Avvocato Domenico Naso Marvasi

Avvocato Domenico Naso Marvasi Iustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi. Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere, alterum non laedere, suum cuique tribuere

Non si può non condividere la tesi di fondo del giornalista Antonio Bargone.Quali sono i limiti, i confini dell'interpre...
02/07/2026

Non si può non condividere la tesi di fondo del giornalista Antonio Bargone.

Quali sono i limiti, i confini dell'interpretazione delle norme da parte della magistratura?
Quali i parametri, i paletti!

E chi deve controllare tale deriva? I giudici stessi? Ne dubito!

Il rischio è quello di finire in un cortocircuito dove qualsiasi cosa si faccia può essere passibile di illecito a seconda della sensibilità soggettivistica del giudice, spacciata per libero convincimento!

Il rischio è la paralisi del sistema Italia!

L'art 12 delle preleggi è ancora in vigore?

Lo Stato ha tradito Mauro Moretti, colpevole di aver rispettato la legge

La vicenda di Mauro Moretti può essere riassunta in un ossimoro: un manager finito in carcere per aver rispettato la legge. Una tesi provocatoria, certo, ma che fotografa il cuore di una questione giuridica e politica sempre più rilevante nel nostro Paese. La condanna appare abnorme nella misura in cui introduce, di fatto, una forma di responsabilità indiretta, direi oggettiva, fondata sul principio del “non poteva non sapere”. Moretti sarebbe colpevole non per aver violato la legge, ma per non averla derogata: non avrebbe cioè fatto abbastanza, pur nel rispetto delle norme, per evitare una tragedia. È un passaggio delicato, perché implica che l’osservanza delle regole possa non essere sufficiente a evitare una condanna. Il rischio è uno slittamento dalla giustizia di diritto a una giustizia basata su princìpi morali.

La Costituzione è chiara: il potere giudiziario è sottoposto alla legge. La discrezionalità del magistrato è consentita solo nell’ambito dell’interpretazione della norma, non nella sua sostituzione con criteri etici o valutazioni ex post. Diversamente, si apre la strada a un sistema in cui la responsabilità non deriva più dalla violazione di una regola certa, ma da un giudizio su ciò che si sarebbe dovuto fare oltre la legge. Ma chi stabilisce poi quale deroga sarebbe stata “giusta”? E con quali parametri? Il paradosso è evidente: si potrebbe essere condannati sia per aver rispettato le norme, sia per averle derogate nel tentativo di prevenire un danno. In questo modo si passa dalla certezza del diritto-fondamento di ogni Stato democratico a un’incertezza che rischia di paralizzare decisioni e responsabilità.

Moretti, nella sua carriera, è stato considerato un manager rigoroso, protagonista della modernizzazione della rete ferroviaria italiana e del sistema infrastrutturale del Paese. La sentenza, però, sembra ribaltare questo giudizio, sostenendo che proprio quel rigore avrebbe contribuito a produrre danni. Si insinua così il sospetto che si sia cercato un capro espiatorio proporzionato alla gravità della tragedia e anche alle aspettative dell’opinione pubblica e dei familiari delle vittime.

In un Paese in cui la politica appare spesso in ritirata, il potere giudiziario finisce per occupare spazi che non gli sono propri, con effetti che rischiano di incidere sull’intero sistema economico. Se anche i manager non possono contare sulla certezza del diritto, la loro capacità decisionale e imprenditoriale ne risulta inevitabilmente compromessa. Il filo conduttore che emerge è una crescente diffidenza nei confronti del profitto e dell’impresa. Se le decisioni giudiziarie finiscono per colpire un modello economico anziché limitarsi ad accertare responsabilità individuali sulla base del diritto positivo, la deriva diventa motivo di seria preoccupazione.

C’è infine un elemento umano e simbolico. Moretti ha rinunciato alla prescrizione, scegliendo di affrontare il processo fino in fondo, e ha accettato la condanna nel rispetto dello Stato. Un comportamento coerente con l’immagine di rigoroso servitore dello Stato che gli è stata attribuita. Ma lo Stato non lo ha ripagato con lo stesso rigore. In definitiva, lo ha tradito.

Antonio Bargone

        “Io sono innocente. E spero, dal profondo del mio cuore, che lo siate anche voi” (Enzo Tortora).Condivido un pre...
31/05/2026



“Io sono innocente. E spero, dal profondo del mio cuore, che lo siate anche voi” (Enzo Tortora).

