AmbitoLegale Avv.OLGA IZZO

AmbitoLegale Avv.OLGA IZZO Avvocata Olga Izzo patrocinante in Cassazione
Consigliera di Parità della citta metropolitana di Napoli Founder dello studio e’ l’ AVV.

OLGA IZZO , classe 82, Specializzata SSPL Federico II in diritto civile , penale e amministrativo, avvocato da 10 anni. Esperta in diritto bancario, contrattualistica e responsabilità’ civile. lo studio offre innumerevoli servizi alle imprese , associazioni e privati al fine di garantire un'assistenza puntuale e completa, sia legale che commerciale:
- prestazione di servizi di consulenza e assist

enza giudiziale e stragiudiziale ad imprese, enti pubblici o privati, nelle
Principali materie del diritto civile , penale e amministrativo, operativi in tutto il territorio Italiano;
- prestazione di servizi per gli adempimenti di natura contabile, amministrativa, di informazione, di consulenza e di assistenza, di ricerca, di formazione del personale in materia di sicurezza , di consulenza in tema di certificazioni, attestazioni, controllo della qualità;
- predisposizione di studi ed analisi di mercato, elaborazione di piani industriali, ricerca di partners strategici, organizzazione di incontri e convegni e quant'altro necessario ai fini dello svolgimento di tali servizi di consulenza;
- prestazione di servizi di consulenza ad imprese, finalizzata in materia di struttura finanziaria e del credito , di strategia industriale e di questioni connesse ad operazioni di ristrutturazione e/o riorganizzazione aziendale o societaria anche con implicazioni relative alla riduzione dell’esposizione debitoria ed alla sua rimodulazione, nella concessione di finanziamenti, nell’ attività di recupero crediti.
- consulenti del lavoro in studio i giorni dispari dalle 17:00 alle 19.30 per consulenza
- consulente finanziario ed esperto in diritto e tecnica Bancaria in studio su appuntamento
- medico legale per CTP in studio su appuntamento
- notaio e commercialista convenzionati con lo studio

5 SETTEMBRE 1981 | 45 ANNI DOPOUna data che ha cambiato la storia dei diritti delle donne.Il 5 settembre 1981 l’Italia c...
05/09/2026

5 SETTEMBRE 1981 | 45 ANNI DOPO

Una data che ha cambiato la storia dei diritti delle donne.

Il 5 settembre 1981 l’Italia cancellava il delitto d’onore e il matrimonio riparatore.

Una svolta giuridica fondamentale: la violenza non poteva più essere giustificata dall’“onore” e un matrimonio non poteva più cancellare una violenza sessuale.

45 anni dopo, quella scelta ci ricorda che le leggi possono cambiare le regole, ma è la cultura a dover cambiare davvero.

Oggi il nostro impegno deve essere ancora più forte:
contro ogni forma di violenza, controllo, possesso e discriminazione.
Per la libertà, la dignità e la piena parità.

👉 Continua a leggere sulla mia pagina Facebook per approfondire il significato di questa importante ricorrenza e ciò che ancora resta da cambiare.

Avv. Olga Izzo
Consigliera di Parità – Città Metropolitana di Napoli

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5 SETTEMBRE 1981 | 45 ANNI DOPOCi sono date che non appartengono soltanto alla storia.Appartengono alla nostra libertà.I...
05/09/2026

5 SETTEMBRE 1981 | 45 ANNI DOPO

Ci sono date che non appartengono soltanto alla storia.
Appartengono alla nostra libertà.

Il 5 settembre 1981 l’Italia compiva una scelta di civiltà: con la Legge 5 agosto 1981, n. 442 veniva abolita la rilevanza penale della cosiddetta causa d’onore e venivano abrogati, tra gli altri, gli articoli 544 e 587 del Codice penale.

Veniva così cancellato il matrimonio riparatore, attraverso il quale l’autore di una violenza sessuale poteva estinguere il reato sposando la propria vittima.

E veniva cancellato il delitto d’onore, che consentiva una significativa riduzione della pena per chi uccideva una donna della propria famiglia invocando l’“onore” proprio o familiare.

Una legge non cambia da sola la cultura di un Paese.
Ma può segnare il momento in cui lo Stato dice con chiarezza:

la violenza non è onore.
Il corpo di una donna non è una proprietà.
Un matrimonio non può cancellare uno stupro.
La vita di una donna vale più della reputazione della sua famiglia.

