Avvocato Carlo Enrico Andreoni

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29/08/2026

FESTIVITÀ… E TERMINI GIURIDICI ⚖️

Che cosa significa, per il diritto, che un giorno è festivo

QUALI SONO OGGI I GIORNI FESTIVI IN ITALIA

Oltre a tutte le domeniche, abbiamo

1 gennaio — Capodanno
6 gennaio — Epifania
25 aprile — Anniversario della Liberazione
Lunedì dell'Angelo — Pasquetta
1 maggio — Festa del Lavoro
2 giugno — Festa della Repubblica (per il Veneto di San Marco)
15 agosto — Assunzione / Ferragosto
4 ottobre — San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia
1 novembre — Ognissanti
8 dicembre — Immacolata Concezione
25 dicembre — Natale
26 dicembre — Santo Stefano

A queste si aggiungono le festività dei Santi patroni locali; per Roma, in particolare, il 29 giugno, SS. Pietro e Paolo, è riconosciuto come giorno festivo.

LA NOVITÀ DEL 2026

Il 4 ottobre, festa di San Francesco d'Assisi, è tornato ad essere una vera e propria festa nazionale con la legge 8 ottobre 2025, n. 151, entrata in vigore il 1° gennaio 2026.
La legge richiama espressamente i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell'ambiente e della solidarietà incarnati dal Patrono d'Italia.

CHE SUCCEDE SE UN TERMINE SCADE PROPRIO IN UN GIORNO FESTIVO

Nel processo amministrativo**, l'art. 52, comma 3, c.p.a. stabilisce una regola molto chiara: se il giorno di scadenza è festivo, "il termine fissato dalla legge o dal giudice è prorogato di diritto al primo giorno seguente non festivo".
Non è tutto: per le scadenze processuali la proroga opera anche quando il termine scade di sabato.
Attenzione invece ai termini computati a ritroso: in quel caso la logica si capovolge e la scadenza viene anticipata al giorno antecedente non festivo.
Anche nel diritto sostanziale troviamo regole analoghe: ad esempio, l'art. 2963 c.c., in materia di prescrizione, prevede che se il termine scade in un giorno festivo sia prorogato di diritto al giorno seguente non festivo.
Insomma, anche il calendario può avere conseguenze giuridiche.

⚖️📚 Il diritto è anche questo: scoprire che persino una domenica, un sabato o una festa sul calendario possono cambiare il momento entro il quale un diritto deve essere esercitato.

21/08/2026

AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO: QUANDO SERVE L'AVVOCATO?

L'amministrazione di sostegno nasce per offrire alla persona fragile una tutela il più possibile semplice, flessibile e vicina alle sue esigenze.
Proprio per questo, nel procedimento di primo grado davanti al giudice tutelare l'assistenza tecnica dell'avvocato non costituisce, in via generale, un requisito necessario.
La situazione cambia quando si passa alle fasi di impugnazione, nelle quali trovano applicazione le regole sulla difesa tecnica.
Un passaggio fondamentale nella storia dell'istituto è rappresentato da Cass., Sezioni Unite, 30 luglio 2021, n. 21985.
Le Sezioni Unite, risolvendo un contrasto giurisprudenziale, affermarono che, secondo l'allora vigente art. 720-bis c.p.c., tutti i decreti del giudice tutelare in materia di amministrazione di sostegno erano reclamabili davanti alla Corte d'appello, indipendentemente dalla loro natura decisoria o meramente gestoria.
Con la Riforma Cartabia il quadro processuale è cambiato.
Per i procedimenti ai quali si applica la nuova disciplina, l''art. 473-bis. c.p.c. prevede oggi che contro i decreti del giudice tutelare sia ammesso reclamo al Tribunale, che decide in composizione collegiale.
Nella fase di reclamo è necessaria la difesa tecnica dell'avvocato.
Un'ulteriore particolarità riguarda il caso in cui lo stesso amministratore di sostegno sia un avvocato: la Corte di Cassazione ha riconosciuto che l'amministratore di sostegno abilitato all'esercizio della professione forense può, nei presupposti previsti dalla legge e nell'ambito dei poteri rappresentativi attribuitigli, essere autorizzato a stare personalmente in giudizio ai sensi dell'art. 86 c.p.c., senza dover necessariamente conferire la procura a un altro avvocato.

In sintesi

Primo grado davanti al giudice tutelare; difesa tecnica, in linea generale, non necessaria.
Reclamo contro il decreto; difesa tecnica necessaria. Dopo la Riforma Cartabia, nei procedimenti soggetti alla nuova disciplina, decide il Tribunale in composizione collegiale.
L'Amministratore di sostegno che sia anche avvocato può ricorrere, quando ne sussistono le condizioni, alla difesa personale ex art. 86 c.p.c.
L'amministrazione di sostegno rimane così un istituto nel quale la semplicità delle forme deve sempre conciliarsi con la tutela effettiva dei diritti della persona.