Condivido un pregevole contributo sul caso Garlasco dell'Avv. Corrado Marvasi, giurista e saggista del foro di Genova, il cui cuore è rappresentato dalla amara dichiarazione a margine del processo di primo grado da Enzo Tortora, che il Marvasi cita nel corpo della sua analisi.

L'articolo muove dal caso Garlasco per evidenziare come esso rappresenti un caso emblematico, quasi paradossale nel panorama giudiziario, dove ci troviamo nell'assurda situazione di avere un colpevole accertato con sentenza, Stasi, e un 'sostituto del colpevole', Sempio, vittime entrambe del satanico tritacarne mediatico-giudiziario.
Il Marvasi si sofferma, poi, sulla considerazione che non si tratta di un caso isolato, ma gli errori giudiziari, dal caso Tortora in avanti, rappresentano una sequenza impressionante di casi abnormi la cui numerosità non potendo essere riconducibile a normali effetti 'collaterali ' del sistema, soprattutto perché riguardano la vita delle persone.
Urge per l'autore l'introduzione, dopo anni di propositi mancati, di una vera e realistica legge sulla responsabilità civile dei magistrati, unici funzionari di stato che non pagano mai per i loro errori a volte di una grossolanita' impressionante, scaricando il peso dei loro errori sulla collettività.

La riforma ormai non è più rinviabile e non è l'unica!

Posto che dalle nuove indagini della Procura di Pavia sul caso Garlasco emerge con indiscutibile chiarezza la grave ed inescusabile approssimazione delle indagini preliminari allora svolte, senza una vera direzione, nonostante dominus delle investigazioni sia il Pubblico ministero per dettato costituzionale (art 109 cost), appare sempre più urgente portare a compimento la riforma Cartabia sulla separazione delle funzioni, che non si risolve semplicemente nell'impedire i plurimi passaggi dalla funzione inquirente a quella requirente dei Pm, ma deve vertere su una diversa formazione dei magistrati, non potendosi più accettare che gli stessi ricevano la medesima formazione didattica, accedano allo stesso concorso pubblico, al medesimo tirocinio.
Forse il referendum sulla separazione delle carriere avrebbe potuto costituire il volano per la formazione professionale dei Pm, tagliando alla radice le ambiguità che l'attuale sistema comporta, ovvero la confusione tra ruoli e compiti, che debbono essere assolutamente differenziati, anche concettualmente.

Garlasco, in secondo luogo, è icona, simbolo, delle estremizzazioni interpretative e giuridiche degli ultimi 30anni di evoluzione giurisprudenziale sulla prova indiziaria.
È necessario intervenire su tale tema, soprattutto quando verte sulle cd prove scientifiche, introducendo espressamente nel 2° co. dell'art 192 del cpp il principio di non autosufficienza della prova scientifica e l'elemento della univocita' in senso stretto nella valutazione degli elementi indiziari, nel senso che se elementi di prova offrono molteplici chiavi di lettura, essi non possono assolutamente supportare una sentenza di condanna e l'imputato andare assolto.
In buona sostanza gli elementi di prova non devono essere soltanto gravi, precisi e concordanti, ma anche univoci e non soggette a diverse ricostruzioni.

Il principio di garanzia deve prevalere sul libero convincimento del giudice.

Non possiamo più attendere avendo necessità di un legislatore coraggioso, unico sovrano nella produzione delle norme giuridiche e nella definizione dei valori di libertà e di rispetto della persona, che attendono da molto una effettiva tutela.

Vi lascio alla lettura dell'articolo al seguente link 👇

di CORRADO MARVASI Due fatti, lontani nel tempo, sono vicini più di quanto possa immaginarsi. Una vicinanza che è sociale, politica, giuridica, di costume e che, nel suo complesso, svela la mentali…

           'Grave violazione di legge determinata da negligenza o ignoranza inescusabile'Così la Cassazione si è pronunc...
09/04/2026




'Grave violazione di legge determinata da negligenza o ignoranza inescusabile'

Così la Cassazione si è pronunciata in merito alle sanzioni disciplinari comminate ai due magistrati (uno Pm l'altro Gup) titolari di un'inchiesta farlocca a carico del senatore Esposito, allora in quota PD, ora ritiratosi a vita privata dopo essere stato distrutto nell'immagine pubblica, nella vita privata e nella carriera politica dopo un calvario giudiziario durato sette anni.

Direte tutto bene! Giustizia è fatta!

Si certo!

