21/08/2026
Caparra confirmatoria e acconto sul prezzo: sono la stessa cosa?
No. E confonderli può avere conseguenze importanti quando il contratto non viene eseguito.
🔹La caparra confirmatoria è disciplinata dall’art. 1385 c.c. e svolge una specifica funzione di garanzia rispetto all’adempimento degli obblighi contrattuali.
In caso di inadempimento:
• se è inadempiente la parte che ha versato la caparra, l’altra parte può recedere dal contratto e trattenerla;
• se è inadempiente la parte che ha ricevuto la caparra, l’altra può recedere ed esigere il doppio della caparra.
In alternativa al recesso, la parte non inadempiente può avvalersi dei rimedi previsti dalle regole generali sull’inadempimento contrattuale, tra cui la domanda di adempimento o di risoluzione e il risarcimento del danno, ricorrendone i presupposti.
Se il contratto viene regolarmente eseguito, la caparra viene imputata al prezzo dovuto.
🔹 L’acconto è, invece, normalmente un'anticipazione del prezzo.
Non svolge, di per sé, la funzione propria della caparra confirmatoria previste dall’art. 1385 c.c.
La differenza non sta semplicemente nel nome utilizzato.
È fondamentale comprendere quale funzione le parti abbiano concretamente attribuito alla somma versata e come tale funzione sia stata disciplinata nel contratto.
Per questo, in un preliminare di compravendita, è opportuno che la qualificazione della somma sia formulata in modo chiaro e coerente con la volontà delle parti.
Non basta, però, affidarsi esclusivamente alla singola parola utilizzata: in caso di controversia, la qualificazione della somma può richiedere l’interpretazione delle clausole contrattuali nel loro complesso.
Caparra confirmatoria e acconto, quindi, non sono semplici sinonimi: producono effetti giuridici differenti.
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