27/11/2025
L’entrata in vigore dell’art. 13 della Legge 132/2025 segna un punto di svolta nel rapporto tra professioni intellettuali e sistemi di intelligenza artificiale (IA). La norma introduce, per la prima volta nel sistema italiano, una chiara distinzione giuridica tra l’utilizzo strumentale dell’IA e l’esercizio della prestazione professionale protetta, sancendo che il nucleo valutativo-decisionale della prestazione resta riserva dell’essere umano.
Il legislatore, nel delineare tale assetto, non solo conferma la centralità del giudizio critico del professionista, ma sancisce anche un principio fondamentale: l’IA non è un sostituto della competenza tecnica, bensì uno strumento complementare, potenzialmente utile a incrementare efficienza, completezza e rapidità nell’analisi dei dati.
Sotto un profilo deontologico, la norma introduce un obbligo di trasparenza documentale, imponendo ai professionisti di indicare quando la stesura o l’elaborazione di un documento è avvenuta con l’ausilio dell’IA, nonché di conservare i relativi log. Tale obbligo assume valore non solo disciplinare, ma anche probatorio, in caso di contenzioso sulla paternità intellettuale o sulla diligenza professionale.
Sul piano sistematico, l’art. 13 si colloca nel solco delle normative europee (AI Act) che introducono un approccio risk-based, distinguendo tra utilizzi accettabili, a rischio elevato o vietati. È evidente, pertanto, come l’uso dell’IA nei settori giuridici sia qualificato come attività sensibile, richiedendo controllo umano continuo, supervisione e responsabilità finale personale (human-in-command).
Rileva inoltre il tema della responsabilità: in assenza di una disciplina specifica sul danno causato da decisioni assistite da IA, continueranno ad applicarsi i principi tradizionali della responsabilità professionale ex art. 1176, comma 2, c.c., con conseguente imputazione diretta all’operatore, il quale non potrà invocare la tecnologia come causa di esonero.
In prospettiva, l’art. 13 non rappresenta un limite, bensì una fase regolatoria transitoria, finalizzata a evitare rischi etici, informativi e decisionali, garantendo al contempo l’adozione progressiva di strumenti tecnologici avanzati nei processi professionali.
La disciplina odierna impone un equilibrio necessario: l’intelligenza artificiale assiste; l’intelligenza umana decide.