Salvo constatare che a carico dei due magistrati il tutto si è risolto con una bella PACCA SULLE SPALLE'!

L'uno, il Gup, se l'è cavata con una banale censura!

L'altro, il Pm, con la perdita di un anno di anzianità e trasferito da Torino al civile a Milano (come se l'ambito civile non richiedesse una serietà, competenza e responsabilità altrettanto importanti quanto il penale!

In pratica UNA FARSA! in puro stile da commedia all'italiana.

Tutto questo è il frutto amaro dello strombazzato autogoverno dei giudici che giudicano se stessi, sempre benevolmente direi!

Ma chi può giudicare se stesso? Persona ente, ordine, potere che sia?
Il quesito resta, nonostante il fallimento di un referendum, oramai alle spalle, dove, come già detto, il popolo sovrano ha deciso per il bene o per il male!

Ma si sa, persone o popoli che siano , per tutti vale il motto: quisque faber suae fortunae!

Il problema però di una magistratura fuori controllo resta intatto!
E a pagare i costi di sette anni di processo inutile sono sempre i contribuenti e, personalmente, le vittime della malagiustizia, ai quali nessuno restituirà le notti insonni, le ansie, il danno psichico e da immagine, i patrimoni spesi per difendersi nel processo, la vita familiare e la carriera distrutte.

Qui il link per approfondire 👇

La Cassazione rende definitive le sanzioni disciplinari del Csm per le intercettazioni illecite a carico dell’ex senatore Stefano Esposito.

03/04/2026

GRATTERI - le 'AREE LATISTANTI' e la cumbia dell'ingiusta detenzione!

      Condivido, nella speranza di contribuire a far chiarezza, la pregevole sintesi divulgativa, tramite comode slide e...
29/03/2026




Condivido, nella speranza di contribuire a far chiarezza, la pregevole sintesi divulgativa, tramite comode slide esplicative di facile comprensione, fatta dal collega Avv. Giuseppe Di Palo sulla questione del reato d'abuso d'ufficio, che in questi giorni occupa la scena mediatica per l'approvazione da parte del parlamento europeo della direttiva anticorruzione.

Galvanizzata dalla vittoria referendaria la sinistra del campo largo ha sollevato la solita gazarra, imputando al governo di aver nuovamente fallito e di essere stato smentito dalla UE, la quale imporrebbe la reintroduzione dell'abuso d'ufficio.

La legge 114/2024, che ha abrogato il reato d'abuso d'ufficio (art 323 cp), era già stata oggetto di una sfilza impressionante di rimessioni alla Corte costituzionale da parte dei Tribunali nazionali per l'asserita illegittimità costituzionale di questa legge perché posta in violazione del comma 1 dell'art 117 costituzione.
La norma costituzionale invocata dai giudici impone, infatti, al legislatore, nell'esercizio della potestà legislativa, di osservare gli obblighi internazionali ratificati dall’Italia, in questo caso ci si riferiva alla Convenzione di Merida dell’Onu in tema di corruzione.

Le rimessioni sono state tutte giudicate inammissibili dalla Consulta e rigettate con sentenza 95/2025, perché l'abrogazione del reato non violava la norma costituzionale invocata, con riferimento alla mancata tutela imposta dalla Convenzione.

La Consulta, partendo dal presupposto che spettano in via esclusiva al potere legislativo le valutazioni di politica criminale, e di conseguenza se introdurre o abrogare una fattispecie penale, ha precisato, altresì, che la Convenzione di Merida non impone agli stati firmatari l'obbligo di introdurre o mantenere il reato d'abuso d'ufficio, ma sollecita questi soltanto a porre in essere norme efficaci volte al contrasto delle condotte illecite dei pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni, lasciando agli stati la facoltà di selezionare le fattispecie tipiche da sanzionare in base a gravità e danno per la Pa.

La sentenza della Consulta aveva determinato uno step al profluvio di istanze di illegittimità dei giudici nazionali, silenziando, sopratutto, la gazzarra scomposta delle sinistre.

Ora, dopo l'approvazione della direttiva europea si ricomincia!
Le opposizioni tornano all'attacco, sempre pronte a qualsiasi stormir di fronda a far solo casino, senza considerare che la direttiva in questione non impone l'introduzione del reato d'abuso d'ufficio, ma ricalca i principi della Convenzione di Merida, avendo quali destinatari la generalità degli Stati aderenti alla Ue, molti dei quali hanno una blanda legislazione penale in tema di corruzione, a differenza dell'Italia che invece ha una ricca varietà di fattispecie penali per la repressione di quelle gravi violazioni commesse dai funzionari amministrativi, come voluto dalla stessa direttiva.

