Penale - Il tuo avvocato penalista

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31/12/2023

Felice anno nuovo !

26/12/2022

Caro 2022 ...

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02/02/2020

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L'AGCOM - l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - ha attivato un numero verde (nello specifico è l'800 442299) che permette ad ogni ora del giorno e della notte, 7 giorni su 7, di controllare la presenza o meno di servizi premium attivi sul numero di telefono e nel caso di richiedere il rimborso dei soldi se attivi. Chiama il numero per controllare la presenza di servizi a pagamento

Il 23 febbraio 2016 la legge italiana sullo stalking articolo 612 bis del Codice penale compie otto anni. Per stalking s...
07/11/2017

Il 23 febbraio 2016 la legge italiana sullo stalking articolo 612 bis del Codice penale compie otto anni.
Per stalking si intendono vari atti (es. l’insistenza di intrattenere rapporti non desiderati; tentativi ripetuti e molesti di entrare in contatto con questa persona con messaggi o telefonate; seguirla o spiarla nei luoghi che frequenta; danneggiarne la sua immagine diffondendo sue foto o video su internet; minacciare lei o persone a lei vicine) compiuti da una o più persone, le quali possono causare danni fisici e psicologici alla persona.
Il problema, però, sono i tempi che la giustizia impiega nel giungere da una denuncia ad una condanna.
Nella maggioranza dei casi, il reato è compiuto da un uomo, purtroppo le denunce e i processi non risolvono del tutto il problema perché lo stalking resta un reato che non sempre viene denunciato, spesso le cause sono l’accecamento dell “amore” o la paura, siamo ogni giorno bombardati di storie sulle violenze commesse, ma il vero quesito è il perché spesso tutto ciò viene tenuto nascosto? Vi siete mai seriamente chiesti perché molte vittime di violenza sessuale non denunciano?
In molti sostengono l'idea che una segnalazione alla polizia sia l'unico passo giusto e possibile per la lotta contro la violenza sulle donne, e si capisce bene perché. È piuttosto intuitivo credere alla logica secondo cui se più vittime denunciassero, più aggressori verrebbero condannati, evitando che possano compiere ulteriori crimini in futuro.
Molte vittime hanno paura di non essere prese sul serio, vi siete mai chiesti il perché?
Molti non credono di essere abbastanza forti anche di subire le critiche perché anche se è difficile da credere, molti pensano: “se l’è cercata”… o addirittura “lo meritava” anche se non viene detto, alcune persone (forze dell'ordine comprese) ce l'hanno scritto negli occhi.
Purtroppo viviamo in una società che tende ancora a colpevolizzare la donna: “Perché eri vestita in quel modo?” “Perché eri andata in discoteca?” “Perché ti sei fidata?”
La colpevolizzazione è pesante, soprattutto dopo ciò che si è già vissuto, molte donne raccontano di essere rimaste bloccate dalla paura di essere giudicate o viste in cattivo modo, recriminandosi del fatto di non essere riuscite a reagire!Siete donne! Non avete bisogno di un uomo per esserlo! RIBELLATEVI!!
Un modo per uscirne è sicuramente quello di rivolgersi al proprio avvocato così da chiedere aiuto, anche solo per sfogarvi perché lui manterrà la riservatezza, contrastare la solitudine facendosi ascoltare è un ottimo punto di partenza.
Quando si subisce una situazione di maltrattamento fisico o psicologico è fondamentale farsi refertare immediatamente al Pronto Soccorso più vicino, dichiarando la violenza subita, non giustificando mai il comportamento violento, anzi condannarlo sempre evitando di minimizzare l’episodio violento.

-Marianna C.

04/11/2017

La diffamazione a mezzo internet e social - cyberbullismo

L’art. 595 comma terzo cod. pen. punisce ogni “offesa recata col mezzo della stampa o qualsiasi altro mezzo di pubblicità…”; rientrano, quindi, nella previsione della norma anche altre forme di offesa come quelle realizzate attraverso Internet e social network o altri mezzi di comunicazione.

L’ art. 612-bis c.p. prevede il reato di "atti persecutori", il quale punisce chiunque "con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita".
Secondo l'art. 612-bis, primo comma, c.c. il reato è punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni, salvo che il fatto non costituisca più grave reato.
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.

La diffamazione in esame è un tipico reato conseguente all’evolversi della coscienza sociale, la sempre maggiore diffusione di mezzi di comunicazione di massa, tra cui anche quelli telematici e al fenomeno del commercio elettronico, in quanto utilizza la diffusività della rete per colpire l’immagine della persona offesa danneggiandone la reputazione.
Internet permette a chiunque abbia una sufficiente alfabetizzazione informatica la piena libertà di accesso all'informazione, consentendogli sia di fornire sia di attingervi. In quest'ottica un ruolo di assoluto rilievo, quale limite esterno alla libertà di manifestazione del pensiero, deve essere riconosciuto al rispetto dei diritti della persona. La rete non può essere intesa come una "zona franca" del diritto, ma altro non è che uno dei luoghi nei quali l'individuo svolge la sua personalità.
Anche in rete devono essere rispettati il diritto al nome, all'immagine, all'onore, alla reputazione e i nuovi diritti della persona alla riservatezza, all’identità personale, non ultimo, all’oblio.
Inoltre sono sempre più frequenti i casi di cyberbullismo, atti cioè di bullismo e molestie compiute, tra gli adolescenti, attraverso le nuove tecnologie come mail, sms, chat e, soprattutto, social network.

Cosa fare, dunque, se si è vittima di tali reati informatici ?
La prima cosa è conservare le prove.
La mail dell’ex marito geloso o l’sms del compagno bullo non vanno cancellati, ma anzi salvati e conservati con cura.
Lo stesso per Facebook. Se si ricevono messaggi sgraditi o a commenti ingiuriosi è possibile fare una copia del messaggio o dei messaggi incriminati.

Per una consulenza sull'argomento, contattaci.
-* Studio A&P Andreoli e Partners *-

02/05/2017
16/03/2017
30/12/2016

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