Sono passati 45 anni.

Eppure quella distanza temporale deve farci riflettere.

Perché il progresso giuridico deve necessariamente accompagnarsi al progresso culturale.

Il diritto può cancellare una norma ingiusta.
Ma siamo noi, ogni giorno, a dover cancellare i pregiudizi che l’hanno resa possibile.

Oggi, come Avvocata e Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Napoli, sento ancora più forte la responsabilità di ricordare questa data.

Perché la parità non è soltanto un principio scritto nella legge.

È libertà di scegliere.
È libertà di lavorare.
È libertà di amare.
È libertà di lasciare chi ci fa del male.
È libertà di dire NO.
È libertà di vivere senza paura.

45 anni fa abbiamo abolito il delitto d’onore.
Oggi dobbiamo continuare ad abolire, dalla nostra cultura, ogni forma di possesso, controllo, discriminazione e violenza.

Perché una società davvero civile non deve chiedere alle donne di essere protette.

Deve garantire loro di essere LIBERE.

Avv. Olga Izzo
Consigliera di Parità
Città Metropolitana di Napoli

’onore

Nota giuridica: la Legge n. 442/1981 è entrata in vigore il 25 agosto 1981; il 5 settembre è quindi una data di commemorazione legata alla ricorrenza che vuoi celebrare, mentre tecnicamente la legge era già vigente.

DONA UN VERSO, SALVA UNA VITAQuesta mattina ho ricevuto con grande piacere la ristampa del volume “Dona un verso, salva ...
03/09/2026

DONA UN VERSO, SALVA UNA VITA

Questa mattina ho ricevuto con grande piacere la ristampa del volume “Dona un verso, salva una vita”, omaggiatami dall’amico Felice Peluso all’ A.I.D.O. Nazionale e Dall’amica Filomena Carrella , che ringrazio di cuore.❤️
Un testo che raccoglie e custodisce il significato di un’esperienza importante, nata nell’ambito del Premio Cimitile 2026, evento al quale sono stata felice di partecipare anche come componente del Comitato Scientifico.
È per me motivo di particolare soddisfazione ritrovare, all’interno della pubblicazione, anche il mio pensiero dedicato all’iniziativa: una riflessione che oggi assume il valore della continuità, perché ciò che nasce da un incontro, da un’idea e da una sensibilità condivisa può trasformarsi in memoria e, soprattutto, continuare a generare valore.
Grazie all’Associazione e a tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto.

Felice di esserci stata. Ancora più felice di ritrovarmi, oggi, tra queste pagine. ❤️

Avv. Olga Izzo

DONA UN VERSO, SALVA UNA VITAQuesta mattina ho ricevuto con grande piacere la ristampa del volume “Dona un verso, salva ...
03/09/2026

DONA UN VERSO, SALVA UNA VITA

Questa mattina ho ricevuto con grande piacere la ristampa del volume “Dona un verso, salva una vita”, omaggiatami dall’amico Felice Peluso , che ringrazio di cuore.❤️
Un testo che raccoglie e custodisce il significato di un’esperienza importante, nata nell’ambito del Premio Cimitile 2026, evento al quale sono stata felice di partecipare anche come componente del Comitato Scientifico.
È per me motivo di particolare soddisfazione ritrovare, all’interno della pubblicazione, anche il mio pensiero dedicato all’iniziativa: una riflessione che oggi assume il valore della continuità, perché ciò che nasce da un incontro, da un’idea e da una sensibilità condivisa può trasformarsi in memoria e, soprattutto, continuare a generare valore.
Grazie all’Associazione e a tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto.

Felice di esserci stata. Ancora più felice di ritrovarmi, oggi, tra queste pagine. ❤️

Avv. Olga Izzo

NON SONO SOLO NUMERI. SONO NOMI. SONO STORIE. SONO VITE.Dietro ogni femminicidio c’è una donna che aveva progetti, affet...
01/09/2026

NON SONO SOLO NUMERI. SONO NOMI. SONO STORIE. SONO VITE.

Dietro ogni femminicidio c’è una donna che aveva progetti, affetti, sogni e futuro.
Donne uccise da chi diceva di amarle: mariti, ex mariti, compagni, ex compagni.

Ricordarle significa non permettere che diventino soltanto una statistica.

Il femminicidio non è un fatto privato. È una questione sociale, culturale e giuridica.

