27/06/2026
A PROPOSITO DI GOVERNARE IL # #
Il disastro ferroviario di Viareggio resta una vicenda tragica, ma anche un caso paradigmatico per comprendere il senso autentico del D.Lgs. 231/2001.
Quando si parla di Modello di Organizzazione e Gestione, il rischio è sempre quello di ridurre tutto a una domanda banale: “il modello c’era oppure no?”.
Ma la questione vera è molto più profonda.
Un MOG non è un fascicolo da esibire.
Non è una raccolta ordinata di procedure.
Non è un adempimento formale da collocare in archivio.
È, o dovrebbe essere, il sistema attraverso il quale l’ente individua i propri rischi, li governa, assegna responsabilità, costruisce controlli e attiva flussi informativi capaci di far emergere le criticità prima che diventino eventi irreversibili.
Nel caso Viareggio, il tema centrale non riguarda soltanto la condotta dei singoli, ma anche l’esistenza di una disfunzione organizzativa sistemica: un rischio rilevante non adeguatamente intercettato, presidiato e gestito.
Ed è qui che il Modello 231 mostra tutta la sua importanza.
Un modello realmente idoneo ed efficacemente attuato avrebbe dovuto mappare il rischio connesso alla circolazione di carri ferroviari privi di adeguata tracciabilità documentale; avrebbe dovuto prevedere protocolli chiari per l’acquisizione e la verifica della documentazione manutentiva; avrebbe dovuto attribuire responsabilità precise; avrebbe dovuto alimentare flussi informativi verso l’Organismo di Vigilanza; avrebbe dovuto consentire all’OdV di intercettare anomalie, prassi pericolose o vuoti organizzativi.
Naturalmente, nessun modello può garantire in assoluto l’azzeramento del rischio.
Ma un MOG serio può impedire che il rischio venga ignorato, normalizzato o assorbito come prassi aziendale.
La lezione di Viareggio, letta in chiave 231, è questa: nelle organizzazioni complesse i grandi eventi lesivi raramente nascono da un singolo errore isolato.
Più spesso maturano dentro prassi tollerate, controlli mancati, informazioni che non circolano, responsabilità diluite e rischi che nessuno ha davvero preso in carico.
Il vero Modello 231 serve esattamente a questo: evitare che la disorganizzazione diventi sistema.
E ricordarci che la compliance non è burocrazia.
È prevenzione.
È governo del rischio.
È responsabilità organizzativa.