Anzi, la direttiva delimita l'ambito di applicazione alle 'gravi violazioni', con ciò escludendo quella miriade di condotte lievi o irrilevanti, oppure dovute a forzate interpretazioni di casi riconducibili invece a discrezionalità tecnica amministrativa, queste ultime spesso attenzionate dalle Procure in forza della ampiezza ed indeterminatezza della norma abrogata, con la conseguenza del 90% di assoluzioni.

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13/03/2026




QUANDO LA SINISTRA ERA PER LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE

'Io nacqui a debellar tre mali estremi;
tirannide, sofismi, ipocrisia;
ond'or m'accorgo con quanta armonia
Possanza, Senno, Amor m'insegno' Temi.
Questi principi son veri e sopremi
della scoverta gran filosofia,
rimedio contro la trina bugia,
sotto cui tu piangendo, o mondo, fremi.
Carestie, guerre, pesti, invidia, inganno,
ingiustizia, lussuria, accidia, segno,
tutti a que' tre gran mali sottostanno,
che nel cieco amor proprio, figlio degno
d'ignoranza, radice e fomento hanno.
Dunque a diveller l'ignoranza io vegno.'

'Delle radici de' gran mali del mondo" Tommaso Campanella

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Il monito del grande filosofo e teologo del '500 riecheggia ancor oggi dalle pieghe della storia per dirci che nulla è cambiato in questo disastrato paese italico!

La campagna referendaria sta volgendo al termine e, nel mio piccolo, da uomo cittadino e professionista, ho cercato di fornire il mio contributo, che si conclude stasera!

Resta l'amarezza di aver assistito in questi mesi, a volte inerme, altre sconcertato, a ciò che il Campanella denunciava: fazioni l'un contro l'altra armate, in un'arena di sangue fatta di menzogne e ipocrisie!

L'italia, temo, non riuscirà a riscattarsi dalla sua peculiare eredità storica!

Ma non bisogna cedere al qualunquismo di maniera e ad una certa psicologia d'accatto che, ritenendo tutti responsabili, si risolve nella considerazione consolatoria del 'nessuno ha colpa', pari ai luoghi comuni 'tutti rubano' ' tutti fottono il prossimo', convinzioni atte a giustificare i propri inconfessabili desideri quotidiani!

Un uomo un cittadino deve saper giudicare perché da tale giudizio dipende il suo destino e quello della comunità in cui vive.

La destra di governo ha certamente difettato di capacità comunicativa ed affidato a persone non adatte la presentazione e la divulgazione di una riforma epocale, culturale prima che giuridica, la quale si proietta oltre e al di là dell'attuale maggioranza politica, contribuendo a rafforzare il fronte del no, segno della pochezza politica di molti suoi esponenti, Nordio in primis.

Ma ciò che ha veramente ha turbato la mia coscienza è l'insipienza umana e politica di certi elementi, che definirli persone è un'offesa al padreterno, che hanno elevato la menzogna ipocrita a sistema per una propaganda elettorale il cui unico fine è stato quello di contrastare il governo con tutti i mezzi, sopratutto disonesti, il quale, condiviso o meno, è lì per volontà popolare.

Parole d'ordine propalate nei media esclusivamente per suscitare i bassi istinti di un popolo ancora non maturo, non all'altezza di una matura democrazia nazionale, diviso in se stesso, e che indipendentemente dall'esito del referendum resta quello che è: un'accozzaglia di faziosi rancorosi privi, nell'uno o nell'altro senso, di visione, di costruzione del proprio destino!

Pertanto, concludo il mio contributo referandario condividendo un post di una persona certamente esposta politicamente, ma che elenca con puntualità le tappe di questa sinistra sinistrata che oggi è contraria alla riforma, ma che lei stessa ha tentato di proporla in questi ultimi 30anni di triste storia repubblicana, tale e quale a questa odierna!

E leggete bene: i nomi sono identici a quelli che oggi si oppongono a quello che loro stessi sostenevano con convinzione!

E poi ci si lamenta di questa italietta di ipocriti e spudorati voltagabbana!

Buon voto!
A tutti coloro che hanno un barlume di coscienza e di onestà intellettuale, anche votando NO alla riforma, ma si spera non per le ragioni portate avanti dalle miserabili comparse di un mondo decadente che starnazzano come oche sui media!

