L'Osservatorio sul processo penale telematico è un'associazione che si occupa dell'informatizzazione dell'ordinamento giudiziario italiano con particolare riferimento al processo penale. CHI SIAMO
L’idea dell’Osservatorio nasce alla fine del marzo 2020, quando, in piena pandemia, l’informatizzazione del processo penale, rimasta al palo rispetto alle altre giurisdizioni, invece già fortemente digi
talizzate, ha subito un forte impulso. L’istituzione del Portale del deposito degli atti penali - che ha costituito la novità più rilevante, anche per l’adozione dello strumento dell’upload, sinora inedito nella giurisdizione ordinaria - ha acceso le coscienze di alcuni Colleghi sulla necessità di offrire strumenti di divulgazione di quanto per una non irrilevante parte dei penalisti, storicamente più tradizionalisti, costituisce il nuovo sapere giuridico. L’ideatore Raffaele Monaco, si è avvalso inizialmente del contributo di Marialessandra Cangiano e Raffaele De Cicco i quali, attraverso un'attività di monitoraggio continuo, hanno raccolto le impressioni e le difficoltà che gli avvocati napoletani incontravano nell’utilizzo dei nuovi strumenti informatici. Sono stati coinvolti Leonardo Scinto e Roberto Arcella, la cui competenza è nota a tutti, affinché la loro esperienza, maturata nel campo del processo civile telematico, potesse essere d’aiuto e da guida. Bruno Botti ed Orazio Cicatelli hanno contribuito con le loro idee a dare forma ad un gruppo di lavoro che ormai si è costituito come associazione. L’Osservatorio si pone tra gli obiettivi: lo svolgimento di attività di formazione agli avvocati penalisti sulla digitalizzazione del processo penale; attività di informazione in ordine alle best practice per il corretto utilizzo degli strumenti informatici, nella consapevolezza che la digitalizzazione è oramai un processo irreversibile. Per questo è necessario comprendere che il nostro lavoro di ogni giorno, non solo in Tribunale ma anche e soprattutto nei nostri studi, non sarà più lo stesso. Gli avvocati devono diventare protagonisti di questo cambiamento perché è il loro ruolo “naturale” in ragione della funzione difensiva . L’informatizzazione è un vantaggio per tutti gli attori del processo ed innalza la qualità della giurisdizione, a condizione che non si traduca in una limitazione dei diritti del cittadino.