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Vicenda Meta: la causa si chiude con una transazione record.Il processo intentato da 47 stati americani contro Meta, che...
27/08/2026

Vicenda Meta: la causa si chiude con una transazione record.
Il processo intentato da 47 stati americani contro Meta, che avevo raccontato qualche giorno fa, si è concluso prima di arrivare a sentenza.
Meta ha accettato di pagare 17 miliardi di dollari, la cifra più alta mai versata in una causa di questo tipo, per chiudere le accuse relative al ruolo di Instagram e Facebook nel danneggiare la salute mentale degli adolescenti.
Ma la notizia interessante non è solo l'importo. L'accordo impone a Meta obblighi concreti e verificabili: limiti giornalieri di utilizzo per i minori, blocco automatico delle piattaforme dalla mezzanotte alle 6 del mattino, restrizioni durante l'orario scolastico, eliminazione dei contatori "mi piace" visibili e dei filtri estetici più problematici. Un auditor indipendente monitorerà per anni l'effettiva attuazione di queste misure.
È la dimostrazione di un principio che vale anche nel nostro ordinamento: quando la responsabilità di una grande piattaforma viene accertata (o, come in questo caso, non contestata fino in fondo per evitare il rischio del verdetto), il rimedio più efficace non è solo ottenere un ristoro economico, ma strutturale, imponendo un cambiamento reale nel modo in cui il prodotto viene progettato.
Ma la domanda, dopo anni di promesse di "maggior controllo" e "minori effetti collaterali", resta la stessa: possiamo davvero sperare in uno smantellamento progressivo del sistema di algoritmi che genera dipendenza, o queste imposizioni verranno semplicemente aggirate con nuove e diverse forme di ingaggio? Perché più ingaggio significa più ricavi per Meta e i ricavi, quelli, saranno davvero sacrificati?

L'illusione del risparmio: quando la legge elimina l'avvocato "per il tuo bene".C'è un filo rosso che lega l'istituzione...
26/08/2026

L'illusione del risparmio: quando la legge elimina l'avvocato "per il tuo bene".