Qui il post 👇
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      In attesa di conoscere i dettagli della proposta di legge Brambilla in tema di minori, da quel poco che se ne sa a...
11/03/2026




In attesa di conoscere i dettagli della proposta di legge Brambilla in tema di minori, da quel poco che se ne sa a mio giudizio la proposta va nella giusta direzione.

I tre punti principali della riforma dovrebbero essere questi:

1) istituzione di un collegio di esperti psichiatri che devono rilasciare parere tecnico al Giudice prima che questi adotti soluzioni per la tutela dei minori, dovendo tenere conto nell'adozione delle misure dei danni psicologici che i minori possano subire;

2) ridimensionamento della figura dell'assistente sociale nel fornire ausilio scientifico o pareri per l'adozione di misure a tutela dei minori;

3) dettagliare meglio in quali casi si possa togliere i minori alle famiglie attraverso i provvedimenti ablativi previsti dal 403 cc, limitando l'ampia discrezionalità del Giudice.

Qui il link👇

https://www.politicamentecorretto.com/2026/03/10/famiglia-nel-bosco-domani-alla-camera-lon-brambilla-presenta-pdl-per-maggiori-tutele-dei-minori/ #:~:text=BRAMBILLA%20PRESENTA%20PDL%20PER%20MAGGIORI%20TUTELE%20DEI%20MINORI,-Di&text=Domani%2C%20alle%20ore%2013%2C%20nella,dell'Universit%C3%A0%20Gregoriana%20di%20Roma.

        Segnalo una interessante intervista ad un noto esponente del Pd che non ha bisogno di presentazioni. La parte pi...
08/03/2026





Segnalo una interessante intervista ad un noto esponente del Pd che non ha bisogno di presentazioni.

La parte più interessante dell'intervista è nella parte in cui alla domanda se la magistratura ha in questi ultimi anni avuto tratti eversivi, Andrea Romano, che non è un noto fascista nero come il lutto da restituire alle fogne, ha risposto 'SI"'

Con un particolare riferimento al già noto anchorman denoantri Gratteri e ai qualunquisti dalle 5 stelle!

E con questo le prefiche menzognere del fronte del no, antifascisti da bar dello sport, possono darsi pace!

Buona interessante lettura!

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Alberto Giannoni 8 marzo 2026 - 12:00
Andrea Romano: "Questa riforma è giusta ed era anche della sinistra"

Andrea Romano, professore di storia a Tor Vergata, ex parlamentare del Pd, come vede la battaglia referendaria?

"Io voterò Sì perché sono affezionato alla sinistra di Vassalli, che era un socialista, e anche a quella del Pci e del Pds. La sinistra ha sempre sostenuto che la separazione delle carriere fosse indispensabile con un codice accusatorio. Mi hanno convinto le parole di Augusto Barbera, ex presidente della Consulta e parlamentare del Pci-Pds. È una risposta antifascista".

Lei è un esponente Pd?

"Continuo a votare Pd, per una ragione semplice: ne ha viste tante, ma la sua forza sono gli elettori. Io non auspico una scissione, spero che il Pd abbia la forza di resistere ai suoi sbandamenti. Che resti un grande partito popolare che cambia le cose".

È la "sinistra che vota Sì".

"Sì. Ceccanti e tanti altri. Stefano Esposito dice che se ci fosse stata la separazione, la sua vita non sarebbe stata rovinata. È mio amico, ha vissuto una vicenda tragica, sulla sua vita è passato un bulldozer e se ci fossi passato la vedrei come lui. Io voto Sì, anche se con rassegnazione, perché la questione di merito è stata scavalcata da una contrapposizione politica".

Creata da chi vuole dare un colpo al governo...

"È legittimo che le opposizioni in Parlamento lavorino contro il governo. È tattica, ma ci sta. Comunque, è diventata una discussione pro o contro il governo. Poi se vince il No, non vuol dire che la maggioranza degli italiani sia contro il governo. Ma è scattato qualcosa che era scattato anche nel 2016, con Renzi, c'ero anch'io. Un governo che sente di non rischiare perché non ha opposizione, esagera, e l'elettorato fa scattare una misura di cautela ponendo un limite".

Renzi aveva messo in palio la sua fine, questo no.

