20/08/2026
È giusto mettere nero su bianco questi nomi, per cercare di capire perché non sono solo fatti isolati. Quando si parla di “responsabilità collettiva dei femminicidi” si allude anche a questo: quando ogni giorno viene assassinata una donna, evidentemente il problema non è solo individuale, ma è collettivo, e passa dalla prevenzione nelle scuole, educazione nelle case, dall’analisi.
Prevenire a monte per non dover curare a valle. Intervenire quando una donna è già morta è un fallimento.
(A questi femminicidi se ne aggiungono altri di luglio: la sequenza è cominciata a luglio con Luigia , 33 anni, uccisa con 50 coltellate dal marito a Loreto. Pochi giorni dopo, nel Riminese, Tania è stata uccisa dall’ex marito, dal quale era separata da anni. A Roma, la morte di Dafne, 31 anni, è precipitata da una terrazza a Tor Bella Monaca nella notte del 13 luglio. Il 20 luglio è stata trovata morta a Torino Daniela Florea, 36 anni.).
Non si può continuare così