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Studio Legale Giordano & Partners Da una tradizione giuridica che dura da più di un secolo a Palermo, nasce lo Studio legale Giordano
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Da una tradizione giuridica che dura da più di un secolo, nasce lo studio legale penale dell'Avvocato Stefano Giordano. Palermitano, laureatosi con lode in giurisprudenza nell'università Cattolica di Milano, è cultore di diritto penale dell'università di Palermo e autore di diversi contributi in riviste nazionali. Lo studio svolge la sua attività prevalente nella tutela delle vittime della criminalità organizzata e nei processi in reati contro la p.a; più in generale lo studio copre tutti gli ambiti del diritto penale, anche finanziario, commerciale, tributario, urbanistico, ecc., utilizzando banche dati aggiornatissime e i più moderni strumenti di investigazione difensiva. Patrocinante nella Corte Suprema di Cassazione e nelle Giurisdizioni Superiori. Si riceve previo appuntamento il martedì, mercoledì e giovedì da concordare telefonicamente con la Segreteria.

ANM e CSM: niente di nuovo sotto il sole. Tranne le urne.A luglio, due componenti laiche del CSM criticano la Scuola sup...
15/09/2026

ANM e CSM: niente di nuovo sotto il sole. Tranne le urne.

A luglio, due componenti laiche del CSM criticano la Scuola superiore della magistratura e rischiano una pratica. A settembre, due consiglieri criticano l’ANM e l’Associazione interviene per difenderne «l’indifendibile», ribadendo che non c’è «niente di nuovo sotto il sole».

Forse proprio qui sta il punto.
Il diritto di critica non può cambiare a seconda di chi lo esercita. E un’associazione che rivendica la libertà di pensiero dei magistrati dovrebbe ricordare anche i limiti che essa stessa si è data: equilibrio, dignità e misura.
Poi c’è il calendario.

A fine ottobre si rinnova il CSM. A novembre si terrà il congresso dell’ANM. A poche settimane dal voto, prese di posizione e note inevitabilmente assumono anche il sapore della campagna elettorale.

La componente laica nel CSM esiste proprio per portare nell’autogoverno una voce non togata. E la Costituzione chiede ai magistrati di apparire imparziali anche quando fanno sindacato.

Niente di nuovo sotto il sole, dunque.
Sotto quello di ottobre, però, ci sono le urne.

Avv. Stefano Giordano — Studio Legale Giordano & Partners

Sul Riformista di oggi, l'avvocato Stefano Giordano firma un intervento sul Direttivo dell'Anm e sull'invito rivolto all...
14/09/2026

Sul Riformista di oggi, l'avvocato Stefano Giordano firma un intervento sul Direttivo dell'Anm e sull'invito rivolto alla presidente del Consiglio per il congresso di Napoli.

Il tema: il confine costituzionale fra dialogo istituzionale e prerogative dell'esecutivo, a partire dall'art. 110 Cost. e dall'ispettorato ministeriale. Un pezzo che si inserisce nella riflessione che lo Studio porta avanti sul rapporto fra poteri dello Stato.

Riservatezza à la carte.Del Cefalù Bistrot ormai sappiamo quasi tutto.Giornalisti, imprenditori, prelati. Sappiamo chi f...
09/09/2026

Riservatezza à la carte.

Del Cefalù Bistrot ormai sappiamo quasi tutto.
Giornalisti, imprenditori, prelati. Sappiamo chi frequentava quei tavoli e, grazie al racconto di Paolo Mieli, persino che le vongole arrivavano già sgusciate.

Manca però una categoria.
Da settimane si parla della presenza di magistrati tra gli avventori. Eppure, mentre per tutti gli altri il diritto di cronaca ha funzionato senza particolari esitazioni, su questi nomi sembra essere calato il silenzio.

Il punto non è trasformare una cena in un reato. Cenare in un ristorante non è un illecito.
Il punto è un altro: se la frequentazione di personaggi pubblici è considerata notizia quando riguarda giornalisti, imprenditori o prelati, perché dovrebbe smettere di esserlo quando riguarda chi amministra la giustizia?

