei reati vengano dimostrati". "Questo è un altro discorso - ammette Davigo -, tra l'altro possono non essere dimostrati perché non ci sono, o perché per mille e una ragione non si riesce a dimostrarli, magari per le leggi particolari che abbiamo in questo Paese e che altri Paesi non hanno".
Ecco, qui la cosa si fa appassionante. Può accadere che una accusa sia infondata? Il dott. Davigo deve ammettere a mezza bocca, e supponiamo con enorme fatica, che sì, questo può verificarsi in natura, di quando in quando. Ma ciò che soprattutto accade è che la Verità, naturalmente insita nella originaria ipotesi poliziesca, venga soffocata dalle infami regole del processo penale italiano, intriso di inaudite trappole garantiste, uniche nell’orbe terraqueo. E quali sarebbero, queste mortali trappole italiche, e solo italiche, che salvano le terga di legioni di colpevoli lasciati in giro a pascolare indisturbati nei prati dell’illecito? "Le prove raccolte durante le indagini preliminari - sottolinea l'ex pm - di regola non valgono durante il dibattimento, e questo spiega perché persone che erano state raggiunte da elementi molto forti e concreti ma non utilizzabili nel processo poi vengano assolti". Ora, credetemi, si fa fatica a comprendere esattamente a cosa intenda riferirsi il nostro inimitabile dott. Davigo. Ma se le parole hanno un senso (ma è questo il punto: hanno un senso?), egli non può che riferirsi al processo in quanto tale. Insomma, quello descritto nell’articolo 111 della Costituzione. Quello per il quale le indagini di Polizia, i testimoni sentiti senza contraddittorio in un commissariato, le intercettazioni telefoniche riassunte e selezionate a propria discrezione dalla Polizia Giudiziaria, le consulenze tecniche e le prove scientifiche adoperate in modo solitario dal P.M., assumeranno valore di prova solo dopo essere state vagliate in contraddittorio in un processo nel quale, finalmente, la difesa dell’imputato potrà fare un paio di domande ai testimoni che accusano l’imputato, e far sentire, se non disturba, i propri consulenti tecnici ed i testimoni che potranno eventualmente smentire l’accusa. Questa roba qui, secondo il Nostro, sarebbe la ragione per la quale spesso accade -orrore!- che gli imputati vengano assolti. E si tratterebbe di una follia tutta italioita, ignota ai Paesi evoluti (che, come è noto, albergano solo nella sua fervida immaginazione). Insomma, ecco il disastro della giustizia italiana: è il processo in quanto tale. Invece di portare direttamente al giudice l’alacre e duro lavoro di Pubblici Ministeri e Polizia giudiziaria, perché questi emetta la sentenza senza tante inutili ciance, tocca ripetere tutto davanti a lui, consentendo agli avvocati di mettere becco con le loro domande e le loro prove. Che tempi, signora mia, che tempi!

30/05/2020
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29/05/2020

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Una foto che (purtroppo) passerà alla storia della giustizia italiana.

29/05/2020

Tribunale di Siena, Ordinanze 21 maggio 2020 Giudice dott. Simone Spina Con le ordinanze qui allegate, il Tribunale Ordinario di

29/05/2020
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20/06/2019

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La mozione parlamentare per la laicità dello Stato e la riduzione dei privilegi vaticani, depositata al Senato da Riccardo Nencini dopo l'appello formulato a fine gennaio da Carlo Troilo, dirigente dell'associazione Luca Coscioni

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La Cassazione rammenta che anche il pedone è tenuto a comportarsi con diligenza e prudenza e a rispettare l'art. 190 del Codice della Strada per evitare intralcio e pericolo alla circolazione stradale

28/02/2018

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14/11/2016

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Lo prevede un emendamento alla manovra approvato dalla Camera. Spuntano anche le multe anti-bagarini e i bus gratis per i disoccupati

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