24/08/2026
⚖️ APPALTI PUBBLICI: UN DIFETTO NEI POTERI DI FIRMA PUÒ DAVVERO PORTARE ALL’ESCLUSIONE DALLA GARA?
Non necessariamente.
Lo chiarisce il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza 18 giugno 2026, n. 4896, affrontando una questione di notevole interesse pratico per stazioni appaltanti e operatori economici.
Il caso riguardava l’esclusione di un RTI per l’asserita insufficienza dei poteri del procuratore che aveva sottoscritto l’offerta.
Il Consiglio di Stato parte da una distinzione fondamentale:
👉 presentare un’offerta e stipulare il successivo contratto sono due momenti giuridicamente distinti.
Nel caso esaminato, il limite economico previsto dalla procura riguardava la stipulazione del contratto e non impediva al procuratore di partecipare alla gara e sottoscrivere l’offerta.
Ma il passaggio più interessante della pronuncia è un altro.
Secondo Palazzo Spada, anche in presenza di un effettivo difetto di rappresentanza, l’esclusione non costituisce necessariamente una conseguenza automatica.
La stazione appaltante deve infatti verificare la possibilità di ricorrere al soccorso istruttorio previsto dall’art. 101 del D.Lgs. 36/2023, consentendo, ricorrendone i presupposti, la ratifica dell’offerta ai sensi dell’art. 1399 c.c.
⚠️ Attenzione, però: questo non significa consentire all’operatore di modificare successivamente la propria offerta.
L’offerta tecnica ed economica resta quella originariamente presentata.
Ciò che viene sanato riguarda il diverso profilo dell’efficacia dell’atto sotto il versante della rappresentanza.
📌 Qual è il risvolto pratico?
Per le stazioni appaltanti, la sentenza impone particolare attenzione prima di adottare un provvedimento espulsivo: occorre verificare concretamente contenuto ed estensione delle procure, evitando di trasformare ogni irregolarità in una causa automatica di esclusione.
Per le imprese, resta invece fondamentale verificare preventivamente procure, deleghe e poteri di firma, soprattutto nelle procedure più complesse e in caso di partecipazione in RTI.
La decisione si inserisce in una linea interpretativa del nuovo Codice dei contratti pubblici che tende a evitare un formalismo espulsivo non necessario, valorizzando tassatività delle cause di esclusione, massima partecipazione e principio del risultato.
⚖️ L’esclusione da una gara non può essere il risultato di un automatismo: occorre sempre distinguere ciò che incide realmente sulla validità e sul contenuto dell’offerta da ciò che, senza alterare la par condicio, può essere legittimamente regolarizzato.
Ed è proprio su questo confine che la corretta applicazione del soccorso istruttorio continua a rappresentare uno dei temi più delicati del diritto degli appalti pubblici.