05/06/2026
Un uomo stringe tra le braccia suo figlio per la prima volta.
Diventa padre.
In quell'esatto istante, la sua vita cambia per sempre.
Ma per la legge italiana, quel legame profondo, quel carico di cura e di amore, vale appena 10 giorni lavorativi.
Dieci giorni. Poi, il papà deve tornare in ufficio.
E la mamma? Rimane a casa, spesso sola, a farsi carico di tutto.
Non è solo una questione di tempo: è una scelta normativa rigida che ferisce tutti. Allontana i padri dal diritto di essere presenti nei primi, delicatissimi mesi di vita del figlio. E costringe le madri a un bivio ingiusto, dove troppo spesso sono i loro sogni e le loro carriere a essere sacrificati.
È guardando a questi neonati e a questi genitori che, con il comitato "Pari alla pari", abbiamo deciso che non potevamo più stare a guardare.
Ci siamo messi a lavoro per trasformare la cura di un figlio da un "problema delle donne" a un diritto e un dovere identico per entrambi. Combattiamo per una riforma che dia ai padri il tempo di fare i padri e alle madri la libertà di non dover scegliere tra la carriera e l'amore più grande della loro vita.
Perché una società è davvero aperta e inclusiva solo quando cammina con lo stesso passo. Senza lasciare indietro nessuno.