12/06/2026
Ci sono eventi che vanno oltre il confronto giuridico e diventano occasioni di riflessione profonda sul significato della giustizia, della verità e della dignità della persona.
L’incontro di oggi ci ha ricordato che dietro ogni fascicolo, ogni sentenza e ogni dibattito processuale vi sono persone, famiglie e storie che meritano di essere ascoltate e comprese.
Ringraziamo Marina Conte e Valerio Vannini per aver condiviso con generosità e coraggio una testimonianza che ha profondamente coinvolto tutti i presenti. Le loro parole hanno restituito il volto umano di una vicenda che ha segnato la coscienza collettiva del nostro Paese, offrendo spunti di riflessione sul valore della verità, sulla funzione della giustizia e sulla forza con la quale una famiglia può trasformare il dolore in impegno civile.
Un sentito ringraziamento a Mauro Valentini per il rigoroso lavoro di ricerca e ricostruzione dei fatti, a Nicodemo Gentile per le autorevoli riflessioni offerte nel corso del dibattito, a Vincenzo Maccarone per la sensibilità con cui ha saputo rendere accessibili temi giuridici complessi e a Michela Biancalana per l’attenzione e la partecipazione che hanno accompagnato l’intero confronto.
Particolarmente significativa è stata la riflessione sul rapporto tra verità, giustizia e perdono. Le parole di Marina e Valerio hanno ricordato a tutti noi che non può esistere autentica riconciliazione senza verità e che la ricerca della verità rappresenta, per ogni società democratica, un valore imprescindibile.
Momenti come questo confermano l’importanza del ruolo dell’Avvocatura non solo quale presidio di legalità e tutela dei diritti, ma anche quale luogo di cultura, memoria e confronto sui valori fondamentali della nostra comunità.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato, contribuendo con la propria presenza a rendere questo incontro un’occasione di autentica crescita umana, civile e professionale.