Avv. Riccardo Renna

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Avv. Riccardo Renna Avvocato. Managing Partner di Renna Studio Legale, Nardò. Mi occupo di diritto contrattuale, societario e commerciale.

Credo che il diritto funzioni meglio prima (molto prima) che il problema abbia un nome.

Sono ancora fratturato.Gestisco tutto, più lentamente.Nessuno, intorno a me, si è fermato.Chi ci affida il proprio lavor...
16/10/2026

Sono ancora fratturato.

Gestisco tutto, più lentamente.

Nessuno, intorno a me, si è fermato.

Chi ci affida il proprio lavoro non lo affida a un uomo soltanto. Lo affida a un modo di lavorare.

Alcuni contratti si rinnovano tacitamente. La fiducia no.

Va rinnovata in modo espresso, ogni volta, da chi è libero di andarsene.

Restano.

Perché una struttura non si ferma quando un uomo rallenta. È fatta per questo.

Io ho una mano sola. Lo studio ne ha molte.

Di recente ho sentito un collega consigliare in un video cosa fare quando si deve recuperare un credito da chi non ha nu...
13/10/2026

Di recente ho sentito un collega consigliare in un video cosa fare quando si deve recuperare un credito da chi non ha nulla da perdere.

Consigli giusti. Ma arrivano dopo.

Fidarsi è un gesto bellissimo.

Ma va governato, non subìto.

Prima si guarda con chi si ha a che fare. Non per diffidenza. Per rispetto del proprio lavoro.

Poi si scrive un accordo che regga anche nei giorni storti, non solo in quelli buoni.

Infine si stabiliscono tempi chiari. Se un pagamento tarda, si sa già cosa fare, senza aspettare che il ritardo diventi una perdita.

Vincere una causa contro chi non ha nulla da dare è una vittoria vuota. Il vero risultato è non doverla fare.

Non è diffidenza. È cura.

Ho ripreso a giocare a basket dopo venticinque anni.Il corpo aveva fatto i suoi calcoli. Io no.Due dita e due costole ro...
09/10/2026

Ho ripreso a giocare a basket dopo venticinque anni.

Il corpo aveva fatto i suoi calcoli. Io no.

Due dita e due costole rotte.

I compagni di gioco sono stati i primi a scrivermi. Alcuni sono convinti che da avvocato riuscirò a farmi risarcire. Da chi, non si sa. L'unico responsabile è un quasi cinquantenne convinto di avere ancora il corpo di allora.

L'errore è mio e lo guardo in faccia.

Intanto imparo a lavorare con una mano. Scopro quanto posso lasciare ad altri, e quanto altri sanno farlo meglio. Si lavora bene anche così.

Venticinque anni di pausa non si pagano quando si smette. Si pagano quando si riprende.

Tornerò in campo a divertirmi. Prima la preparazione, poi la partita, con il corpo che ho oggi.

Disciplina è questo: poco, ogni giorno, anche quando nessuno guarda. Vale per me e per chi gioca con me.

Si può rallentare. Non si smette.

In una frazione di secondo, di fronte a chiunque, il cervello si fa già un'idea. Non è un difetto. È il modo in cui siam...
05/10/2026

In una frazione di secondo, di fronte a chiunque, il cervello si fa già un'idea. Non è un difetto. È il modo in cui siamo fatti, la parte più antica di noi, quella che doveva decidere in un istante se un estraneo fosse un pericolo o no.

Quell'idea arriva prima del pensiero, e si costruisce su niente: un'età, un accento, il modo in cui qualcuno stringe la mano.

Il problema non è quel primo giudizio. È trattarlo come una conclusione, invece che come un punto di partenza. Vedere la copertina e smettere di cercare il libro.

Governare quell'istinto non significa spegnerlo. Significa non lasciargli l'ultima parola.

Quante volte avete avuto occasione di scoprire che la prima idea su qualcuno era completamente sbagliata?

Oggi, a scuola, i miei figli festeggeranno i nonni.È un mestiere che nessuno insegna, e che forse si impara solo avendo ...
02/10/2026

Oggi, a scuola, i miei figli festeggeranno i nonni.

È un mestiere che nessuno insegna, e che forse si impara solo avendo smesso di avere fretta.

Un nonno non deve educare. Può solo amare, senza l'ansia del risultato che ha avuto, da genitore, con i propri figli. È un amore più leggero, e per questo arriva più dritto.

Raccontano le stesse storie più volte, e ogni volta sembra la prima. Hanno tempo per cose che a un genitore sembrano inutili: guardare una formica, rifare dieci volte lo stesso disegno, non arrivare da nessuna parte.

Forse è proprio questo il loro regalo più grande. Non insegnano a correre. Insegnano che si può stare fermi, e che non è tempo perso.

Grazie ai miei genitori. A mia suocera. E a un nonno acquisito, che ha scelto di esserlo.

Per tutto quello che, senza dirlo, insegnano ogni giorno ai miei figli.

Dove metti attenzione, lì cresce qualcosa.Oggi gestisco lo studio che immaginavo. Abito la casa che immaginavo.Non l’ho ...
28/09/2026

Dove metti attenzione, lì cresce qualcosa.

