05/10/2026
CASO LILIANA RESINOVICH: SIAMO DAVVERO VICINI A UNA SVOLTA? L'8 OTTOBRE UNA DATA DECISIVA PER LE INDAGINI
A quasi cinque anni dalla scomparsa di Liliana Resinovich, avvenuta a Trieste il 14 dicembre 2021, l'inchiesta sulla sua morte potrebbe avvicinarsi a un passaggio fondamentale. Il corpo della donna fu ritrovato il 5 gennaio 2022, avvolto in sacchi neri, in un'area boschiva nei pressi dell'ex ospedale psichiatrico di Trieste. Inizialmente si era ipotizzato un suicidio, ma la seconda autopsia, condotta dall'équipe della professoressa Cristina Cattaneo, ha radicalmente modificato il quadro investigativo. Secondo la nuova consulenza medico-legale, Liliana sarebbe morta il giorno stesso della scomparsa, per asfissia meccanica esterna, dopo aver subito lesioni riconducibili all'intervento di terzi.
Il marito, Sebastiano Visintin, è attualmente indagato per omicidio e occultamento di ca****re, ma continua a dichiararsi estraneo ai fatti, sostenendo l'ipotesi del suicidio. La data da segnare sul calendario è l'8 ottobre 2026, termine fissato per il deposito della maxi perizia scientifica, già rinviata più volte. Gli accertamenti riguardano numerosi reperti, tra cui i sacchi neri, i cordini, gli indumenti e alcuni oggetti sequestrati al marito. Le analisi genetiche, merceologiche e dattiloscopiche potrebbero fornire elementi importanti per ricostruire la dinamica della morte e accertare l'eventuale coinvolgimento di altre persone. Un'ulteriore novità riguarda la richiesta della Procura, avanzata a settembre, di acquisire in incidente probatorio la testimonianza di Silvia Radin, cugina di Liliana, per approfondire i rapporti personali e familiari della donna.
È possibile che le prossime settimane segnino un passaggio determinante. Il deposito della perizia potrebbe consentire alla Procura di valutare se proseguire gli accertamenti, chiedere il rinvio a giudizio o assumere altre determinazioni. Occorre, tuttavia, distinguere due questioni fondamentali: dimostrare che Liliana sia stata uccisa e individuare, attraverso prove sufficienti, l'eventuale responsabile. L'iscrizione nel registro degli indagati non costituisce una prova di colpevolezza e Visintin, che non è stato rinviato a giudizio, deve essere considerato non colpevole fino a un'eventuale condanna definitiva.
Dopo anni di interrogativi, contraddizioni e accertamenti, l'8 ottobre potrebbe rappresentare una tappa decisiva per fare chiarezza su uno dei casi di cronaca più controversi degli ultimi anni.