Studio Laudando per le Imprese

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Studio Laudando per le Imprese Lo Studio Legale Laudando supporta le imprese con una pianificazione fiscale e tributaria. Offre all L’Avv.

Lo Studio Legale Laudando è da anni specializzato in consulenza alle imprese, in particolare PMI. Antonio Laudando e i suoi collaboratori seguono attentamente ogni cliente in base alle sue specificità e dando loro un’attenzione dedicata ed esclusiva

18/10/2026

Hai iniziato a sentire meno e pensi che sia semplicemente una conseguenza dell’età?

⚠️ Se hai lavorato per molti anni in ambienti particolarmente rumorosi, potrebbe essere importante approfondire anche un’altra possibile causa.

L’esposizione prolungata al rumore durante l’attività lavorativa può infatti essere collegata, in determinate circostanze, a una forma di ipoacusia di origine professionale.

Questo può riguardare, ad esempio, chi ha lavorato per anni:

✔ con macchinari particolarmente rumorosi
✔ in fabbriche e officine
✔ nei cantieri
✔ in ambienti industriali
✔ in altre attività caratterizzate da una significativa esposizione al rumore

Per questo:

❌ non attribuire automaticamente la perdita dell’udito all’età
❌ non sottovalutare la tua storia lavorativa
❌ conserva esami audiometrici e documentazione sanitaria
❌ verifica se l’esposizione professionale può avere avuto un ruolo

Quando ne ricorrono i presupposti, una patologia collegata all’attività lavorativa può essere oggetto di valutazione anche ai fini delle tutele previste per le malattie professionali.

In questo video ti spiego perché, davanti a un problema di ipoacusia, può essere importante ricostruire anche gli anni trascorsi lavorando in ambienti rumorosi.

⚖️ Lo Studio Legale Laudando assiste lavoratori nelle questioni relative a malattie professionali, tutele INAIL e riconoscimento dei diritti connessi all’attività lavorativa.

Se hai lavorato per anni nel rumore e hai problemi di udito, clicca su “Scopri di più” e compila il modulo con i tuoi dati per far valutare la tua situazione.

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17/10/2026

Svolgi ogni giorno gli stessi movimenti sul lavoro e, con il passare degli anni, hai iniziato ad avvertire dolori alle mani, alle spalle, ai polsi o alla schiena?

⚠️ Attenzione: potrebbe non trattarsi soltanto di stanchezza o dell'età.

In determinate circostanze, infatti, i movimenti ripetitivi e le sollecitazioni continue possono contribuire allo sviluppo di patologie riconoscibili come malattie professionali dall'INAIL.

Questo può riguardare, ad esempio:

✔ sindrome del tunnel carpale
✔ tendiniti e altre patologie dei tendini
✔ disturbi muscolo-scheletrici
✔ patologie delle spalle e degli arti superiori
✔ alcune problematiche della colonna vertebrale

Naturalmente, non basta soffrire di una di queste patologie per ottenere automaticamente il riconoscimento.

È necessario valutare il tipo di attività svolta, l'esposizione ai rischi lavorativi e il possibile collegamento tra lavoro e malattia.

In questo video ti spiego:

✔ quando i movimenti ripetitivi possono causare una malattia professionale
✔ quali patologie possono essere riconosciute dall'INAIL
✔ quali documenti possono essere importanti
✔ quando possono spettare prestazioni economiche
✔ cosa fare se l'INAIL respinge la richiesta

⚖️ Lo Studio Legale Laudando assiste i lavoratori nelle controversie relative alle malattie professionali e nei rapporti con l'INAIL, valutando il singolo caso e gli strumenti di tutela previsti dalla legge.

Se hai sviluppato una patologia dopo anni di movimenti ripetitivi sul lavoro e vuoi capire se può essere riconosciuta come malattia professionale, clicca su “Scopri di più” e compila il modulo con i tuoi dati.

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16/10/2026

Sei nato negli anni ’60 e hai contratto la poliomielite durante l'infanzia?

⚠️ Attenzione: in determinate circostanze potresti avere diritto a un indennizzo economico previsto dalla legge.

Non tutti sanno che la normativa italiana prevede specifiche forme di tutela per chi ha riportato danni permanenti a seguito di determinate vaccinazioni.

Ma è importante fare una distinzione: aver contratto la poliomielite non significa automaticamente avere diritto all'indennizzo.

