13/10/2022
CONIUGI, COPPIE DI FATTO, RESIDENZE DIVERSE ED ESENZIONE IMU
Con la decisione n. 209/22 la Corte Costituzionale ha chiarito che, ai fini dell'esenzione, è sufficiente la residenza anagrafica e la dimora abituale del possessore, a nulla rilevando se il nucleo familiare sia residente altrove.
Con questa decisione la Corte Costituzionale pone fine al granitico orientamento della Corte di Cassazione, che era giunta a negare l'esenzione a entrambi i coniugi in caso di residenze diverse, dando così il via ad accertamenti (spesso piuttosto affrettati) da parte dei Comuni.
La Corte Costituzionale, dichiarando l'illegittimità costituzionale dell’art. 13, comma 2, quarto periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, ha equiparato i coniugi uniti in matrimonio (finora penalizzati da tale orientamento di legittimità) alle coppie di fatto, i cui componenti, in caso di residenze diverse, potevano entrambi, invece, usufruire dell'esenzione IMU.
La decisione prende atto che, al giorno d'oggi, la mobilità del lavoro e altri fattori rendono frequente il fatto che una coppia risieda in Comuni diversi.
Degna di nota è anche la declaratoria di illegittimità dell'art. 1 co. 749 lett. b) l. 160/19 che, sulla scia dell'orientamento penalizzante della Cassazione, aveva limitato la definizione di abitazione principale all'immobile dove risiedeva l'intero nucleo familiare (anziché il solo possessore).
Naturalmente, la decisione in commento non delegittima, anzi richiama e valorizza la capacità accertativi dei Comuni volta a verificare l'effettività della residenza.
QUI la sentenza: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2022:209