C'è un filo rosso che lega l'istituzione degli organismi arbitrali gratuiti, come gli arbitri bancari e assicurativi, alle procedure di indennizzo stragiudiziale e più in generale tutta l'architettura di provvedimenti che creano strade "alternative" al processo civile e, che negli ultimi anni, il legislatore adotta con crescente entusiasmo.
La narrazione ufficiale è sempre la stessa:
"si alleggeriscono i tribunali, si accelerano i tempi e si risparmia sui costi legali".
Nello stesso tempo non si fa nulla di concreto per velocizzare i processi ovvero non si assumono più magistrati.
Chi ci guadagna davvero? Provo a spiegarlo partendo da un esempio che conosco bene: l'indennizzo diretto previsto dal Codice delle Assicurazioni Private.
Oggi, differentemente da un recente passato, chi subisce un incidente stradale non ha "bisogno" di un avvocato, perché a risarcirlo è direttamente la propria compagnia assicurativa. Bellissimo, ma sulla carta. Nella pratica, però, a decidere quanto vale il danno e di chi è la colpa sono due assicurazioni che dialogano tra loro secondo una logica che non è certo quella dell'assicurato, ma quella del proprio bilancio.
Il perito di parte stima infatti il danno molto meno di quanto chiede il carrozziere di fiducia e la ripartizione di responsabilità viene calibrata anche in funzione del malus che permetterà all'assicurazione di recuperare nel tempo quanto pagato, con il rinnovo della polizza. L'offerta, poi, una volta fatta, è vincolante, in quanto per dimostrarne l'iniquita' si rischia di accollarsi ingenti spese di consulenze tecniche d'ufficio e, in quel caso, degli avvocati di entrambe le parti.
Tutto arbitrario, tutto inevitabile, perché nessuno siede dalla parte del danneggiato al tavolo della trattativa.
Ebbene, temo che lo stesso meccanismo, seppur in forma diversa, rischia di ripetersi negli organismi arbitrali e di mediazione che stanno proliferando in ogni settore.
Riflettendo, infatti, chi fa da arbitro o da mediatore? Spesso professionisti (avvocati compresi) che da quel ruolo ricavano compensi modesti, ma che possono ricevere ben altre attenzioni da chi, in quei settori, ha interesse a essere trattato bene. Non parlo di corruzione in senso tecnico, parlo di una sensibilità sottile e sistemica: è più facile essere "comprensivi" verso un grande gruppo bancario-assicurativo, che può offrire incarichi ben più remunerativi altrove o fidelizzare l'organismo, che verso il cittadino singolo che a quell'organismo si rivolge gratuitamente e solo una volta.
Un logica perfetta per depauperare e indebolire gli avvocati e ricondurli all'interno di meccanismi che li assaggettano ai poteri forti sottraendogli la clientela privata cui, al contempo, si toglie garanzia di una tutela legale di fiducia.
La beffa finale?
Il presunto risparmio sulle spese legali, sbandierato come il grande vantaggio di questi percorsi.
In realtà questo risparmio è solo un'esca, in quanto in molti di questi ambiti le spese legali sono comunque rimborsate dalla controparte soccombente. Quindi il cittadino che rinuncia all'avvocato "per risparmiare" non risparmia quasi nulla, ma perde qualcuno che lavori esclusivamente nel suo interesse, in un tavolo dove tutti gli altri attori rispondono a logiche diverse dalla giustizia e dell'interesse di colui che va indennizzato.
Non sto dicendo che questi strumenti siano inutili in assoluto, né che vadano aboliti. Dico che questo affannarsi del Legislatore ad affidare il cittadino alla conciliazione forse potra' anche alleggerire il lavoro dei magistrati, ma non accelera i processi e si traduce, poi, nella pratica, in un modo elegante per aggirare l'unico presidio davvero indipendente che il cittadino ha a disposizione: l'avvocatura.
Si, sia consentito dirlo, in un Paese dove i poteri forti sono ben rappresentati in Parlamento e ben poco lo sono i singoli cittadini, l'avvocato, con tutti i suoi limiti, resta l'ultimo vero argine, e rinunciarvi "per legge" o "per convenienza" non è mai gratis:
qualcuno alla fine paga il conto e di solito non è chi lo ha promesso.

Incidente stradale, ti spetta un risarcimento in più se ti occupi anche della casa (uomo, donna o single), nuova sentenz...
21/08/2026

Incidente stradale, ti spetta un risarcimento in più se ti occupi anche della casa (uomo, donna o single), nuova sentenza

Occuparsi della casa e della famiglia è un'attività concreta, impegnativa e socialmente utile, anche quando non produce una...

Targhe polacche: "stop agli abusi"
21/08/2026

Targhe polacche: "stop agli abusi"

Il sottosegretario al Mit Ferrante annuncia controlli più severi sulle auto con targa estera usate stabilmente in Italia, specie al Sud

Il futuro del web e dei social media potrebbe decidersi in un'aula di tribunale. Il colosso Meta è al centro di una dell...
19/08/2026

Il futuro del web e dei social media potrebbe decidersi in un'aula di tribunale.
Il colosso Meta è al centro di una delle battaglie legali più decisive della storia recente del tech.
​La posta in gioco riguarda direttamente il modo in cui usiamo internet ogni giorno:
Accuse di monopolio:
​sotto la lente le storiche acquisizioni di Instagram e WhatsApp, accusate dalle autorità Antitrust di essere state manovre mirate a neutralizzare la concorrenza sul nascere.
​Tutela dei minori e algoritmi: Nel mirino i meccanismi di raccomandazione dei contenuti, pensati per massimizzare l’"engagement" a discapito del benessere psicologico degli utenti più giovani.
​Se le autorità dovessero avere la meglio, potremmo assistere a un terremoto per l'intero ecosistema digitale, con ripercussioni su privacy, advertising e libertà di scelta per miliardi di utenti.

