Studio Legale Avvocato Irene Graziosi

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Contenzioso in materia civile e del lavoro; diritto amministrativo;
consulenza e contrattualistica in materia civile e commerciale;
contenzioso in materia civile: famiglia (separazioni; divorzi);
ricorso per il riconoscimento del figlio nato fuori

01/09/2026

Sulla tenuità del fatto e non punibilità per le violazioni antinfortunistiche.

Con sentenza n. 23909 del 30 giugno 2026, la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che in caso di contravvenzioni antinfortunistiche, la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è applicabile soltanto al termine di una valutazione congiunta delle modalità della condotta e della esiguità del pericolo in concreto rispetto al bene giuridico tutelato, non potendo essere desunta dalla sola assenza di ulteriori violazioni accertate in sede ispettiva o dalla cessazione dell’attività.
Fonte: Dottrina per il lavoro.

31/08/2026

Cassazione Sezione Lavoro - sentenza 22716/2026 Retribuzione di posizione dei Dirigenti Sanitari.

Due dirigenti sanitarie hanno agito in sede civile per ottenere differenze retributive derivanti dalla parziale erogazione della parte variabile dell'indennità di posizione. La controversia nasce dall'applicazione del CCNL Area Sanità 2016-2018, che ha previsto un aumento della quota fissa finanziato mediante la riduzione della quota variabile. L'ente sanitario, un IRCCS oncologico, aveva operato tagli sulla variabile giustificandoli con l'incremento del numero complessivo di incarichi dirigenziali e la conseguente carenza di fondi. La Cassazione ha confermato l'illegittimità della condotta aziendale.
Fonte:Assomed

28/08/2026

Buoni pasto: spettano sempre all'infermiera turnista che eccede le sei ore.

Il Tribunale di Gela dichiara l'illegittimità del regolamento aziendale di un'ASP che vincolava l'erogazione del buono pasto a presupposti più restrittivi di quelli previsti dal CCNL e dalla legge, condannando l'ente al risarcimento del danno in favore di un'infermiera turnista. Il diritto al buono pasto, chiarisce il Giudice, sorge per il solo fatto che il turno ecceda le sei ore, senza che rilevi la coincidenza con le fasce orarie del pranzo o della cena. A confermarlo è il
Tribunale di Gela, Sez. lavoro, sent. 19 giugno 2026, n. 408.
Fonte: Altalex

26/08/2026

Sul lavoro notturno della donna con figlio sotto i tre anni.

Con sentenza n. 22566/2023, la Corte di Cassazione ha affermato, modificando il proprio orientamento precedente e confermando quanto stabilito nei due primi gradi di giudizio, che le disposizioni che tutelano la maternità e la paternità nel rapporto di lavoro hanno la funzione di proteggere la salute della donna e le esigenze del bambino: esse si inquadrano anche nell’appagamento dei bisogni affettivi del bambino finalizzati allo sviluppo pieno della sua personalità.

Di conseguenza, quanto affermato dall’art. 53, comma 3, del decreto legislativo n. 151/2001, significa che il lavoro notturno non può essere mai imposto alla lavoratrice madre di un bambino di età inferiore di tre anni.
Fonte: Dottrina per il lavoro

25/08/2026

Certificazione fantasma e poteri dell'Ispettorato: la Cassazione traccia il confine.
In tema di certificazione del contratto di appalto, qualora l’ente certificatore non rispetti i requisiti di cui all’
art. 76,
D.Lgs. n. 276/2003 e, pertanto, non sia composto da organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, la certificazione resa è tamquam non esset e, conseguentemente, l’organo di vigilanza può legittimamente esercitare il proprio potere sanzionatorio senza dover preventivamente adire il Tribunale Amministrativo ai sensi dell’art. 80 del medesimo decreto. È quanto si legge nella
sentenza Cassazione civile 27 aprile 2026, n. 11276.
Fonte: Altalex

24/08/2026

Sul datore di lavoro e sull'attività del preposto alla vigilanza.

Con sentenza n. 20150 del 3 giugno 2026, la quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che in caso di infortunio sul lavoro, risponde il datore di lavoro nel caso in cui, pur avendo nominato un preposto alla vigilanza, abbia omesso di vigilare sull’operato di questi, al fine di impedire l’instaurazione di prassi contro legge portatrici di pericoli per i lavoratori.
Fonte:Dottrina per il lavoro.

21/08/2026

Prevalenza della realtà.
Se il lavoro si svolge di fatto con gli indici della subordinazione (orari fissi, ordini specifici, controllo costante), il contratto è subordinato anche se formalmente autonomo o occasionale (ordinanza Corte di Cassazione n. 24418/2026).
Fonte: Dottrina per il lavoro

19/08/2026

Sul licenziamento del dirigente e sul concetto di giustificatezza.

Con ordinanza n. 26609 del 2 ottobre 2025, la Corte di Cassazione ha affermato che “ai fini della giustificatezza del licenziamento del dirigente non è necessaria una analitica verifica delle specifiche condizioni, ma è sufficiente una valutazione globale che escluda l’arbitrarietà del recesso in quanto intimato con riferimento a circostanze idonee a turbare il rapporto fiduciario con il datore di lavoro nel cui ambito rientra l’ampiezza dei poteri attribuiti al dirigente.
In tema di licenziamento disciplinare del dirigente rilevando la giustificatezza del recesso che non si identifica con la giusta causa, a differenza di quanto avviene relativamente ai rapporti con la generalità dei lavoratori, il licenziamento non deve necessariamente costituire una extrema ratio da attuarsi solo in presenza di situazioni così gravi da non consentire la prosecuzione neppure temporanea del rapporto, e allorquando ogni altra misura si rivelerebbe inefficace, ma può conseguire ad ogni infrazione che incrini l’affidabilità e la fiducia che il datore deve riporre sul dirigente”.
Fonte: Dottrina per il lavoro

18/08/2026

Sul licenziamento di lavoratrice in gravidanza per chiusura reparto.

Con sentenza n. 22720 del 28 settembre 2017, la Corte di Cassazione ha affermato la illegittimità del licenziamento adottato da un datore di lavoro durante il periodo di gravidanza della lavoratrice, per chiusura di reparto, sia pure posticipato per gli effetti, alla fine del periodo di tutela.

La Suprema Corte ha ritenuto che il licenziamento della lavoratrice sia da definirsi nullo in quanto le uniche eccezioni che lo consentono sono quelle indicate espressamente dall’art. 54 del decreto legislativo n. 151/2001. Con tale decisione viene confutato un precedente indirizzo espresso nella sentenza n. 23684/2004 con la quale si sosteneva che la clausola esonerativa dal divieto (cessazione dell’attività aziendale) fosse applicabile anche alla chiusura di un reparto dotato di autonomia funzionale.
Fonte: Dottrina per il lavoro.
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17/08/2026

Sull'esonero dei caregiver dal turno notturno.

Con ordinanza n. 20229 del 16 giugno 2026, la Corte di Cassazione ha affermato che l’esonero dal prestare attività lavorativa per un dipendente che sia anche caregiver, si applica sempre e comunque, a prescindere dal grado di invalidità della persona portatrice di handicap.

La norma di riferimento è l’art. 11, comma 1 del decreto legislativo n. 66/2003: la decisione appare in contrasto con quella adottata dalla seconda sezione del Consiglio di Stato il 27 ottobre 2022 (sentenza n. 8798) con la quale l’espressione “a proprio carico ‘ sta a significare che il diritto si riduce unicamente in favore di un lavoratore che assiste un portatore di handicap grave.
Fonte: Dottrina per il lavoro.

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