14/08/2026
Il post de Il Riformista a proposito dell'intervista all'avv. Salvatore Ferrara.
Caso Ranucci-Lavitola, l’avvocato Ferrara: “Se il giornalista è manipolato, l’inchiesta è un problema e diventa legittimo interrogarsi”
Intervista all’avvocato Salvatore Ferrara, civilista specializzato in diritto di cronaca, reputation e diritto dell’informazione.
Avvocato Ferrara, che vicenda è quella di Lavitola e Ranucci? Perché Ranucci chiedeva a Lavitola di «prestargli Gomes»?
«Magari potessi darle oggi queste risposte. L’unica certezza è che c’è stato un attentato dinamitardo, un fatto gravissimo. Tutto il resto è un mistero fitto, nebuloso. È prematuro dare risposte, ma è legittimo porsi domande: Ranucci non si è accorto di cosa avesse alle spalle? Oppure nel rapporto con la fonte si è lasciato prendere la mano da rapporti personali?».
La Procura parla di Ranucci come di una persona «completamente manipolata» da Lavitola. Quanto sarebbe grave?
«Molto. Il giornalismo d’inchiesta è il cane da guardia della democrazia e la sua indipendenza va tutelata al massimo. Se il rapporto con una fonte ha influenzato, anche inconsciamente, il giornalista, è un problema serio. E se una persona viene manipolata fino a quel punto, è legittimo interrogarsi».
E se emergesse che qualcuno ha pagato per ottenere servizi presentati come inchieste Rai?
«Non darei per ora una qualificazione penale: servono i fatti. La questione è capire quanto i finanziamenti privati provenienti da settori concorrenti siano compatibili con il servizio pubblico. La Rai dovrebbe fare i suoi internal audit e verificare se quelle entrate siano state registrate e da chi siano arrivate. Parlare oggi di peculato sarebbe prematuro».
La Rai ha chiesto alla Procura se fosse opportuno ascoltare Ranucci. La Procura ha risposto: fate voi, sono atti amministrativi. Timore reverenziale o cautela?
«Probabilmente cautela. Con un’indagine preliminare in corso, si può comprendere la prudenza per evitare interferenze o polemiche. Ma la Procura non è un organo di controllo preventivo degli atti amministrativi della Rai. In questo caso la richiesta appare superflua».
Ranucci ha confermato l’amicizia fraterna con Lavitola. E c’è l’aggravante del metodo mafioso: non è una contraddizione?
«Fino a prova contraria Ranucci è persona offesa. Ma proprio per questo è legittimo fargli tutte le domande del caso. Se davvero fosse stato manipolato, la sua vicenda porrebbe un problema sull’indipendenza del giornalismo d’inchiesta. Quanto al metodo mafioso, bisogna capire il messaggio dell’attentato: intimidire Ranucci, bloccare le inchieste oppure, paradossalmente, favorirlo e trasformarlo in un martire? Senza conoscere movente e mandanti, ogni risposta sarebbe un’ipotesi».
Qual è la lezione?
«Che nessuno è impermeabile alle influenze. E quando si fa giornalismo d’inchiesta la genuinità è tutto: un’inchiesta può incidere sull’opinione pubblica, sui sentimenti della gente e persino sulle dinamiche di mercato. Se non è genuina, il problema diventa enorme. Le domande che oggi Ranucci si trova davanti sono le stesse che, in una vicenda simile, lui avrebbe posto a chiunque altro».
di Aldo Torchiaro