07/08/2026

La Corte di Cassazione ritiene configurabile il concorso di reati, poiché le due fattispecie tutelano beni giuridici differenti.
La sostituzione di persona protegge la fede pubblica e l'affidamento dei consociati sull'identità delle persone. Il reato si realizza quando qualcuno induce altri in errore sulla propria identità, sul proprio stato o su qualità personali attribuendosi falsamente quelle di un altro.
La truffa, invece, tutela il patrimonio. Richiede artifici o raggiri diretti a indurre la vittima in errore, procurandosi un ingiusto profitto con correlativo danno patrimoniale.
Quando il soggetto si finge un'altra persona ovvero si appropria di quest'ultima riguardo alle sue età, qualità, generalità proprio per convincere la vittima a consegnare denaro o altri beni, non viene lesa soltanto la fiducia nell'identità personale, ma anche il patrimonio della persona offesa.
Per questo motivo, secondo il consolidato orientamento della Corte di Cassazione, è configurabile il concorso tra il delitto di sostituzione di persona e quello di truffa, non essendovi rapporto di specialità tra le due fattispecie.
Il principio da ricordare è semplice:* quando una sola condotta offende beni giuridici diversi e integra tutti gli elementi costitutivi di più reati, il concorso è pienamente ammissibile.

01/08/2026

Ludopatia: chi offre il gioco ha anche un dovere di informare?

Per anni il diritto si è interrogato sugli obblighi di avvertimento con riferimento al consumo di tabacco. Oggi, un tema analogo emerge sempre più spesso in relazione al gioco d'azzardo patologico.
La ludopatia non è soltanto un problema sociale: può incidere sulla capacità della persona di autodeterminarsi e comporta ingenti conseguenze economiche, familiari e psicologiche.
In tale contesto, la giurisprudenza di legittimità ha posto l'attenzione anche sugli "obblighi informativi" gravanti sugli operatori del settore, richiamando il principio secondo cui l'informazione deve essere effettiva, chiara e idonea a consentire una scelta realmente consapevole.
Il tema richiama un principio generale del nostro ordinamento: quanto maggiore è il rischio connesso ad un'attività, tanto maggiore può essere il dovere di informazione e di protezione nei confronti dell'utente.
Naturalmente, ogni responsabilità va valutata nel caso concreto e non può prescindere dall'accertamento dei presupposti previsti dalla legge. Tuttavia, la crescente attenzione della giurisprudenza dimostra come la tutela della persona non si esaurisca nella libertà di scegliere, ma richieda anche che la scelta sia realmente informata.
Il diritto evolve insieme alla società: ieri il tabacco, oggi il gioco d'azzardo, domani nuove forme di dipendenza. La domanda resta sempre la stessa: "quando il dovere di informare diventa un vero e proprio dovere di proteggere?"

25/07/2026

Il trust è davvero un modo per nascondere il patrimonio?
Molti lo credono, ma non è così.
Il trust è uno strumento di segregazione patrimoniale riconosciuto in Italia grazie alla Convenzione dell'Aja del 1985. Può avere finalità lecite, come la tutela di un familiare fragile o la pianificazione patrimoniale, ma non rende i beni "intoccabili": gli atti in frode ai creditori possono essere contestati.
Il diritto va conosciuto, non temuto.

18/07/2026

Patrocinio a spese dello Stato e difesa d'ufficio: non sono la stessa cosa.

Sono due istituti spesso confusi, ma profondamente diversi.
Il difensore d'ufficio viene nominato quando l'indagato o l'imputato non ha scelto un avvocato di fiducia. La nomina avviene attingendo agli appositi elenchi predisposti dal Consiglio Nazionale Forense.
Il difensore d'ufficio non è un avvocato "dello Stato". E' un libero professionista. Ha gli stessi diritti e gli stessi doveri del difensore di fiducia. La sua parcella, di regola, è dovuta dall'assistito.
Il patrocinio a spese dello Stato è, invece, un istituto volto a garantire il diritto di difesa a chi non dispone di sufficienti risorse economiche.
Se ricorrono i requisiti previsti dalla legge, le spese della difesa vengono anticipate dallo Stato.
L'avvocato deve essere iscritto nello specifico elenco degli avvocati abilitati al patrocinio a spese dello Stato.
Il beneficio dipende dalla situazione reddituale dell'interessato e dagli altri presupposti stabiliti dal D.P.R. n. 115/2002.
La difesa d'ufficio dipende dal fatto che manca un difensore di fiducia. Il patrocinio a spese dello Stato dipende invece dalle condizioni economiche della persona.
Le due figure possono anche coincidere: un difensore d'ufficio può essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato se il proprio assistito ne possiede i requisiti. Ma si tratta di due istituti autonomi, con finalità e disciplina differenti.
Conoscere questa distinzione significa comprendere meglio come il nostro ordinamento garantisca, da un lato, che nessuno resti senza difensore e, dall'altro, che anche chi non ha mezzi economici possa esercitare pienamente il diritto di difesa, sancito dall'art. 24 della Costituzione.