La trasparenza, soprattutto quando incontra il potere, non può funzionare per categorie.
E il silenzio rischia di produrre proprio l'effetto che dovrebbe evitare: trasformare una cena in un sospetto.
Delle vongole sappiamo che arrivavano già sgusciate.
Dei magistrati sappiamo solo che qualcuno li ha sgusciati dalla cronaca.

Avv. Stefano Giordano — Studio Legale Giordano & Partners

09/09/2026

Riservatezza à la carte.

Del Cefalù Bistrot ormai sappiamo quasi tutto.
Giornalisti, imprenditori, prelati. Sappiamo chi frequentava quei tavoli e, grazie al racconto di Paolo Mieli, persino che le vongole arrivavano già sgusciate.
Manca però una categoria.

Da settimane si parla della presenza di magistrati tra gli avventori. Eppure, mentre per tutti gli altri il diritto di cronaca ha funzionato senza particolari esitazioni, su questi nomi sembra essere calato il silenzio. Il punto non è trasformare una cena in un reato. Cenare in un ristorante non è un illecito.

Il punto è un altro: se la frequentazione di personaggi pubblici è considerata notizia quando riguarda giornalisti, imprenditori o prelati, perché dovrebbe smettere di esserlo quando riguarda chi amministra la giustizia?

La trasparenza, soprattutto quando incontra il potere, non può funzionare per categorie.
E il silenzio rischia di produrre proprio l'effetto che dovrebbe evitare: trasformare una cena in un sospetto.
Delle vongole sappiamo che arrivavano già sgusciate.
Dei magistrati sappiamo solo che qualcuno li ha sgusciati dalla cronaca.

Avv. Stefano Giordano — Studio Legale Giordano & Partners

La pena non si cambia in corsa.La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia nel caso Asciutto e altri p...
08/09/2026

La pena non si cambia in corsa.

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia nel caso Asciutto e altri per l'applicazione retroattiva dell'ergastolo ostativo.
Ma attenzione agli slogan: nessuno è stato liberato.

La sentenza non apre le porte del carcere a nessuno. Riafferma un principio molto più semplice e, proprio per questo, fondamentale: lo Stato non può rendere una pena più grave dopo che il reato è stato commesso e la condanna è diventata definitiva.
Non conta quanto sia impopolare il condannato.
Non conta quanto grave sia il reato.

Il principio di legalità esiste proprio per questo: impedire che le regole vengano cambiate a partita iniziata.

Perché il diritto non è un favore concesso a chi merita la nostra simpatia.

Se il diritto vale solo per chi lo merita, non è più diritto: è un favore.
E i favori, a differenza delle regole, si possono revocare.
Avv. Stefano Giordano — Studio Legale Giordano & Partners

Esce domani su Il Riformista il nuovo intervento dell’avv. Stefano Giordano nella rubrica «Il Graffio»: un bilancio dei ...
07/09/2026

Esce domani su Il Riformista il nuovo intervento dell’avv. Stefano Giordano nella rubrica «Il Graffio»: un bilancio dei 1.413 giorni di governo sulla giustizia. Assunzioni, concorsi, stabilizzazione dei magistrati onorari da una parte; il naufragio referendario della riforma costituzionale dall’altra. Un’analisi lucida, non di schieramento, sul confine fra amministrare bene l’ordine esistente e riformarlo davvero.

Dalla Chiesa non aveva un ufficio stampa.Quarantaquattro anni dopo la strage di via Carini, il ricordo di Carlo Alberto ...
04/09/2026

Dalla Chiesa non aveva un ufficio stampa.

Quarantaquattro anni dopo la strage di via Carini, il ricordo di Carlo Alberto Dalla Chiesa impone una riflessione che va oltre le celebrazioni. Ci sono uomini che hanno combattuto la mafia senza cercare consenso, senza costruire un personaggio, senza trasformare il proprio impegno in una carriera.

Dalla Chiesa era stato mandato a Palermo per combattere Cosa nostra. Aveva chiesto strumenti e poteri per farlo. Lo Stato gli aveva promesso molto e dato troppo poco.
Il coraggio, però, non si misura dalle dichiarazioni, dalle apparizioni televisive o dal numero di follower.

