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La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8653 del 5 marzo 2026, ha stabilito che l’accesso a un programma di giustizia...
16/03/2026

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8653 del 5 marzo 2026, ha stabilito che l’accesso a un programma di giustizia riparativa non può essere negato per il solo fatto che la persona offesa non sia interessata a parteciparvi.

Le uniche cause che possono bloccare il programma sono il pericolo per l’accertamento dei fatti e un pericolo concreto per le persone coinvolte. Non contano, invece, né la mancata ammissione del fatto da parte dell’imputato, né l’assenza di un’offerta di risarcimento, né la gravità del reato.

La pronuncia chiarisce che la giustizia riparativa — introdotta dalla Riforma Cartabia — è uno strumento di reinserimento sociale, non una forma di risarcimento economico né un’ammissione di colpa. Il programma può svolgersi anche con una vittima diversa da quella del procedimento in corso.

🔗 https://www.studiogdlex.it/2026/03/16/giustizia-riparativa-il-disinteresse-della-vittima-non-blocca-il-programma/

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Cass. Pen., Sez. III, sentenza 5 marzo 2026 n. 8653 — ud. 22 ottobre 2025 — Pres. Andreazza, Est. Vergine Si segnala la recente pronuncia con cui la Terza Sezione penale della Cassazione ha fissato principi di grande rilievo pratico in tema di accesso ai programmi di giustizia riparativa, chiare...

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 10/2026, è intervenuta sull'art. 187 del Codice della strada, ridefinendo i ...
25/02/2026

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 10/2026, è intervenuta sull'art. 187 del Codice della strada, ridefinendo i confini del reato di guida dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti.

La legge 177/2024 aveva eliminato il requisito dello stato di alterazione psico-fisica, rendendo sufficiente — in apparenza — la mera positività alle sostanze per configurare la contravvenzione. Una scelta che rischiava di colpire anche chi, pur risultando positivo agli esami, guidava in condizioni psicofisiche del tutto normali.

La Corte non ha dichiarato la norma incostituzionale, ma ha fornito un'interpretazione restrittiva vincolante: il reato sussiste solo se la sostanza è stata assunta in un momento sufficientemente prossimo alla guida e risulta ancora idonea, per qualità e quantità rilevate nei liquidi biologici, a produrre effetti sull'organismo.

Una positività isolata alle urine, senza riscontri ematici o salivari, non è di per sé sufficiente.

Abbiamo pubblicato un approfondimento completo sul nostro blog, con il testo integrale della sentenza scaricabile gratuitamente.

🔗 https://www.studiogdlex.it/2026/02/25/guida-dopo-lassunzione-di-stupefacenti-la-corte-costituzionale-traccia-i-confini-del-reato/

— Avv. Marco Gianese

Corte cost., sentenza 29.01.2026 (c.c. 01.12.2025), n. 10 — Pres. Amoroso, Red. Viganò Si segnala la recente pronuncia della Corte costituzionale sull’art. 187, commi 1 e 1-bis, del Codice della strada, come riformulato dalla legge 25 novembre 2024, n. 177, in tema di guida dopo l’assunzione ...

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