Infezione post-intervento e cura avviata tardi: condanna per struttura e medicoIl Tribunale di Isernia (sent. n. 103/202...
18/08/2026

Infezione post-intervento e cura avviata tardi: condanna per struttura e medico

Il Tribunale di Isernia (sent. n. 103/2026) ha condannato in solido un chirurgo e una struttura sanitaria per i danni alla vista subiti da un paziente dopo un intervento di cataratta.
Cosa ha accertato la CTU:
- l'infezione è stata contratta durante l'operazione, per carenze nella sterilizzazione
- il paziente, diabetico e quindi più a rischio, non ha ricevuto una terapia antibiotica tempestiva
- il ritardo diagnostico ha aggravato il danno alla vista
Un caso che mostra come la responsabilità sanitaria non riguardi solo l'atto chirurgico, ma l'intera gestione del paziente, dalla prevenzione alla cura tempestiva delle complicanze.
👉 Hai vissuto una situazione simile? Contattaci per una valutazione del tuo caso.

Danno catastrofale e danno biologico terminale: la Cassazione ne fissa i confiniCassazione: sentenza n. 16890 del 29/05/...
12/08/2026

Danno catastrofale e danno biologico terminale: la Cassazione ne fissa i confini
Cassazione: sentenza n. 16890 del 29/05/2026.

Per la Cassazione, il danno catastrofale richiede la coscienza della vittima; il biologico terminale richiede invece solo un tempo di sopravvivenza apprezzabile.

19/07/2026

In quali casi è giustificato l’utilizzo delle armi contro malintenzionati entrati in casa per commettere un furto o una rapina? La legittima difesa consente di compiere un’azione che, in circostanze diverse, costituirebbe un reato. Si tratta di una causa di giustificazione che ricorre ogni volt...

05/04/2026
OGGI PREVALE IL SOLLIEVO, MA NON C'È NULLA DA FESTEGGIARE.L’esito del referendum scongiura un pericolo che molti hanno s...
23/03/2026

OGGI PREVALE IL SOLLIEVO, MA NON C'È NULLA DA FESTEGGIARE.
L’esito del referendum scongiura un pericolo che molti hanno sottovalutato: il tentativo di scardinare il nostro assetto democratico.
Sarebbe stata la fine dell’indipendenza del controllo di legittimità, un cavallo di T***a per permettere all'esecutivo di fare pressione sui magistrati che hanno a cuore la propria carriera.
Tuttavia, non c'è nulla da festeggiare per il modo in cui siamo arrivati a questo bivio, le cui responsabilità ricadono su larga parte della magistratura stessa.
​È inaccettabile che il potere esecutivo abbia potuto tentare un simile sovvertimento cavalcando l'onda di un dissenso popolare legittimo, alimentato proprio dall'inerzia e dall'autoreferenzialità delle toghe.
Per troppo tempo i magistrati hanno girato la testa dall'altra parte rispetto ai bisogni reali dei cittadini, nascondendosi dietro il paravento della penuria di organico, delle colpe del Legislatore o dei vincoli del PNRR.
Un magistrato non è un impiegato del settore privato che può permettersi di scaricare sulla "proprietà" le colpe di un disservizio. Chi giura fedeltà alla Repubblica esercita un’alta funzione pubblica di garanzia, un ruolo che è il pilastro della tenuta democratica del Paese.
Il popolo oggi ha tenuto e ha votato responsabilmente, ma​ non è più tollerabile assistere a processi penali che si trascinano per sei anni per poi concludersi con assoluzioni piene, distruggendo nel frattempo vite e reputazioni.
È vergognoso che il primo grado del processo civile sia ormai ridotto a un mero passaggio burocratico, un "filtro" gestito da magistrati onorari e uffici del processo, dove ottenere una decisione da un giudice togato è diventato un lusso.
Questo degrado della funzione giurisdizionale ha consegnato al potere politico l'arma perfetta per tentare la riforma:
l'esasperazione degli italiani.
Se oggi la democrazia tiene, non è quindi merito di quella parte della magistratura che ha abdicato al proprio ruolo di servizio, ma di un corpo elettorale che ha intuito il rischio più grave rispetto allo sfacelo di un sistema giustizia ormai ai limiti della sostenibilità.

IL VIDEO| Referendum, a Napoli i magistrati brindano cantando Bella ciao

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Via Delle Fiorentine A Chiaia 8
Naples
80122

Orario di apertura

Martedì 16:00 - 19:00
Mercoledì 16:00 - 19:00
Giovedì 16:00 - 19:00

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