Si misura dagli atti. E, qualche volta, dal prezzo che si è disposti a pagare. Oggi la parola antimafia rischia troppo spesso di trasformarsi in un palcoscenico. Tra chi cerca visibilità, consenso o una candidatura, diventa sempre più difficile distinguere il servizio alle istituzioni dalla costruzione della propria immagine.

Forse è proprio per questo che la lezione di Dalla Chiesa resta così attuale.
Gli eroi, di regola, non hanno un ufficio stampa.

Avv. Stefano Giordano — Studio Legale Giordano & Partners

Sul nuovo numero de “Il Graffio”, Stefano Giordano commenta il caso del commesso di un minimarket di Torino, scarcerato ...
03/09/2026

Sul nuovo numero de “Il Graffio”, Stefano Giordano commenta il caso del commesso di un minimarket di Torino, scarcerato dal GIP e sottoposto a obbligo di firma, la cui ordinanza è stata impugnata dalla Procura. Un’occasione per distinguere, ancora una volta, tra la misura cautelare e la pena, tra il sospetto e la condanna. Il pezzo è disponibile su Il Riformista.

LA DIFESA È SEMPRE LEGITTIMA.Sì. Quando è difesa.Dodici anni per omicidio volontario. Le motivazioni della sentenza Adri...
02/09/2026

LA DIFESA È SEMPRE LEGITTIMA.

Sì. Quando è difesa.
Dodici anni per omicidio volontario. Le motivazioni della sentenza Adriatici riportano il dibattito su un principio che troppo spesso viene semplificato fino a essere svuotato di significato. La legittima difesa non è un premio alla paura. Non è un salvacondotto per chi ha subito un torto. È un'eccezione. E richiede condizioni precise: un pericolo attuale, la necessità di reagire e la proporzione tra offesa e difesa.

La misura è tutto.
Perché fuori dalla misura non c'è più difesa. C'è vendetta. E l'ordinamento non la consente.

C'è poi un altro elemento importante in questa vicenda: il controllo del giudice non serve soltanto a frenare un'accusa troppo severa. Serve anche a correggere un'accusa troppo indulgente.

Il giudice terzo non guarda alla persona. Guarda ai fatti.
E il diritto, soprattutto quando l'opinione pubblica si divide, non può appartenere alle tifoserie.

La difesa è sempre legittima.
Sì. Quando è difesa.
Avv. Stefano Giordano — Studio Legale Giordano & Partners

Prima che ce lo dica Strasburgo.Il caso Cogefa e le cinque riforme che nessuno sembra voler chiamare con il loro nome.Qu...
29/08/2026

Prima che ce lo dica Strasburgo.

Il caso Cogefa e le cinque riforme che nessuno sembra voler chiamare con il loro nome.

Quando la prevenzione antimafia si trasforma in una misura fondata sul sospetto, il problema non è mettere in discussione la lotta alla mafia.
È chiedersi se gli strumenti utilizzati siano ancora proporzionati, giusti ed efficaci.

Nel suo intervento, l'avv. Stefano Giordano analizza cinque punti che richiedono una riflessione urgente:
▪️ fine del parallelismo tra assoluzione e misura di prevenzione;
▪️ equa riparazione per sequestri e confische ingiuste;
▪️ tutela dei terzi in buona fede;
▪️ controllo giudiziario come strumento di risanamento, non come stigma;
▪️ riforma della gestione dei beni confiscati.
Perché contrastare la mafia non significa rinunciare alle garanzie dello Stato di diritto.
E perché, forse, sarebbe meglio riformare il sistema prima che ce lo imponga Strasburgo.

Stefano Giordano
Studio Legale Giordano & Partners

Indirizzo

Via Nicolò Garzilli, 34
Palermo
90141

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 20:00
Martedì 16:00 - 20:00
Mercoledì 16:00 - 20:00
Giovedì 16:00 - 20:00
Venerdì 16:00 - 20:00

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