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MAURO Franchi  Avvocato e Commercialista MAURO FRANCHI
Avvocato e Commercialista. Parma, tel 0521/942594. Titolare Studio Legale Tributario. Lo Studio Legale Tributario - Commercialistico Avv.

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L’adesione alla rottamazione-quater non produce effetti soltanto sul debito affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossio...
10/10/2026

L’adesione alla rottamazione-quater non produce effetti soltanto sul debito affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Quando quel medesimo carico è oggetto di un processo tributario, la definizione agevolata può determinare anche la chiusura della controversia.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 25937 del 29 settembre 2026, affronta proprio il rapporto tra perfezionamento della rottamazione-quater e giudizio pendente, offrendo un’indicazione particolarmente utile per chi abbia contemporaneamente una procedura di definizione agevolata e un ricorso ancora in corso.

Cassazione n. 25937/2026: il perfezionamento della rottamazione-quater può determinare l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, senza raddoppio del contributo unificat…

La riscossione presso terzi diventa più selettiva. Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 1536...
07/10/2026

La riscossione presso terzi diventa più selettiva. Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 153611 del 22 maggio 2026 sono state definite le modalità con cui alcuni dati delle fatture elettroniche possono essere messi a disposizione dell’Agente della riscossione per individuare, con maggiore precisione, i rapporti commerciali sui quali valutare l’avvio di procedure esecutive.

La novità dà attuazione all’art. 1, comma 5-bis, lett. b-ter), del D.Lgs. n. 127/2015, introdotto dalla legge n. 199/2025. L’obiettivo non è creare una nuova forma di pignoramento, ma rendere più efficiente l’attività di analisi che precede il pignoramento presso terzi.

Quali dati possono essere messi a disposizione di AdER

Il sistema riguarda i dati relativi alle fatture elettroniche emesse dai debitori iscritti a ruolo e dai loro coobbligati nei confronti di uno stesso soggetto.

Le informazioni riguardano, in forma aggregata, la somma dei corrispettivi fatturati e il numero delle fatture emesse nei sei mesi precedenti rispetto al momento in cui i dati vengono messi a disposizione. Il dato consente quindi di evidenziare rapporti commerciali ricorrenti o economicamente significativi tra il debitore e i suoi clienti o committenti.

La fattura elettronica non viene “pignorata” automaticamente

È importante evitare un equivoco. La trasmissione di questi dati non comporta alcun pignoramento automatico della fattura e non trasforma ogni importo fatturato in una somma immediatamente aggredibile.

La fattura segnala l’esistenza di un possibile rapporto commerciale, ma il credito può essere inesistente, già pagato, contestato, non ancora esigibile oppure soggetto a compensazioni o ad altre vicende che devono essere verificate nel concreto.

La novità opera quindi sul piano informativo: consente all’Agente della riscossione di individuare con maggiore accuratezza i soggetti che potrebbero essere debitori del contribuente e presso i quali valutare l’avvio di un pignoramento.

Il collegamento con il pignoramento ex art. 72-bis D.P.R. 602/1973

Una volta individuato un potenziale terzo debitore, l’Agente della riscossione può ricorrere, quando ne ricorrono i presupposti, alla procedura prevista dall’art. 72-bis del D.P.R. n. 602/1973.

Si tratta della particolare forma di pignoramento esattoriale presso terzi che consente di ordinare direttamente al terzo il pagamento delle somme dovute al debitore esecutato, nei limiti del credito per cui si procede.

Restano tuttavia necessari tutti i presupposti previsti dalla disciplina della riscossione: l’esistenza di un credito azionabile, la corretta sequenza degli atti, il rispetto degli eventuali termini e delle condizioni richieste per l’avvio dell’esecuzione.

Il ruolo dell’intimazione di pagamento

La maggiore capacità di individuare i terzi non elimina le garanzie procedurali del contribuente. Quando è decorso più di un anno dalla notifica della cartella o dell’altro titolo esecutivo, l’art. 50, comma 2, del D.P.R. n. 602/1973 richiede, prima dell’espropriazione forzata, la notificazione di un’intimazione ad adempiere entro cinque giorni.

Per questo motivo, quando viene notificato un pignoramento presso terzi, la verifica non deve limitarsi al solo atto esecutivo. Occorre ricostruire l’intera sequenza precedente e controllare la regolarità delle notifiche e degli eventuali atti interruttivi.