Oggi gestisco lo studio che immaginavo. Abito la casa che immaginavo.

Non l’ho fatto da solo.

Per anni ho guardato certe cose. Accanto a persone che guardavano nella stessa direzione.

La vita non è fatta solo di ciò che accade. È fatta di ciò che si nota.

E ciò che vale la pena notare, spesso, non è il perfetto. È il segno. Il nodo, la crepa, il bordo che esce dalla linea.

Due persone vivono lo stesso giorno. Ne escono con due vite diverse. Non per quello che è successo. Per quello che hanno guardato.

L'attenzione si allena. Come tutto ciò che conta davvero.

Non è un dono. È una scelta. Ripetuta ogni giorno.

A settembre la luce di Nardò si abbassa e diventa più gentile con tutto.Le strade tornano nostre. I bar riprendono il ri...
21/09/2026

A settembre la luce di Nardò si abbassa e diventa più gentile con tutto.

Le strade tornano nostre. I bar riprendono il ritmo di sempre. Ci si saluta con la calma di chi non deve più dimostrare niente a nessuno.

Ho passato anni a sentirmi dire che qui si resta per mancanza di alternative. Non ho mai trovato la frase più sbagliata. Restare è una scelta che si rinnova ogni mattina, e costa più che partire.

Chi va via porta il paese con sé. Chi resta lo tiene in piedi.

Secondo voi, tra i due, chi ama di più questa terra?

Giorni fa c’è stata una festa. Quindici anni di un'azienda. Una sala piena, uno schermo che si accendeva di parole in un...
18/09/2026

Giorni fa c’è stata una festa. Quindici anni di un'azienda. Una sala piena, uno schermo che si accendeva di parole in una lingua che non era la mia.

Quindici anni, di questi tempi, sono già una notizia. Ma quello che mi ha colpito non è stata la durata. È stata la crescita … enorme, realizzatasi anche oltre confine senza far perdere a chi l’ha costruita la propria identità.

Una frase, sentita per caso da una persona che quando ha iniziato a investire qui non conosceva né il paese né la lingua: non basta essere performanti. Bisogna essere anche umani.

Ci ho pensato, guardando la sala piena di gente che rideva, che si abbracciava, che sembrava lì per festeggiare una famiglia più che un'azienda. Un'azienda cresce così, in modo sano, non solo in numeri, quando le persone la sentono loro e non quando sono loro a sentirsi di essa.

Fiducia. Poi la resilienza, che è la fiducia messa alla prova. Poi l'ambizione; ma solo dopo, perché senza le prime due resta rumore.

Quindici anni non sono un numero su una torta. Sono quindici anni in cui qualcuno, ogni giorno, ha scelto di crederci ancora, e di insistere anche quando i più avrebbero suggerito di fermarsi.

Sono in gamba. Lo penso davvero.

Se chiedi a un pesce di arrampicarsi su un albero, passerà la vita a credersi incapace, perché gli è stato chiesto di es...
14/09/2026

Se chiedi a un pesce di arrampicarsi su un albero, passerà la vita a credersi incapace, perché gli è stato chiesto di essere ciò che non è.

Passiamo anni a sforzarci di diventare bravi in cose per cui non siamo fatti, misurandoci con metri che non ci appartengono. E chiamiamo fallimento quello che è solo un malinteso … l'aver cercato il nostro valore nel posto sbagliato.

La verità è che non conosciamo abbastanza noi stessi. Sappiamo cosa dovremmo essere molto meglio di quanto sappiamo chi siamo. E finché è così, sprechiamo forze enormi per correggere ciò che non andava corretto, invece di scoprire dove siamo davvero forti.

Conoscersi non è un lusso da filosofi. È la cosa più pratica che ci sia.

Perché un pesce che sa di essere un pesce non perde la vita a invidiare gli uccelli. Nuota. E in acqua, non lo batte nessuno.

Voi lo avete trovato, il vostro elemento, o state ancora provando ad arrampicarvi?

Oggi una ragazza che ha lavorato con noi ha giurato come magistrato. La ricordo alle prime armi, tra le nostre scrivanie...
07/09/2026

Oggi una ragazza che ha lavorato con noi ha giurato come magistrato. La ricordo alle prime armi, tra le nostre scrivanie, con i dubbi e le domande di chi comincia.

Questa foto è stata scattata da una nostra collega di studio, che era lì insieme a mio fratello Vincenzo. Con loro, un altro ex collega che con noi si è occupato di diritto del lavoro ed oggi è Magistrato ordinario già in servizio. Né lui né lo studio hanno voluto far mancare la propria presenza, in un giorno che contava.

Due strade diverse dentro lo stesso studio.

Non li abbiamo costruiti noi. Hanno trovato, tra queste stanze, lo spazio per diventare ciò che dovevano diventare.

Guardarli oggi, dall’altra parte, mi riempie di un orgoglio silenzioso.

Complimenti, di cuore, a entrambi.

Indirizzo

Via A. Segni N. 4
Nardò
73048

Orario di apertura

Lunedì 08:40 - 18:30
Martedì 08:40 - 18:30
Mercoledì 08:40 - 18:30
Giovedì 08:40 - 18:30
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