Avvocato Anna Cucina

Avvocato Anna Cucina Studio Legale Cucina
Assistenza legale Civile e Penale

Nel nostro centro servizi e studio legale un aiuto alle famiglie.
02/02/2026

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28/05/2025

Prima le visite di controllo gratuite, poi la proposta di un finanziamento per fare gli interventi necessari a prezzi stracciati: questo lo schema. Adesso le porte sbarrate senza alcun preavviso, 7 le sedi nell'Isola, 2 a Palermo. La protesta dei clienti: "Siamo stati truffati". Dossier ha scoperto....

17/12/2024

Lo studio legale resterà chiuso dal 23 dicembre al 6 gennaio. Vi auguriamo buone feste.❤

Filippo Cucina ❤
04/12/2024

Filippo Cucina ❤

02/10/2024

In linea con la giurisprudenza precedente ma con nuove sfumature interpretative un' interessante sentenza della Corte di Cassazione sul mantenimento dei figli maggiorenni.

L' ordinanza 24391/2024 della Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione getta nuova luce su un tema delicato e sempre più attuale: l'obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni.

L'aspetto più innovativo dell'ordinanza è la modalità con cui viene ridefinita la valutazione dell'autosufficienza economica. La Corte sottolinea che tale valutazione non può essere meramente collegata alla possibilità di ottenere un’occupazione, ma deve essere considerata alla luce di due elementi cruciali:

Le condizioni del mercato del lavoro: Se il figlio ha acquisito una formazione adeguata, ma non riesce a inserirsi nel mercato del lavoro per fattori estranei alla sua volontà, l’obbligo di mantenimento potrebbe persistere. In altre parole, non è sufficiente che il figlio sia "occupabile"; occorre che vi siano concrete opportunità di lavoro.

Le prospettive future del figlio:
Non basta un’occupazione qualsiasi per interrompere l’obbligo di mantenimento. L'autosufficienza economica deve essere valutata anche in termini di stabilità e adeguatezza del reddito, rapportato al tenore di vita avuto fino a quel momento. Se il lavoro svolto dal figlio è precario o insufficiente a garantirgli un livello di vita dignitoso, l'obbligo di mantenimento potrebbe perdurare.

01/08/2024

La Cassazione si pronuncia in tema di mutamenti giurisprudenziali (evolutivi e innovativi) e diritto individuale alla “prevedibilità” delle decisioni.

Cassazione Penale, Sez. VI, 16 luglio 2024 (ud. 26 marzo 2024), n. 28594
Presidente Giordano, Relatore Silvestri

La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla rilevanza dei mutamenti giurisprudenziali (evolutivi e innovativi) e sul diritto individuale alla “prevedibilità” delle decisioni.

I giudici hanno osservato che se, da un lato, “le interpretazioni estensive, di adattamento, di specificazione, che rispettano i requisiti di ragionevolezza e di conformità al precedente rappresentano un’evoluzione fisiologica del dato legale e, quindi, sono prevedibili”, dall’altro, “gli esiti interpretativi che l’agente non è in grado di rappresentarsi al momento del fatto, devono ritenersi imprevedibili”.

Il riferimento – si legge nella pronuncia – “è a quelle situazioni in cui il mutamento giurisprudenziale è sostanzialmente motivato dalla necessità di sopperire ad una situazione di inerzia legislativa ovvero, come nel caso di specie, di correggere, di modificare, di prendere le distanze formalmente da una precedente opzione interpretativa considerata – successivamente – insoddisfacente, non più condivisibile, o, addirittura, errata”.

Un mutamento che, tuttavia, “rende penalmente rilevante ciò che prima era lecito; un mutamento di giurisprudenza non tanto “evolutivo”, quanto, piuttosto, sostanzialmente innovativo”.

Si è, infatti, chiarito in dottrina che:

– il mutamento evolutivo si realizza “quando, nella pressochè assenza di precedenti, si estende la portata applicativa della fattispecie incriminatrice attraverso una interpretazione che arricchisce, specifica, integra ovvero adegua il significato precedentemente attribuito all’enunciato legislativo, permettendo alla norma, cristallizzata nella disposizione, di adattarsi ad un nuovo contesto storico-normativo”;

– il mutamento innovativo si realizza “quando vi è, secondo la stessa giurisprudenza, la necessità di porre rimedio – nell’immutato contesto di riferimento – a quello che viene di fatto ritenuto dall’interprete come un vuoto di tutela derivante da una precedente interpretazione che viene considerata non più condivisibile” .

Il diritto di cambiare idea e il mutamento dell’interpretazione – prosegue il collegio – “passano attraverso la necessità di considerare il diritto individuale dell’imputato alla prevedibilità della decisione, e, in tal senso, soccorre l’art. 5 cod. pen. che, si è fatto acutamente notare, consente di adeguare l’interpretazione del diritto ai mutamenti del contesto sociale e dello stesso sistema normativo, senza però sacrificare il diritto soggettivo del destinatario dei precetti alla libertà e sicurezza delle proprie scelte d’azione”.

In conclusione, è stato affermato il seguente principio di diritto: “costituisce causa di esclusione della colpevolezza il mutamento di giurisprudenza in malam partem, nel caso in cui l’imputato, al momento del fatto, poteva fare affidamento su una regola stabilizzata – enunciata dalle Sezioni unite – che escludeva la rilevanza penale della condotta e non vi erano segnali, concreti e specifici, che inducessero a prevedere che, in futuro, le stesse Sezioni unite avrebbero attribuito rilievo a quella condotta, rivedendo il precedente orientamento in senso peggiorativo”.

29/07/2024

Lo Studio Legale Cucina riaprirà il 2 settembre. Per le urgenze potete scrivere una mail all' indirizzo: [email protected].
Vi auguriamo buone vacanze.

09/07/2024

REVOCA ASSEGNO DIVORZILE:
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16051 del 10 giugno 2024, afferma che la stabilità della frequentazione di uno dei due ex coniugi con un nuovo partner è cosa diversa dal vivere stabilmente insieme.
Pertanto, ai fini della revoca dell’assegno divorzile percepito dal coniuge che ha intrapreso una nuova relazione, deve essere rigorosamente provata, in assenza di coabitazione, la sussistenza di un progetto di vita con il nuovo partner da cui discendano reciproche contribuzioni economiche.
Inoltre, la Suprema Corte, sempre con la medesima sentenza, ha ribadito che la valutazione delle prove è rimessa al prudente apprezzamento del giudice: il giudice di merito non è tenuto a valutare singolarmente le risultanze processuali, essendo sufficiente che egli, dopo aver vagliato tutte le prove nel loro complesso, indichi gli elementi sui quali intenda fondare il proprio convincimento.

30/06/2024

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 24370 del 20 giugno 2024, ha chiarito che, per i reati procedibili a querela, la contestazione dell’aggravante a cavallo della Riforma Cartabia consolida la procedibilità d’ufficio.

18/06/2024

La storia di una donna alla quale l'ex compagno chiedeva soldi per lasciarla in pace finisce in Cassazione

30/05/2024

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Buona giornata dallo STUDIO LEGALE CUCINA.

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