Cosa cambia per professionisti e imprese

La novità incide soprattutto sui contribuenti titolari di partita IVA che lavorano con una clientela stabile. Fino a oggi l’individuazione dei terzi potenzialmente pignorabili poteva richiedere attività informative più indirette; oggi i dati aggregati delle fatture elettroniche possono rendere più immediata l’individuazione dei rapporti commerciali economicamente rilevanti.

Questo non significa che ogni cliente diventi automaticamente destinatario di un pignoramento. Significa però che, in presenza di debiti iscritti a ruolo e non regolarizzati, i rapporti commerciali più evidenti possono essere più facilmente selezionati per eventuali iniziative esecutive.

Cosa deve verificare il contribuente

In presenza di una posizione debitoria rilevante è opportuno controllare con attenzione:

quali carichi risultano effettivamente affidati all’Agente della riscossione;

se le cartelle e le intimazioni siano state regolarmente notificate;

se siano in corso rateizzazioni o altre misure che incidono sull’attività esecutiva;

se i crediti verso i clienti siano realmente esistenti, esigibili e non già estinti;

se ricorrano eventuali limiti o vizi specifici della procedura di pignoramento.

Anche il terzo che riceve l’atto deve prestare particolare attenzione: dalla notifica del pignoramento derivano obblighi specifici e il pagamento effettuato direttamente al debitore, dopo l’instaurazione del vincolo, può non produrre effetti liberatori nei confronti dell’Agente della riscossione.

Più informazioni, ma non meno garanzie

Il provvedimento n. 153611/2026 rafforza dunque il patrimonio informativo utilizzabile nella riscossione coattiva, rendendo potenzialmente più mirata la scelta dei terzi da sottoporre a esecuzione. Non modifica però la struttura giuridica del pignoramento e non elimina le verifiche necessarie sulla posizione del debitore, sull’esistenza del credito e sulla regolarità della procedura.

Per imprese e professionisti il punto centrale diventa quindi la prevenzione: conoscere la propria posizione presso AdER, verificare tempestivamente cartelle e intimazioni e valutare gli strumenti di regolarizzazione disponibili prima che la riscossione raggiunga i crediti verso i clienti.

Studio Legale Tributario Avv. Mauro Franchi – Parma

Il presente contributo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce l’esame del singolo caso concreto.

Il provvedimento Agenzia Entrate n. 153611/2026 consente di mettere a disposizione di AdER dati aggregati delle fatture elettroniche per individuare con maggiore precisione i potenziali terzi da so…

Il preavviso di ipoteca è uno degli atti più delicati nella riscossione esattoriale, perché può precedere l’iscrizione d...
03/10/2026

Il preavviso di ipoteca è uno degli atti più delicati nella riscossione esattoriale, perché può precedere l’iscrizione di una garanzia reale sull’immobile del contribuente. Ma quali elementi deve contenere davvero? E soprattutto: prima dell’ipoteca è sempre necessaria un’intimazione di pagamento?

La Corte di Cassazione, Sezione tributaria, con la sentenza n. 25944 del 29 settembre 2026, affronta proprio questi profili, chiarendo natura dell’ipoteca esattoriale, contenuto del preavviso e rapporti con l’intimazione prevista dall’art. 50, comma 2, del D.P.R. n. 602/1973.

Cassazione n. 25944/2026: il preavviso di ipoteca non richiede una previa intimazione ex art. 50 e non deve indicare rendita o valore dell’immobile.

01/10/2026

Quando Agenzia Entrate-Riscossione preannuncia un’iscrizione ipotecaria, una delle prime verifiche difensive riguarda le cartelle e gli atti che sorreggono la misura. Ma quale documentazione deve produrre l’Agente della riscossione per dimostrare che quelle cartelle sono state regolarmente notificate?

La Corte di Cassazione, Sezione V tributaria, con l’ordinanza n. 25631 del 21 settembre 2026, ECLI:IT:CASS:2026:25631CIV, torna proprio sul tema della prova della notificazione degli atti presupposti all’iscrizione ipotecaria.

La notificazione delle vecchie cartelle è spesso il primo punto da verificare quando il contribuente riceve un’intimazio...
30/09/2026

La notificazione delle vecchie cartelle è spesso il primo punto da verificare quando il contribuente riceve un’intimazione di pagamento. Ma la mancata consegna materiale dell’atto non significa necessariamente che la notificazione non si sia perfezionata.

