Studio Legale Avv. Annalisa Carnesecchi

Studio Legale Avv. Annalisa Carnesecchi Diritto del Lavoro, Diritto di Famiglia, Procedure da Sovraindebitamento, Compliance Crisi di Impresa, Tutela Diritti Inviolabili

26/08/2026

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L'oscuramento di Govoni e della sua associazione umanitaria still i rise rappresenta un esempio emblematico di come l'intelligenza artificiale violi la libertà inalienabile di espressione, ormai governata dalle multinazionali Ecco l'
Illusione di essere liberi in una società che subdolamente ci riduce in schiavitù.

ILARIA 1999 – ANNA ROSA 2026Due tragedie oltre la narrazione. Un unico diritto alla verità.La morte della piccola Anna R...
23/08/2026

ILARIA 1999 – ANNA ROSA 2026
Due tragedie oltre la narrazione. Un unico diritto alla verità.

La morte della piccola Anna Rosa, quattro anni, avvenuta a Palermo in un quadro di difterite, è stata accompagnata quasi immediatamente da una narrazione pubblica fortemente concentrata su un dato: la bambina non era vaccinata e i genitori avevano scelto di non vaccinarla.

Oggi i genitori risultano indagati per omicidio colposo per omissione. Ma essere indagati non significa essere colpevoli. E soprattutto non significa che il nesso causale sia già stato accertato.

C'è infatti un'altra parte della storia che merita la stessa attenzione.

Anna Rosa aveva avuto precedenti accessi all'ospedale Cervello prima che venisse formulata la diagnosi di difterite. La Procura sta acquisendo le cartelle cliniche e dovrà verificare anche la correttezza e la tempestività del percorso diagnostico e terapeutico.

E allora la domanda giuridicamente corretta non può essere soltanto:

“Perché i genitori non l'hanno vaccinata?”

Deve essere anche:

“Che cosa è accaduto durante i precedenti accessi ospedalieri? La malattia poteva essere riconosciuta prima? Una diagnosi e una terapia tempestive avrebbero potuto modificare l'esito?”

Sono domande alle quali dovranno rispondere l'autopsia, le consulenze medico-legali e l'indagine.

Questa vicenda richiama inevitabilmente un'altra bambina morta nello stesso ospedale pediatrico palermitano.

Nel 1999 Ilaria Riggi, sette mesi, morì dopo una grave reazione insorta successivamente alla vaccinazione trivalente. La famiglia ottenne, secondo la documentazione resa pubblica dal padre, il riconoscimento del nesso causale con una encefalite post-vaccinale.

Ilaria era vaccinata. Anna Rosa non lo era.

Due vicende profondamente diverse, che non possono essere utilizzate strumentalmente l'una contro l'altra.

Ma proprio per questo insegnano qualcosa.

La medicina non può diventare ideologia.
La cronaca non può diventare sentenza.
E un titolo di giornale non può sostituire una perizia medico-legale.

Colpisce, invece, quanto rapidamente una parte della comunicazione abbia trasformato la mancata vaccinazione nel centro della vicenda, mentre sono ancora da accertare elementi essenziali della catena causale.

Se pretendiamo rigore scientifico, dobbiamo pretenderlo in entrambe le direzioni.

Non possiamo ignorare un danno vaccinale quando viene riconosciuto, come nel caso di Ilaria; ma non possiamo neppure attribuire automaticamente ai genitori la responsabilità penale della morte di Anna Rosa prima di avere ricostruito integralmente ciò che è accaduto.

Il diritto penale non conosce colpevoli “per narrazione”.

Conosce fatti, prove, colpa e nesso causale.

Prima di giudicare una madre e un padre che hanno appena perso una figlia, sarebbe opportuno attendere che sia la Giustizia — e non il processo mediatico — a stabilire le responsabilità.

Ilaria, 1999. Anna Rosa, 2026.
Due bambine. Due tragedie diverse.a
Un unico diritto: quello alla verità.

Studio Legale Carnesecchi

Lo Studio Legale Avv. Annalisa Carnesecchi resterà chiuso per ferie dal 1° al 31 agosto.Le attività riprenderanno regola...
01/08/2026

Lo Studio Legale Avv. Annalisa Carnesecchi resterà chiuso per ferie dal 1° al 31 agosto.

Le attività riprenderanno regolarmente dal 1° settembre.

Per eventuali urgenze è possibile scrivere a:
[email protected]

Anche la giustizia ha bisogno di fermarsi, respirare e ritrovare nuova luce.

Auguro a tutti una serena estate.

13/06/2026

La Corte di Cassazione lo dice chiaro: archiviato non vuol dire falso. Come cambia la gestione delle denunce

03/06/2026

La medicina è come la vita, prima di tutto è buon senso...

