30/07/2026
UN BAMBINO DI CINQUE ANNI NON SI SGOMBERA.
Oggi, 30 luglio 2026, il Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso presentato dal nostro studio e ha sospeso immediatamente l'efficacia della diffida-precetto con cui il Comune di Napoli aveva avviato lo sgombero di una famiglia dal proprio alloggio di edilizia residenziale pubblica.
Al centro della vicenda c'è un bambino di cinque anni affetto da broncodisplasia polmonare cronica.
Il Giudice ha chiarito un principio fondamentale: prima di procedere a qualsiasi misura di sgombero nei confronti di un nucleo familiare con una persona disabile grave, la Pubblica Amministrazione è tenuta ad attivare il procedimento di accomodamento ragionevole previsto dall'art. 5-bis della Legge 104/1992. Non è un'opzione. È un obbligo procedurale.
Il Tribunale ha riconosciuto che lo sgombero immediato avrebbe esposto il bambino a un rischio per la vita non recuperabile a posteriori: l'aggravamento acuto di una patologia polmonare cronica, lontano dall'unico ambiente in cui riceve assistenza continua.
Il diritto all'abitazione, in questo caso, non poteva cedere di fronte all'interesse pubblico al recupero dell'alloggio — non prima che il Comune avesse adempiuto ai propri obblighi.