Avv. Olga Izzo
AMBITO LEGALE ⚖️

NON SONO SOLO NUMERI. SONO NOMI. SONO STORIE. SONO VITE.Dietro ogni femminicidio c’è una donna che aveva progetti, affet...
01/09/2026

NON SONO SOLO NUMERI. SONO NOMI. SONO STORIE. SONO VITE.

Dietro ogni femminicidio c’è una donna che aveva progetti, affetti, sogni e futuro.
Donne uccise da chi diceva di amarle: mariti, ex mariti, compagni, ex compagni.

Ricordarle significa non permettere che diventino soltanto una statistica.

Il femminicidio non è un fatto privato. È una questione sociale, culturale e giuridica.

Avv. Olga Izzo
AMBITO LEGALE ⚖️

ambitolegale avvocatoolgaizzo

01/09/2026

𝐑𝐄𝐍𝐃𝐄𝐑𝐄 𝐈𝐌𝐏𝐄𝐍𝐒𝐀𝐁𝐈𝐋𝐄 𝐋𝐀 𝐕𝐈𝐎𝐋𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐌𝐀𝐒𝐂𝐇𝐈𝐋𝐄 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐄 𝐃𝐎𝐍𝐍𝐄.
Quattro casi di femminicidio in circa 72 ore.
Di fronte a questa realtà, il nostro impegno si intensifica: per sostenere le donne e le ragazze che subiscono violenza maschile e contrastare tutto ciò che la rende possibile, tollerabile o spesso invisibile.
Continuiamo a lavorare per costruire una cultura in cui la violenza non venga normalizzata né minimizzata, i comportamenti di controllo e prevaricazione non vengano giustificati o tollerati e l’autodeterminazione delle donne venga riconosciuta e rispettata.
Rendere impensabile la violenza significa riconoscerla, nominarla, prevenirla e mettere in discussione gli stereotipi e i modelli culturali che la alimentano.
Come Telefono Rosa Piemonte lo ribadiamo da tempo: la violenza maschile contro le donne dispone di un quadro normativo e di strumenti di protezione, tra cui le disposizioni del Codice Rosso e le misure cautelari. Ma la loro efficacia dipende dalla tempestività e dall’effettività della loro applicazione.
Per questo insistiamo nel chiedere una formazione specifica e continua per tutte le professionalità che, a diverso titolo, intervengono nella tutela delle donne dalla violenza maschile, dalla rete dei servizi al sistema sanitario, dalle forze dell’ordine alla magistratura.
Perché una società libera dalla violenza sulle donne non si costruisce da sola. Si costruisce insieme.
Perché ciò che ancora oggi viene spesso minimizzato deve diventare impensabile.
𝐏𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐚𝐫𝐜𝐢:
☎️ 011 530666
☎️ 011 5628314
📱 327 3275692
📧 [email protected]

31/08/2026

IL DOUBLE BIND: QUANDO UNA DONNA AL LAVORO PERDE QUALUNQUE SIA LA SUA SCELTA

Da Consigliera di Parità, una riflessione su una delle forme più sottili di disuguaglianza nel lavoro.
C’è una dinamica che incontro sempre più spesso quando si osservano le pari opportunità nel mondo del lavoro.
È quella situazione in cui una donna sembra non avere mai la risposta “giusta”.
Se è determinata, può essere definita aggressiva.
Se è autorevole, può essere considerata autoritaria.
Se chiede rispetto, può essere percepita come difficile.
Se è ambiziosa, può essere giudicata arrivista.
Se manifesta emozioni, può essere considerata fragile.
Se invece non le manifesta, può apparire fredda.
Se parla molto, “vuole imporsi”.
Se parla poco, “non ha leadership”.
E allora la domanda diventa inevitabile:
stiamo davvero valutando il comportamento di quella donna o stiamo valutando quanto quel comportamento corrisponda all’idea che abbiamo di come dovrebbe comportarsi una donna?
È qui che entra in gioco il double bind, letteralmente il “doppio vincolo”.
La ricerca sul fenomeno descrive proprio questa contraddizione: alle donne, soprattutto quando occupano ruoli di responsabilità, viene richiesto contemporaneamente di dimostrare competenza, assertività e autorevolezza, senza però allontanarsi troppo dalle aspettative tradizionalmente associate alla femminilità. Se mostrano troppo dell’una, possono essere penalizzate per la mancanza dell’altra.

