Studio Legale Marcellino

Studio Legale Marcellino Fondato dall’Avv. L’obiettivo è offrire soluzioni concrete, costruite sulla conoscenza approfondita della l

Giuseppe Marcellino, lo Studio si distingue per la capacità di unire la solidità dell’esperienza forense con una visione moderna della professione.

Un risultato che premia anni di lavoro e la fiducia riposta nel nostro studio.Con sentenza n. 22941/2026 la Corte di Cas...
24/06/2026

Un risultato che premia anni di lavoro e la fiducia riposta nel nostro studio.

Con sentenza n. 22941/2026 la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna del nostro assistito per il reato di false attestazioni di presenza, con la formula più favorevole possibile: il fatto non sussiste.

La pronuncia stabilisce inoltre un principio destinato a valere ben oltre il caso concreto: i dipendenti della R.A.P. e delle altre società municipalizzate e partecipate dagli enti locali non sono dipendenti pubblici ai fini dell’art. 55-quinquies del D.Lgs. 165/2001. Sono lavoratori di diritto privato e non possono essere trattati penalmente come pubblici dipendenti solo perché la loro azienda è partecipata dal Comune.

Questa tesi l’abbiamo sostenuta sin dal primo grado, con determinazione e con il supporto di uno studio approfondito delle norme e degli atti processuali. Non ci siamo fermati quando i giudici di merito non l’hanno accolta. Abbiamo continuato a crederci, l’abbiamo argomentata in appello, l’abbiamo portata davanti alla Corte più alta. Alla fine la Suprema Corte — e con lei la Procura Generale — l’ha condivisa pienamente.

Questo è l’impegno che mettiamo in ogni fascicolo: studio, rigore, presenza costante accanto a chi ci affida la propria difesa. Se lavori in una società partecipata o municipalizzata e ti trovi in una situazione simile, contattaci: siamo a disposizione per una prima consulenza.

⚠️ Quello che scrivi su WhatsApp può condannarti.Viviamo incollati agli smartphone. Scriviamo tutto, a tutti, su qualsia...
16/06/2026

⚠️ Quello che scrivi su WhatsApp può condannarti.

Viviamo incollati agli smartphone. Scriviamo tutto, a tutti, su qualsiasi cosa. Questioni di lavoro, soldi, accordi, liti, minacce, sfoghi. WhatsApp è diventato il nostro confessionale digitale.
Il problema è che il confessionale, in certi casi, non è segreto.
La Cassazione, con la sentenza n. 10252 dell'11 marzo 2026, ha confermato un principio che dovrebbe farci riflettere tutti: gli screenshot delle tue conversazioni WhatsApp, consegnati agli inquirenti dalla persona con cui hai scritto, sono prova piena e utilizzabile in un processo penale. Senza sequestri. Senza autorizzazioni. Basta che l'altro interlocutore decida di mostrarli.
Quella discussione accesa con un cliente. Quella richiesta di denaro mal formulata. Quella frase scritta di notte, di rabbia, che "tanto è solo un messaggio."
Non è solo un messaggio.
Il diritto penale non distingue tra ciò che si dice a voce e ciò che si scrive in chat. E la prova scritta, a differenza di quella orale, non sbiadisce, non si dimentica, non si reinterpreta.

Prima di scrivere certe cose, chiediti: sarei a mio agio se questo messaggio finisse in un'aula di tribunale?

Se la risposta è no, non scriverlo.

📍 Studio Legale Marcellino | Palermo
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🔔 Novità importante dalla Corte Costituzionale: chi non fa appello ora ha più tuteleCon la riforma Cartabia del 2022, il...
16/06/2026

🔔 Novità importante dalla Corte Costituzionale: chi non fa appello ora ha più tutele
Con la riforma Cartabia del 2022, il legislatore ha introdotto una norma importante: chi viene condannato con il rito abbreviato e sceglie di non impugnare la sentenza ottiene una riduzione automatica di un ulteriore sesto della pena. Un incentivo concreto a non sovraccaricare i tribunali di appelli, e al tempo stesso un riconoscimento per chi accetta la condanna.
Il problema era che questa riduzione, applicata dal giudice dell’esecuzione a sentenza già definitiva, poteva portare la pena al di sotto dei quattro anni — soglia entro la quale la legge consente di scontare la pena ai domiciliari invece che in carcere. Ma nessun giudice aveva il potere espresso di disporre questa sostituzione. Risultato: il condannato si trovava in una situazione peggiore rispetto a chi aveva fatto appello e ottenuto lo stesso risultato in secondo grado.
Con la sentenza n. 87 del 21 maggio 2026, la Corte Costituzionale ha messo fine a questa stortura: i giudici possono e devono valutare la sostituzione della pena con i domiciliari subito, nell’ambito dello stesso procedimento in cui viene applicata la riduzione di un sesto. Niente lunghe attese, niente rimpalli tra uffici giudiziari diversi.

👉 Se tu o un tuo familiare siete in questa situazione, è fondamentale valutare tempestivamente se esistono i presupposti per agire. Contattaci per una consulenza.

📍 Studio Legale Marcellino — Via Nicolò Turrisi 38/A, Palermo
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⚠️ Un piccolo lavoro in casa può finire in tribunale. Anche per chi lo ha solo commissionato.Quante volte capita di chia...
19/05/2026

⚠️ Un piccolo lavoro in casa può finire in tribunale. Anche per chi lo ha solo commissionato.

Quante volte capita di chiamare "quello che ha sempre fatto i lavori in famiglia"? Un elettricista, un tuttofare, qualcuno di cui ci si fida.

La Cassazione, con la sentenza del 12 maggio 2026, ha reso definitiva la condanna per omicidio colposo della proprietaria di un'abitazione. L'elettricista che aveva chiamato — un signore di 77 anni, la cui ditta era cancellata da diciotto anni — è caduto da una scala mentre installava una canalina esterna per il cavo dell'antenna TV. Lavorava a tre metri e mezzo di altezza, su un terreno scivoloso accanto a uno strapiombo. Da solo. È morto.

I giudici hanno detto una cosa importante: anche chi commissiona un lavoro in casa propria, da privato cittadino, ha il dovere di scegliere una persona davvero in grado di farlo in sicurezza. Non basta la fiducia, non basta la fama, non basta che "lo abbia sempre fatto". Se la persona scelta non ha più una struttura professionale operativa, o non è in grado di affrontare quel lavoro specifico in sicurezza, e qualcosa va storto, si risponde penalmente.

Non è una questione di formalità. È una questione di consapevolezza. Prima di affidare un intervento che comporta rischi — soprattutto se si lavora in altezza, su impianti o in copertura — vale la pena fermarsi un momento e chiedersi: questa persona ha davvero gli strumenti, la struttura, l'esperienza attuale per farlo in sicurezza?

Lo Studio Legale Marcellino offre consulenza a privati e imprese in materia di sicurezza sul lavoro e responsabilità penale del committente.

Indirizzo

Via Nicolò Turrisi, 38A
Palermo
90138

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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