🌿 Buona Rinascita 🌿Che questa sia una rinascita vera.Non solo della natura, ma delle coscienze.Una rinascita del diritto...
04/04/2026

🌿 Buona Rinascita 🌿
Che questa sia una rinascita vera.
Non solo della natura, ma delle coscienze.
Una rinascita del diritto,
inteso non solo come regola,
ma come strumento di giustizia, equilibrio e dignità umana.
Una rinascita del senso umano,
del rispetto, dell’ascolto,
della responsabilità verso gli altri.
Lo Studio Legale Avv. Annalisa Carnesecchi
augura a tutti un nuovo inizio
più consapevole, più giusto, più umano.
✨ Perché ogni cambiamento autentico
inizia da dentro. ✨

Per anni il messaggio è stato uno solo:“È sicuro.”Chiunque sollevasse dubbi veniva zittito, ridicolizzato, escluso dal d...
01/03/2026

Per anni il messaggio è stato uno solo:
“È sicuro.”
Chiunque sollevasse dubbi veniva zittito, ridicolizzato, escluso dal dibattito.

Oggi le sentenze raccontano un’altra realtà.

Un tribunale italiano ha riconosciuto un indennizzo vitalizio a un cittadino rimasto con una grave paralisi dopo la vaccinazione anti-Covid.
E non è un episodio isolato: decisioni analoghe sono arrivate da diversi tribunali (Asti, Terni, Agrigento), con accertamenti medico-legali che hanno riconosciuto danni permanenti correlati alla vaccinazione.

Il diritto, da decenni, è chiarissimo.
La Corte Costituzionale (sentenze n. 307/1990 e n. 268/2017) stabilisce che quando un trattamento sanitario è promosso o imposto nell’interesse collettivo, lo Stato deve assumersi il peso delle conseguenze dannose sui singoli cittadini.

Tradotto: il rischio esiste.
È sempre esistito.
Ed era noto anche giuridicamente.

La vera questione non è “pro” o “contro” i vaccini.
La vera questione è ciò che è accaduto nel dibattito pubblico:
la negazione dei rischi, la pressione sociale, la delegittimazione di chi chiedeva prudenza, il silenzio verso chi ha subito danni.

Una società democratica non dovrebbe aver paura della verità.
Perché la fiducia non nasce dall’obbedienza.
Nasce dalla trasparenza, dal rispetto e dalla responsabilità.

Il Ministero della Salute gli dovrà elargire un assegno bimestrale a vita per danni causati alla vaccinazione anti-Covid. È questa la decisione del giudice della sezione Lavoro del tribunale di Agrigento in relazione al caso di un 55enne di Agrigento che, dopo circa tre mesi dalla somministrazione...

09/02/2026

Se non lo avete ancora fatto, prendetevi tre minuti e leggete, ascoltate le parole pronunciate da Melinda French, l’ex moglie di Bill Gates, filantropa ed ex socia della Fondazione che portava anche il suo nome.

Le hanno chiesto cosa ne pensasse delle accuse nei confronti del suo ex marito, coinvolto nello scandalo Epstein, e in particolare dello scandalo sessuale che lo ha riguardato (che Gates, va detto, ha pubblicamente negato).

E lei ci ha offerto una lezione di dignità e profonda empatia, ma anche un esempio mirabile di come si dovrebbe sempre parlare di un caso del genere, nel rispetto delle uniche vere vittime di questa storia, le ragazze minorenni:

“Cosa provo?
Tristezza, un’incredibile tristezza.
È qualcosa di straziante. Ricordo di aver avuto l’età di quelle ragazze, ricordo le mie figlie a quell’eta. Per me è personalmente difficile ogni volta che emergono dettagli. Mi riportano in mente momenti molto, molto dolorosi del mio matrimonio. Ma sono andata avanti”.

Poi French ha respinto con forza ogni domanda e ogni richiesta di spiegazione non dovuta:

“Qualunque domanda rimanga, quelle domande sono per quelle persone e per il mio ex marito. Sono loro che devono rispondere a queste domande, non io”.

Perfetta.

E ancora, più nel personale:

“Ho dovuto andarmene. Ho lasciato il mio matrimonio e ho sentito di dover lasciare anche la Fondazione. Volevo allontanarmi da tutta quella melma che c’era lì dentro.

Almeno io sono riuscita ad andare avanti nella mia vita e spero che ci sia un po’ di giustizia per quelle donne oggi. Quello che hanno passato è semplicemente inimmaginabile. Nessuna ragazza dovrebbe mai trovarsi nella situazione in cui sono state messe da Epstein. Spero che ci sia giustizia per loro”.

Dopo che per giorni ci hanno sbattuto ovunque immagini, video, spesso delle stesse vittime minorenni, dettagli intimi, ricostruzioni pieni di voyeurismo tossico, conforta ascoltare le parole di una donna, vittima collaterale a sua volta, che rifiuta di rispondere delle condotte e delle responsabilità altrui e - da donna - rimette al centro della storia le giovani vittime, le loro storie, i loro diritti spudoratamente violati.

Sono ammirato da tanta dignità e altrettanta lucidità in un momento così difficile e doloroso.

Che donna straordinaria.

09/02/2026

Hai fatto il vaccino perché te lo ha consigliato Bill Gates? Buona fortuna!!!

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Pisa
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