"Ma ha buttato tutta la contesa in una lotta alla magistratura in quanto tale, si è fatto prendere la mano da una battaglia per fare i conti con la magistratura. Nordio mi sembra il gemello di Gratteri. Non è vero nulla di ciò che dice Gratteri. Ma se la discussione pubblica è Gratteri contro Nordio, vince Gratteri. Purtroppo, aggiungo io. E il centrodestra deve andare d'accordo con un'ideologia securitaria. Quindi siamo passati dal garantismo di Berlusconi a i magistrati stanno liberando i criminali".

Però nella sinistra, pensi a Pannella e non solo, c'è anche una forte denuncia di una certa magistratura che ha assunto carattere eversivo, debordando.

"Accipicchia se ha debordato. E certo che ci sono stati magistrati che hanno assunto posizioni inaccettabili, ma per fortuna non la magistratura non è tutta Gratteri. Gratteri ha sempre detto che era contro il processo accusatorio. E io non ho detto che non ci sia il problema. Io da ex dalemiano ho sempre pensato che una politica che delega alla magistratura rinuncia alla sua funzione. Ma sbaglia il centrodestra se si sposta sul terreno dei populisti. E sbaglia culturalmente il Pd se si appiattisce sui 5 Stelle".

La costituzione intoccabile, l'indipendenza a rischio Questi argomenti.

"La riforma non è un attentato alla Costituzione. La Costituzione l'abbiamo cambiata più di venti volte e i costituenti avevano previsto la modalità per farlo. Purtroppo il referendum è sempre preda di pulsioni populiste".

Sembrava che il populismo fosse in ritirata.

"Il populismo si sta mostrando ancora vitale. Certo, stare all'opposizione non aiuta e non aiuta l'alleanza coi 5 stelle, ma io mi aspetterei dal Pd una posizione diversa. Anche in politica estera, oltre che sulla giustizia. Non basta dire no alla guerra. Devi dire cosa faresti. Dai 5 stelle non me l'aspetto, dal Pd sì. Sulla difesa europea devi spiegare cosa faresti. Gentiloni l'ha fatto, anche Guerini. L'Italia e l'Europa sono tenute per i capelli dalla minaccia putiniana. Purtroppo in politica estera la voce razionale si sente poco e il Pd in questa fase storica è questo".

Forse non è solo appiattimento sui grillini. Forse il Pd di Elly Schlein è una sinistra populista.

"Sono d'accordo su Schlein e forse la stiamo sopravvalutando. Comunque, se vuole governare il Pd deve spiegare agli italiani quali sono le vere priorità.

La politica estera deve essere necessariamente bipartisan. Come sull'antisemitismo, una minaccia per tutti. Il timore non può essere non far innervosire i pro Pal, che peraltro non ti votano lo stesso. Agli italiani devi spiegare quali sono i problemi, e le priorità".

Qui il link👇

https://www.ilgiornale.it/news/politica/questa-riforma-giusta-ed-era-anche-sinistra-2635557.html

07/03/2026



Credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro!

Dopo Gratteri, Nino Di Matteo, abbiamo anche Woodcok!

Per usare un termine in voga, quest'ultimo è stato letteralmente asfaltato!

Rinnovo il mio appello a non cedere alle sirene di una sporca propaganda portata avanti da chi, pur di preservare privilegi e prebende, vi sta riempiendo la testa di fuffa.

Non hanno nessuna vera ragione da opporre ad una riforma che si rende, dopo queste palesi ipocrisie, ancor più necessaria!

Un grazie al giornalista Ermes Antonucci che lo ha condiviso

È un appello alle vostre coscienze.

        Votare no per non inibire i magistrati nell'essere volano dei cambiamenti sociali???E chi ha attribuito loro tal...
04/03/2026



Votare no per non inibire i magistrati nell'essere volano dei cambiamenti sociali???

E chi ha attribuito loro tale potere?

Art. 12 Preleggi
"Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore. Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione , si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe, se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato."

Lo dimenticano tutti, ma oggi sarebbe più che mai un principio che dovrebbe essere inserito nella costituzione.

Un vulnus frutto di una svista dei padri costituenti?
Eppure Calamandrei era cosciente del pericolo e aveva già avvisato del rischio.
Ma non fu ascoltato!

“Potrebbe sentirsi”. Ma si può pensare veramente di lanciare indicazioni di voto basate su queste sciocchezze? Davvero questo è il “contributo” che certi magistrati e il comitato dell’Associazione nazionale magistrati intendono dare al dibattito pubblico sul referendum?

Indirizzo

Via Del Carmine 12
Pavia
27100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393491561510

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