È necessario verificare se la patologia sia riconducibile alla vaccinazione e se sussistano i requisiti previsti dalla normativa.

Per questo è fondamentale controllare:

✔ quando è stata contratta la poliomielite
✔ se esiste un collegamento documentabile con la vaccinazione
✔ quali conseguenze permanenti sono state riconosciute
✔ quale documentazione sanitaria è disponibile
✔ quali termini e procedure sono previsti per richiedere l'indennizzo

Quindi:

❌ non basta essere nati negli anni ’60
❌ non tutte le persone che hanno avuto la poliomielite hanno automaticamente diritto a un indennizzo
❌ non bisogna confondere l'indennizzo previsto dalla legge con un eventuale risarcimento del danno

In questo video ti spiego quando possono essere previste forme di tutela economica per i danni da vaccinazione e perché è importante verificare attentamente ogni situazione.

⚖️ Lo Studio Legale Laudando assiste i cittadini nella valutazione delle richieste di indennizzo e nelle controversie relative ai danni da vaccinazione.

Se hai contratto la poliomielite e vuoi capire quali possibilità prevede la tua situazione, clicca su “Scopri di più” e compila il modulo con i tuoi dati.

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15/10/2026

Vuoi presentare una domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile, ma non sai da dove iniziare?

⚠️ Attenzione: presentare correttamente la domanda è importante per consentire all’INPS di valutare la tua situazione sanitaria.

Molte persone non conoscono la procedura e rischiano di commettere errori o presentare documentazione incompleta.

Per richiedere l’invalidità civile è importante conoscere alcuni passaggi fondamentali:

✔ ottenere il certificato medico introduttivo
✔ verificare la procedura prevista nella propria provincia
✔ raccogliere la documentazione sanitaria necessaria
✔ seguire le indicazioni per l’accertamento medico
✔ controllare attentamente il verbale ricevuto

Ma attenzione:

❌ non basta avere una patologia per ottenere automaticamente una determinata percentuale
❌ una documentazione incompleta potrebbe non rappresentare correttamente le condizioni di salute
❌ non tutte le percentuali danno accesso alle stesse prestazioni economiche

In questo video ti spiego come funziona la domanda di invalidità civile, quali sono i passaggi principali e perché è importante conoscere la procedura prima di iniziare.

⚖️ Lo Studio Legale Laudando assiste i cittadini nelle controversie relative all’invalidità civile e nei rapporti con l’INPS, valutando il singolo caso e gli eventuali strumenti di tutela previsti.

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14/10/2026

Hai appena iniziato un nuovo lavoro e pensi di poter decidere in qualsiasi momento cosa fare del tuo TFR?

⚠️ Attenzione: la scelta sulla destinazione del trattamento di fine rapporto può avere conseguenze importanti sul tuo futuro economico e previdenziale.

Per i lavoratori del settore privato, la normativa prevede generalmente un termine di 6 mesi dalla prima assunzione per scegliere la destinazione del TFR maturando. In caso di successivo cambio di lavoro, le regole possono variare in base alle scelte già effettuate.

Per questo è fondamentale verificare:

✔ se devi comunicare una nuova scelta al datore di lavoro
✔ quando puoi mantenere il TFR secondo le regole previste
✔ quando puoi destinarlo a un fondo pensione
✔ cosa succede se non presenti alcuna comunicazione
✔ quali conseguenze può avere la scelta sulla tua futura pensione

Molti lavoratori, infatti:

❌ non conoscono i termini previsti
❌ confondono il TFR già maturato con quello futuro
❌ non verificano le decisioni prese nei precedenti rapporti di lavoro
❌ sottovalutano gli effetti della mancata comunicazione

In questo video ti spiego perché è importante conoscere le regole sulla destinazione del TFR quando inizi un nuovo lavoro.

⚖️ Lo Studio Legale Laudando assiste lavoratori nelle questioni relative al TFR, ai rapporti di lavoro e alla tutela dei diritti previdenziali.

Se hai iniziato un nuovo lavoro e vuoi capire quali regole si applicano alla tua situazione, clicca su “Scopri di più” e compila il modulo con i tuoi dati.

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13/10/2026

Hai ottenuto il riconoscimento dell’invalidità civile e pensi di avere automaticamente diritto anche all’assegno ordinario di invalidità?

