14/10/2026
Il Dubbio riporta un estratto di una lunga lettera ricevuta dall’avvocato Francesco Castaldo, del Foro di Nocera Inferiore. Ecco l'estratto:
"Invio la presente per segnalare purtroppo, con enorme dispiacere, quanto accadutomi, affinché non si ripeta più una condotta del genere da parte di pubblici funzionari in un luogo (che dovrebbe essere) aperto al pubblico e a cittadini-avvocati. In data 01-07-2026 mi recavo, ancora una volta, presso gli Uffici della Procura, con mio figlio e collega Andrea Castaldo. Ciò in quanto per l’ennesima volta volevo chiedere informazioni sul procedimento penale nrg. (...), ove sono persona offesa, in cui il il Dott. (...) ha emesso ordinanza di imputazione coatta nei confronti degli indagati (...), restituendo gli atti alla Procura competente e “invitandola” a formulare il rinvio a giudizio (che a mio ricordo va fatto nei 10 giorni successivi, secondo norma di legge).
(...) Procedevo a recarmi presso la cancelleria indicatami per poter chiedere informazioni alla cancelliera (...). La stessa non era in ufficio e arrivò poco dopo, salutò brevemente un signore nel corridoio e nonostante mi avvicinassi per salutarla e qualificandomi come avvocato, mi chiudeva la porta in faccia. Decidevo quindi di bussare alla porta, la aprii, mi fermai sull’uscio e chiesi di poterle parlare, mi rispose che stava lavorando e che avrei dovuto aspettare nel corridoio. Infastiditi dal comportamento, esasperati dal caldo, stanchi dei vari adempimenti fatti in mattinata, decidemmo comunque di aspettare. Mi accomodai sul banchetto/scrivania ivi presente, dopo svariati minuti mio figlio bussò alla porta ma senza ricevere risposta, decidemmo di aspettare altri minuti, senza che alcuno uscisse, quindi mio figlio bussò nuovamente alla porta della cancelleria. Pochi istanti dopo è iniziata nei nostri confronti una inspiegabile e ingiustificata aggressione verbale e fisica da parte di soggetti a noi sconosciuti e ignoti (si presume tutti funzionari di un ufficio pubblico, quindi dovrebbero essere consci del dettato degli artt. 28-54-97-98 Cost., soprattutto del seguente passaggio: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”).
È seguito un alterco durato vari minuti. Si evidenzia che i soggetti sono tutti intervenuti con fare minaccioso, intimidatorio, urlando e sbraitando. Dapprima ci dicevano di andarcene e di allontanarci in quanto luogo non adatto a noi, poi ci accerchiavano urlandoci contro di essere chi carabiniere e chi genericamente membro delle Forze dell’ordine (senza divisa, in borghese, senza mostrare il tesserino e per di più gridando). Si era creato un clima ostile, agitato, concitato, inaudito, violento, ancora più esasperato, anche dall’essere tutti uno addosso all’altro. Senza dimenticare il caldo e il fatto che io sono soggetto diabetico, soffro di pressione alta e che quel clima caldo e di tensione mi avrebbe potuto provocare un malore. Tra i vari soggetti vi era anche una persona che, sempre urlando, diceva “non sapete chi sono io! Non sapete che vi faccio passare!”, che stava lavorando (ma perché, i sottoscritti erano lì per una passeggiata di piacere?) e che dovevamo allontanarci immediatamente perché davamo fastidio. Mentre io rimanevo vicino alla scrivania/banchetto, mio figlio agitato e spiacevolmente colpito dalle urla ricevute contro, si avviava verso la porta/vetrata e lì da dietro veniva preso, trattenuto e poi gli veniva impedito di muoversi con un braccio destro ad altezza stomaco, dalla persona che pochi istanti prima urlava dicendo “non sapete chi sono io!...”.
In più di 30 anni di carriera mai mi era accaduto un episodio del genere né di essere trattato così da pubblici funzionari al servizio dello Stato. (...) Al di là dell’inaudito comportamento dei funzionari, basato su prevaricazione, intimidazione, mancanza di rispetto e aggressività, rimane l’incomprensibile problematica dell’inefficienza degli stessi Uffici nel fornire riscontri (...). Ad oggi, 26 settembre 2026, non riesco ancora ad avere notizie sul procedimento penale suddetto nrg. (...) e sugli accadimenti successivi all’ordinanza di imputazione coatta del Dott. (...). Mi è impedito di esercitare, in qualità di avvocato e di p.o., il diritto all’informazione sui procedimenti in cui sono parte. e viene meno così la controllabilità dell’agire amministrativo".