19/08/2026
La Costituzione italiana stabile all'art.27 il principio della Presunzione di innocenza, secondo il quale una persona non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva al termine del processo (possibili fino a tre gradi di giudizio) e divenuta irrevocabile
Quindi essere indagati, nella fase delle indagini preliminari, o imputati nella fase del processo, non significa essere colpevoli.
È possibile l'applicazione di Misure cautelari, prima della sentenza definitiva e proprio perché vale la presunzione di innocenza, solamente in casi determinati dal codice di procedura penale.
Pertanto, la detenzione in carcere o domiciliare prima della sentenza è un'eccezione, non un'anticipazione della pena.
Il giudice può applicarla solo quando ci sono gravi indizi di colpevolezza combinati con specifiche esigenze cautelari.
Queste esigenze riguardano principalmente il pericolo di inquinamento delle prove, il pericolo di fuga o il concreto pericolo che la persona commetta determinati gravi reati.
Quindi, si può essere incarcerati prima del processo non perché si è già stati condannati, ma per prevenire specifici rischi durante il procedimento, sulla base di presupposti stabiliti dalla legge e valutati dal giudice.
Ora, un caso emblematico di aberrazione di quanto riportato si ebbe quando vi fu un'ondata di indignazione televisiva e mediatica perché il capitano della Costa Concordia, Francesco Schettino, non venne incarcerato nell'immediatezza del naufragio.
I Magistrati, perfettamente in linea con i principi giuridici, ritennero non vi fosse pericolo di fuga, di inquinamento di prove (forse qualcuno pensava avrebbe rimosso la nave da solo?), né di reiterazione del reato (qualche conduttore televisivo pensava gli avrebbero ridato il comando di una nave?).
Al termine del processo vi fu la condanna e le ovvie conseguenze