⚠️ Attenzione: si tratta di due prestazioni differenti, con requisiti e modalità di accesso diversi.

Molte persone confondono queste prestazioni, pensando che il riconoscimento dell’una comporti automaticamente il diritto all’altra.

Ma non è così.

L’invalidità civile viene riconosciuta sulla base di una valutazione sanitaria e può dare accesso a determinate prestazioni economiche e benefici, in presenza degli specifici requisiti previsti.

L’assegno ordinario di invalidità, invece, è una prestazione previdenziale che richiede anche precisi requisiti contributivi.

È importante conoscere le differenze:

✔ Invalidità civile: viene valutata attraverso una percentuale di invalidità riconosciuta

✔ Assegno ordinario: richiede una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo

✔ Invalidità civile: alcune prestazioni economiche prevedono limiti di reddito

✔ Assegno ordinario: generalmente richiede almeno 5 anni di contributi, di cui 3 negli ultimi 5

✔ Le due prestazioni seguono procedure e criteri di valutazione differenti

Quindi:

❌ non confondere il riconoscimento dell’invalidità civile con il diritto all’assegno ordinario

❌ non dare per scontato che la stessa documentazione sanitaria sia sufficiente per entrambe le prestazioni

❌ non rinunciare a verificare se possiedi i requisiti per una prestazione diversa da quella già riconosciuta

In alcuni casi è possibile avere diritto a entrambe le prestazioni, fermo restando il rispetto delle regole di compatibilità e cumulabilità previste dalla legge.

⚖️ Lo Studio Legale Laudando assiste i cittadini nelle controversie previdenziali e assistenziali e nelle pratiche relative al riconoscimento delle prestazioni INPS.

Se vuoi capire quali prestazioni potrebbero spettarti in base alla tua situazione, clicca su “Scopri di più” e compila il modulo con i tuoi dati.

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12/10/2026

Hai lavorato per 20 anni, hai versato regolarmente i contributi e pensi che siano sufficienti per ottenere l’assegno ordinario di invalidità?

⚠️ Attenzione: avere 20 anni di contributi non significa automaticamente avere diritto a questa prestazione.

L’INPS, infatti, non valuta soltanto quanti anni hai lavorato, ma verifica anche precisi requisiti contributivi e sanitari.

In particolare, generalmente sono necessari almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati negli ultimi 5 anni precedenti la domanda.

Questo significa che anche chi ha 20 anni di contributi potrebbe non avere tutti i requisiti richiesti.

È fondamentale verificare:

✔ quanti anni di contributi risultano effettivamente versati
✔ se hai almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 anni
✔ se la tua condizione sanitaria soddisfa i requisiti previsti
✔ se la tua capacità lavorativa è ridotta a meno di un terzo
✔ se esistono contributi mancanti o periodi da verificare
✔ se ci sono i presupposti per contestare un eventuale rigetto dell’INPS

Quindi:

❌ non dare per scontato che 20 anni di contributi siano sufficienti
❌ non confondere l’assegno ordinario di invalidità con altre prestazioni INPS
❌ non sottovalutare l’importanza di verificare la tua posizione contributiva

In alcuni casi potresti avere tutti i requisiti necessari; in altri potrebbe essere opportuno approfondire la tua situazione prima di presentare la domanda.

⚖️ Lo Studio Legale Laudando assiste i cittadini nelle controversie previdenziali e assistenziali e nei casi di mancato riconoscimento delle prestazioni INPS.

Se hai 20 anni di contributi e vuoi verificare se possiedi i requisiti per l’assegno ordinario di invalidità, clicca su “Scopri di più” e compila il modulo con i tuoi dati.

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11/10/2026

Percepisci l'assegno ordinario di invalidità e pensi che continuare a lavorare possa farti perdere automaticamente la prestazione?

⚠️ Attenzione: l'assegno ordinario di invalidità è compatibile con l'attività lavorativa, ma esistono regole e limiti che è importante conoscere.

Molti lavoratori credono di dover scegliere necessariamente tra continuare a lavorare e ricevere l'assegno.

In realtà non è così.

La normativa prevede la possibilità di svolgere un'attività lavorativa, ma il reddito percepito può incidere sull'importo della prestazione.

