21/03/2023
⚖️ Danno da emotrasfusione: cosa sapere:
🟡 Se a seguito di una trasfusione di sangue o di emoderivati infetti si contrae una malattia grave come l'HIV o l'epatite C, è possibile chiedere il risarcimento dei danni subiti.
I soggetti che possono essere chiamati a rispondere sono:
- il Ministero della Salute, per aver omesso la vigilanza sulle procedure di raccolta, controllo e distribuzione del sangue;
- la struttura ospedaliera o sanitaria che ha somministrato il sangue infetto;
- la casa farmaceutica che ha prodotto o fornito gli emoderivati infetti.
🟢 Per ottenere il risarcimento dei danni occorre, in primo luogo, presentare la domanda di indennizzo ai sensi della legge n. 210/1992 e, in caso di diniego, agire in giudizio entro un certo termine di prescrizione, che varia a seconda del soggetto responsabile.
Il termine è:
- di cinque anni, dal momento in cui si è avuta consapevolezza della malattia e del suo nesso causale con la trasfusione nei confronti del Ministero della Salute e delle case farmaceutiche;
- di dieci anni, dal momento della trasfusione nei confronti delle strutture sanitarie.
🟠 Infine, affinché venga riconosciuto il diritto al risarcimento, occorre provare:
- l'avvenuta trasfusione con sangue o emoderivati infetti;
- l'insorgenza della malattia a seguito della trasfusione;
- l'assenza di altri fattori di rischio per la malattia;
- l'entità dei danni subiti.
Il risarcimento dei danni comprende sia i danni patrimoniali (come le spese mediche, le perdite di reddito, le riduzioni della capacità lavorativa) sia i danni non patrimoniali (come il danno biologico, morale ed esistenziale).
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