Il problema, quindi, non è la scelta della donna.
È la regola con cui quella scelta viene interpretata.

Ed è proprio questo il punto che, da Consigliera di Parità, ritengo particolarmente importante portare nel dibattito sulle pari opportunità.
Perché il diritto antidiscriminatorio non tutela soltanto contro la discriminazione dichiarata, evidente, esplicita.
L’art. 25 del D.Lgs. 198/2006 – Codice delle pari opportunità riconosce anche la discriminazione indiretta: quella che può derivare da criteri, prassi, atti o comportamenti apparentemente neutri, ma capaci di porre le lavoratrici in una situazione di particolare svantaggio.
Ed è proprio nelle prassi, nelle valutazioni, nei criteri informali e nella cultura organizzativa che il double bind può diventare particolarmente insidioso.
Perché magari nessuno dice:

“Non la promuovo perché è una donna.”

La motivazione può essere molto più sofisticata.
“È troppo aggressiva.”
“Non è abbastanza empatica.”
“Ha un carattere difficile.”
“Non è collaborativa.”
“È troppo ambiziosa.”
“Non ha il giusto approccio.”
Ma se lo stesso comportamento viene interpretato diversamente quando è posto in essere da un uomo, allora dobbiamo interrogarci.
Non necessariamente ogni giudizio negativo rivolto a una lavoratrice è discriminatorio.
E questo è importante dirlo.
Il diritto non trasforma ogni critica in discriminazione.
Ma il diritto ci impone di guardare anche agli effetti, ai criteri utilizzati, alla comparazione con situazioni analoghe e alle eventuali differenze di trattamento fondate sul sesso.
Ed è qui che il lavoro della Consigliera di Parità assume, a mio avviso, un valore fondamentale: intercettare quelle disuguaglianze che non sempre arrivano già confezionate come una discriminazione evidente.

IL DOUBLE BIND PRODUCE UN PARADOSSO

Alla donna viene chiesto di dimostrare di essere competente.
Ma quando dimostra la propria competenza, può essere giudicata “troppo”.
Le viene chiesto di essere autorevole.
Ma quando esercita autorevolezza, può diventare “autoritaria”.
Le viene chiesto di fare carriera.
Ma quando manifesta ambizione, può essere giudicata negativamente.
È una sorta di cortocircuito valutativo.
E il rischio è che, alla fine, la donna non sia più libera di chiedersi:

“Qual è il comportamento professionalmente corretto?”
ma:
“Come devo comportarmi affinché il mio comportamento non venga usato contro di me?”

Questa è la vera trappola.
Le pari opportunità non significano creare uno standard più favorevole per le donne.
Significano, al contrario, impedire che lo stesso comportamento venga valutato attraverso parametri differenti in ragione del sesso.
La normativa italiana vieta le discriminazioni dirette e indirette fondate sul genere e tutela la parità anche nell’accesso al lavoro, nelle condizioni di lavoro, nella formazione, nella progressione professionale e nella retribuzione.
Anche il quadro europeo si sta muovendo sempre più verso criteri oggettivi, trasparenti e neutrali rispetto al genere, come dimostra la direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva e sulla parità di retribuzione per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore.
Il punto, quindi, non è soltanto quante donne abbiamo nei luoghi di lavoro.

È anche:

come vengono valutate.

Come vengono ascoltate.

Come vengono promosse.

Come vengono giudicate quando esercitano potere, responsabilità e leadership.

Perché una parità soltanto numerica non basta se, dietro quella presenza, continuano ad operare criteri di valutazione differenti.

È proprio da qui che, nel mio ruolo, credo sia necessario ripartire.
Non dobbiamo insegnare alle donne come comportarsi per non essere penalizzate.
Dobbiamo lavorare perché i luoghi di lavoro imparino a valutare le persone senza applicare stereotipi di genere.
Perché una donna non dovrebbe essere costretta a scegliere tra essere competente e simpatica, autorevole e accogliente, ambiziosa e rassicurante.
Dovrebbe semplicemente poter essere professionalmente competente.
E basta.

La vera parità non è chiedere alle donne di imparare a muoversi meglio dentro il double bind.
È eliminare il double bind.

Avv. Olga Izzo
Consigliera di Parità Città Metropolitana di Napoli

Grazie ❤️IL ROMA
30/08/2026

Grazie ❤️
IL ROMA

Indirizzo

Via Anfiteatro Laterizio 216
Nola
80035

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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