La Corte di Cassazione, Sezione V tributaria, con l’ordinanza n. 25627 del 21 settembre 2026, ECLI:IT:CASS:2026:25627CV, torna sul tema della notifica diretta a mezzo posta delle cartelle e degli atti tributari, chiarendo gli effetti della temporanea assenza del destinatario e della compiuta giacenza.

Cassazione n. 25627/2026: nella notifica diretta per posta la cartella può perfezionarsi per compiuta giacenza. Cosa verificare su notificazione e prescrizione.

La cessazione di una società non comporta automaticamente il trasferimento dei suoi debiti tributari sul liquidatore. Tu...
29/09/2026

La cessazione di una società non comporta automaticamente il trasferimento dei suoi debiti tributari sul liquidatore. Tuttavia, in presenza dei presupposti previsti dall’art. 36 del D.P.R. n. 602/1973, l’Amministrazione finanziaria può agire personalmente nei suoi confronti.

Su questo tema interviene la Corte di Cassazione, Sezione V tributaria, con l’ordinanza n. 24975 del 3 settembre 2026, che torna a chiarire natura, presupposti e limiti della responsabilità del liquidatore per i debiti fiscali della società.

Cassazione n. 24975/2026: la responsabilità personale del liquidatore per i debiti fiscali della società richiede specifici presupposti e non deriva automaticamente dalla carica.

Chiedere la rateizzazione di una cartella di pagamento non significa, da solo, accettare definitivamente la pretesa trib...
25/09/2026

Chiedere la rateizzazione di una cartella di pagamento non significa, da solo, accettare definitivamente la pretesa tributaria.

La Corte di Cassazione, Sezione tributaria, con l’ordinanza n. 25516 del 18 settembre 2026, ha ribadito che la domanda di dilazione non costituisce automaticamente acquiescenza alla pretesa fiscale e non impedisce al contribuente di contestare l’esistenza o l’ammontare del debito.

Chiedere la rateizzazione di una cartella di pagamento non significa, da solo, accettare definitivamente la pretesa tributaria. La Corte di Cassazione, Sezione tributaria, con l’ordinanza n. 25516 …

25/09/2026

Quando una cartella di pagamento viene notificata durante una procedura fallimentare soltanto al curatore, resta aperta una questione molto delicata: quella notifica è sufficiente anche nei confronti del contribuente che, dopo la chiusura della procedura, torna in bonis?

La Corte di Cassazione, Sezione tributaria, con l’ordinanza interlocutoria n. 25126/2026, ha ritenuto il contrasto interpretativo sufficientemente rilevante da rinviare la causa alla pubblica udienza.

Un avviso di addebito INPS non dovrebbe mai essere lasciato nel cassetto confidando nella possibilità di contestare il d...
24/09/2026

Un avviso di addebito INPS non dovrebbe mai essere lasciato nel cassetto confidando nella possibilità di contestare il debito quando arriverà un successivo atto della riscossione.

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 25694 del 22 settembre 2026, ribadisce infatti una conseguenza particolarmente severa della mancata opposizione: decorso il termine di quaranta giorni, la pretesa contributiva può diventare incontestabile nel merito.

Un avviso di addebito INPS non dovrebbe mai essere lasciato nel cassetto confidando nella possibilità di contestare il debito quando arriverà un successivo atto della riscossione. La Corte di Cassa…

Non ogni comunicazione con cui viene richiesto un pagamento ha la stessa natura processuale. La distinzione diventa part...
24/09/2026

Non ogni comunicazione con cui viene richiesto un pagamento ha la stessa natura processuale. La distinzione diventa particolarmente importante quando a un primo avviso segue una vera e propria cartella di pagamento.

La Corte di Cassazione, Sezione tributaria, con l’ordinanza n. 24789 del 26 agosto 2026, affronta proprio il rapporto tra un precedente avviso di pagamento e la successiva cartella, chiarendo quando l’interesse a impugnare il primo atto può ve**re meno.

Non ogni comunicazione con cui viene richiesto un pagamento ha la stessa natura processuale. La distinzione diventa particolarmente importante quando a un primo avviso segue una vera e propria cart…

Indirizzo

Via Gramsci 5/B
Parma
43126

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 19:30
Martedì 08:30 - 19:30
Mercoledì 08:30 - 19:30
Giovedì 08:30 - 19:30
Venerdì 08:30 - 19:30
Sabato 09:30 - 12:00

Telefono

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