Per questo è fondamentale verificare:

✔ quando assegno ordinario e lavoro sono compatibili
✔ quali redditi possono comportare una riduzione dell'importo
✔ quali sono i limiti previsti dalla normativa
✔ quando l'INPS può effettuare verifiche
✔ cosa succede se cambiano le condizioni sanitarie o lavorative

Quindi:

❌ continuare a lavorare non significa perdere automaticamente l'assegno
❌ non tutti i redditi producono gli stessi effetti
❌ non bisogna confondere l'assegno ordinario con altre prestazioni di invalidità
❌ ignorare le regole sul cumulo può comportare conseguenze economiche

In questo video ti spiego come funziona la compatibilità tra assegno ordinario di invalidità e lavoro e perché è importante conoscere i limiti previsti dalla legge.

⚖️ Lo Studio Legale Laudando assiste i cittadini nelle controversie previdenziali e nei rapporti con l'INPS, valutando i requisiti e gli eventuali strumenti di tutela.

Se percepisci l'assegno ordinario di invalidità e vuoi capire come la tua attività lavorativa può incidere sulla prestazione, clicca su "Scopri di più" e compila il modulo con i tuoi dati.

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10/10/2026

Hai il diabete e questa patologia sta compromettendo la tua capacità di lavorare?

⚠️ Attenzione: in determinate situazioni potresti avere diritto all’assegno ordinario di invalidità INPS.

Molte persone pensano che il diabete non possa dare accesso a prestazioni previdenziali oppure che sia necessario smettere completamente di lavorare.

In realtà, non è sempre così.

L’assegno ordinario di invalidità è una prestazione destinata ai lavoratori assicurati la cui capacità lavorativa, in occupazioni confacenti alle proprie attitudini, risulta ridotta a meno di un terzo a causa di infermità fisiche o mentali.

Per questo è importante verificare:

✔ la gravità della patologia e delle eventuali complicanze
✔ quanto il diabete incide concretamente sulla capacità lavorativa
✔ la presenza di documentazione medica adeguata
✔ i contributi previdenziali versati
✔ il possesso degli ulteriori requisiti previsti dalla legge

Quindi:

❌ avere il diabete non significa ottenere automaticamente un assegno
❌ non basta la diagnosi per dimostrare la riduzione della capacità lavorativa
❌ non è sempre necessario interrompere l’attività lavorativa
❌ invalidità civile e assegno ordinario di invalidità non sono la stessa cosa

In questo video ti spiego quando il diabete può assumere rilevanza ai fini dell’assegno ordinario di invalidità e quali condizioni devono essere valutate.

⚖️ Lo Studio Legale Laudando assiste i cittadini nelle controversie relative all’invalidità e alle prestazioni previdenziali INPS.

Se soffri di diabete e vuoi capire quali tutele possono essere previste nella tua situazione, clicca su “Scopri di più” e compila il modulo con i tuoi dati.

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09/10/2026

Soffri di una cardiopatia e pensi di non poter ottenere l’assegno ordinario di invalidità perché riesci ancora a lavorare?

⚠️ Attenzione: una malattia cardiaca può incidere sulla capacità lavorativa e, in presenza di determinati requisiti, dare diritto a una prestazione economica dell’INPS.

Non conta soltanto la diagnosi, ma soprattutto quanto la patologia limita concretamente la tua capacità di svolgere un’attività lavorativa.

Per questo è importante verificare:

✔ la tipologia e la gravità della cardiopatia
✔ le limitazioni che la malattia determina sul lavoro
✔ gli esami cardiologici e la documentazione sanitaria
✔ se la capacità lavorativa risulta ridotta a meno di un terzo
✔ se sono presenti i requisiti contributivi richiesti dall’INPS

Quindi:

❌ avere una cardiopatia non significa ottenere automaticamente l’assegno
❌ riuscire ancora a lavorare non esclude necessariamente il diritto alla prestazione
❌ non bisogna confondere l’assegno ordinario di invalidità con l’invalidità civile
❌ una valutazione negativa dell’INPS può essere contestata quando ne ricorrono i presupposti

In questo video ti spiego quando una cardiopatia può dare diritto all’assegno ordinario di invalidità e perché è fondamentale valutare sia le condizioni sanitarie sia la posizione contributiva.

⚖️ Lo Studio Legale Laudando assiste i cittadini nelle controversie relative all’invalidità e alle prestazioni previdenziali, valutando i possibili strumenti di tutela nei rapporti con l’INPS.

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Centro Direzionale, Isola F12
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