11/07/2026

Quando il difensore ammesso al patrocinio a spese dello Stato impugna il decreto che nega o liquida in misura insufficiente il compenso (art. 170 D.P.R. 115/2002), si apre un autonomo giudizio contenzioso civile, anche se l'attività difensiva è stata svolta in un procedimento penale.
Secondo l'impostazione sostenuta da parte della giurisprudenza e della dottrina: il procedimento costituisce una fase strettamente connessa al patrocinio a spese dello Stato; l'art. 75 del D.P.R. 115/2002 estende il beneficio a tutte le procedure derivate, accidentali e comunque connesse. L'art. 131 del medesimo Testo Unico prevede il regime della prenotazione a debito, con anticipazione delle spese da parte dell'Erario.
La Corte costituzionale ha inoltre ricordato che il patrocinio a spese dello Stato deve essere interpretato in modo da garantire l'effettività del diritto di difesa, evitando letture eccessivamente restrittive del beneficio.
La Corte di cassazione ha poi ribadito che il ricorso ex art. 170 T.U.S.G. introduce un procedimento contenzioso autonomo, pur restando funzionalmente collegato all'attività difensiva svolta nell'interesse del soggetto ammesso al beneficio.
Il diritto processuale, spesso, non è soltanto una questione di forme. È anche lo strumento attraverso cui si rende effettivo il diritto di difesa sancito dall'art. 24 della Costituzione.

04/07/2026

Deepfake e Intelligenza Artificiale: quando la diffusione diventa reato

L'intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità di innovazione, ma il suo impiego non può trasformarsi in uno strumento di aggressione alla dignità e all'identità delle persone.
Per questo il legislatore ha introdotto l'art. 612-quater del Codice Penale, che punisce chiunque ceda, pubblichi o diffonda, senza il consenso dell'interessato, immagini, video o registrazioni vocali falsificati o alterati mediante sistemi di intelligenza artificiale, quando tali contenuti siano idonei a trarre in inganno sulla loro autenticità e provochino un danno ingiusto alla persona.
Non è quindi sufficiente che un contenuto sia stato creato con l'IA: affinché il reato sussista è necessario che concorrano precisi presupposti previsti dalla legge, tra cui la capacità del contenuto di apparire genuino e l'effettiva lesione arrecata alla vittima. La pena prevista è la reclusione da uno a cinque anni, con specifiche ipotesi di procedibilità d'ufficio nei casi stabiliti dalla legge.
La tutela penale si estende così anche alla identità digitale, alla reputazione, alla riservatezza e alla dignità della persona, riconoscendo che un falso realizzato con strumenti tecnologici può produrre conseguenze reali, talvolta gravissime.
L'innovazione tecnologica deve sempre procedere insieme alla responsabilità: ciò che è tecnicamente possibile non è, per questo solo, giuridicamente lecito.

28/06/2026

In queste ore sto leggendo con interesse le riflessioni sui fatti che hanno interessato il concorso in magistratura.
Le stesse richiamano un principio che dovrebbe accomunare tutti gli operatori del diritto: la fiducia nei concorsi pubblici costituisce un bene essenziale dello Stato di diritto. Ogni candidato deve poter affrontare una selezione nella certezza dell'imparzialità, della trasparenza e della parità di condizioni.
Sul piano strettamente giuridico, mi permetto una breve osservazione.
L'abuso d'ufficio, a seguito della sua abrogazione, non è oggi una fattispecie contestabile.
Ciò non significa, però, che eventuali condotte illecite restino necessariamente prive di rilevanza penale. Qualora fossero accertate indebite divulgazioni di informazioni coperte da segreto, potrebbero infatti ve**re in considerazione altre fattispecie incriminatrici, tra cui, in astratto, la violazione del segreto d'ufficio prevista dall'art. 326 c.p., ferma restando la necessità di verificare in concreto tutti gli elementi richiesti dalla legge.
È proprio nei momenti più delicati che il diritto deve essere applicato con equilibrio: senza anticipare giudizi di colpevolezza, ma anche senza rinunciare a pretendere il pieno accertamento dei fatti.

21/06/2026

Il diritto non è soltanto un insieme di norme. È anche il linguaggio con cui una società guarda alla persona.
Negli ultimi anni, il legislatore italiano ha progressivamente abbandonato espressioni ritenute stigmatizzanti o riduttive, privilegiando formule maggiormente rispettose della dignità individuale.
La tradizionale nozione di «handicap», utilizzata dalla legge n. 104/1992, è oggi affiancata e, sotto molti profili, superata da un approccio centrato sulla persona con disabilità, in linea con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, ratificata dall'Italia con la legge n. 18/2009.
Si tende inoltre a valorizzare il concetto di limitazione fisica, psichica, intellettiva o sensoriale, considerata non soltanto come una caratteristica individuale, ma anche come il risultato dell'interazione tra la persona e le barriere ambientali, sociali e culturali che ne ostacolano la piena partecipazione alla vita collettiva.
Il cambiamento terminologico non è mera questione di forma.
Significa riconoscere che la persona non coincide con la propria condizione clinica.
Prima della disabilità vi è sempre una persona, titolare di diritti inviolabili, destinataria del principio di uguaglianza sostanziale sancito dall'art. 3 della Costituzione e del diritto fondamentale all'inclusione sociale.

Indirizzo

Via Romagnosi 3
Pavia
27100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
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Giovedì 09:00 - 13:00
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Venerdì 09:00 - 13:00
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