13/10/2026
Sapete chi può trovare ingiusta questa pretesa?
Non soltanto gli uomini.
Anche tante donne che ogni mattina si alzano, vanno al lavoro, si sono costruite la propria indipendenza economica e sanno quanto costi conquistarsela.
Donne che hanno imparato a mantenersi, a fare sacrifici e a costruire il proprio futuro.
E allora la domanda è inevitabile:
Dopo il divorzio, un ex marito deve garantire per sempre alla sua ex moglie lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio?
La risposta è: no, non automaticamente.
«Ma avevamo deciso insieme che io non avrei lavorato».
È un'obiezione importante. E non può essere liquidata con superficialità.
Se durante il matrimonio una donna ha rinunciato alla propria carriera per occuparsi dei figli, della casa e della famiglia, contribuendo così alla vita comune e magari alla crescita professionale ed economica del marito, questo sacrificio può avere un preciso rilievo nel riconoscimento dell'assegno divorzile.
Ma c'è una differenza tra riconoscere il valore di quel contributo e pretendere che il matrimonio continui economicamente per sempre.
Il divorzio chiude il matrimonio. Non cancella i sacrifici fatti, ma neppure garantisce automaticamente il mantenimento dello stesso stile di vita.
Il giudice deve valutare la situazione concreta: le condizioni economiche, l'età, la durata del matrimonio, il contributo dato alla famiglia e le reali possibilità di autonomia economica.
E se una persona può concretamente lavorare, questa possibilità può essere rilevante. Ma essere in salute, da solo, non significa avere automaticamente un lavoro o non avere diritto all'assegno.
Un'altra cosa è certa: i figli non sono una responsabilità economica esclusiva del padre. Entrambi i genitori devono contribuire al loro mantenimento secondo le rispettive risorse e le regole applicabili.
La vera questione, quindi, non è stabilire se una donna debba essere mantenuta o se un uomo debba pagare.
È capire quali obblighi siano giusti e previsti dalla legge, tenendo conto della storia concreta di quella famiglia.
Perché l'indipendenza economica è importante. Ma anche il lavoro familiare, spesso invisibile, ha un valore che non può essere ignorato.
Avv. Anna Maria Muroni – Studio Legale
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