Studio Legale Avvocato MARCO BIGI - Modena

Studio Legale Avvocato MARCO BIGI - Modena Studio Legale - Diritto civile: famiglia, successioni, recupero crediti, immigrazione

29/08/2026

⏳ Ultima settimana per candidarsi.Cerchiamo 15 giovani donne con disabilità, tra i 18 e i 35 anni, che vogliano portare la propria voce e le proprie idee nei processi decisionali dell'Unione europea.

Le donne con disabilità sono il 60% della popolazione con disabilità in Europa, ma raramente hanno un ruolo di primo piano nei movimenti per i diritti delle persone con disabilità e in quelli per i diritti delle donne. Il progetto WYDE.EU nasce per cambiare questa situazione: un percorso fatto di laboratori, formazioni e momenti di confronto, in Italia e all'estero, per costruire competenze di comunicazione, leadership e advocacy e per progettare insieme una campagna di sensibilizzazione.

La partecipazione è gratuita e le spese di trasferta all'estero sono coperte, anche per l'eventuale assistente o accompagnatrice. Gli incontri in presenza si tengono a Milano, ma il percorso è aperto a candidate da tutta Italia. Non serve un inglese perfetto: basta riuscire a seguire la conversazione. E nel modulo puoi segnalare le tue esigenze di accessibilità.

📌 C'è tempo fino a domenica 6 settembre. Informazioni e modulo di candidatura sul sito di LEDHA (link al primo commento)

25/08/2026

Con grande piacere condividiamo l’iniziativa “Pedaliamo con Angelica”, promossa da Veronica e Sergio, genitori di Angelica, dall’ Associazione Mantovana per la Ricerca sul Cancro - Moglia Suzzara MN , dal Comune di Moglia e da Avis Moglia Avis Moglia .

“Pedaliamo con Angelica” è una manifestazione ciclistica non competitiva nata in ricordo di Angelica Ballerini, con l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare alla ricerca scientifica sui tumori cerebrali pediatrici.

Domenica 6 settembre 2026 sarà una giornata da vivere insieme, tra una pedalata, momenti di condivisione e lo spettacolo di bolle dell’artista Vetty.

Parte del ricavato della manifestazione sarà devoluto alla nostra associazione per sostenere la ricerca sui tumori cerebrali pediatrici.

Ringraziamo di cuore i genitori di Angelica e tutte le persone e le realtà che, ancora una volta, hanno scelto di sostenere la nostra associazione e la ricerca.
Tutte le informazioni e le modalità di iscrizione sono disponibili nella locandina.

23/08/2026
23/08/2026

Il Tribunale di Belluno conferma l'orientamento della Cassazione: per l'esenzione dalle rette RSA non basta la diagnosi di Alzheimer, ma serve la prova di un piano terapeutico personalizzato e dell'inscindibilità tra prestazioni sanitarie e assistenziali.

08/08/2026

Il femminismo universalista è sotto assedio, va difeso da chi vuole lasciare le donne libere di essere oppresse

Qualche giorno fa Anna Paola Concia ha raccontato un episodio che dovrebbe far rabbrividire chiunque abbia ancora un minimo di memoria storica. In un confronto radiofonico, uno studioso islamista l’ha definita “femminista colonizzatrice” e ha dichiarato morto il suo femminismo universalista. Perché, secondo lui, il femminismo moderno accetta il burqa e il niqab. Un ossimoro: lasciare le donne libere di essere oppresse. Questa non è un’opinione rara. Anzi, è la normalità in certi ambienti. È la traduzione, in linguaggio accettabile per le società liberali, di un concetto islamico radicale. Si prendono idee di sottomissione della donna, le si rivestono di “inclusione” e “tutela delle minoranze”, e si finisce per parlare il linguaggio post-colonialista. La propaganda della Fratellanza Musulmana funziona così da decenni. E una parte del progressismo neo-marxista, insieme a una sinistra che non sa più dire di no, l’ha assorbita.

I dati smentiscono qualsiasi narrazione relativista. Secondo il Global Gender Gap Report 2025 del World Economic Forum, i Paesi a maggioranza musulmana occupano sistematicamente le posizioni più basse: Iran 145° su 148 (0,583), Pakistan ultimo (0,567), seguiti da Sudan, Ciad e altri. La regione del Medio Oriente e Nord Africa impiegherà 185 anni per raggiungere la parità. Non sono esiti di complesse questioni storiche: è una struttura giuridica, culturale e religiosa che nega alle donne eredità, libertà di movimento, tutela penale e diritto di testimoniare su un piano di parità.

Dove finisce la libertà individuale e dove comincia il dovere dello Stato di intervenire? Se una coppia musulmana entra in ambulatorio (esperienza personale) e chiede medici donne altrimenti porta via la moglie, è un diritto da tutelare o un’aggressione ai princìpi di uguaglianza? Se per le strade di Roma vediamo donne col volto completamente coperto come per il Covid, dobbiamo fingere di crederci o dire che la mascherina è lo stratagemma per far passare il velo integrale? Se a Westminster, nel luglio 2026, Khadija Patel riceve il British Citizen Award col niqab, stiamo elevando a modello chi cancella il volto della donna?

In tutti i Paesi a maggioranza musulmana non esiste parità tra uomo e donna. È questo l’Islam. Non è relativismo culturale, è un dato. Eppure qui, in nome del multiculturalismo, si separano uomini e donne al mare, si moltiplicano le fasce orarie di piscina riservate alle sole donne col burkini, si propongono spiagge separate. È la stessa logica che in Iran, Afghanistan o Arabia Saudita produce la segregazione di genere come norma di Stato. Il velo integrale non è una scelta individuale. È la sottomissione imposta dalle frange più oscurantiste. In Iran le ragazze hanno perso la vita a migliaia per toglierselo. “Donna, vita, libertà” non era uno slogan: era una rivolta contro lo stesso pezzo di stoffa che qui alcuni progressisti vogliono far passare come “cultura diversa”. Secondo la missione ONU, nelle proteste 2022-2023 le forze iraniane hanno ucciso almeno 551 persone, tra cui 49 donne e 68 bambini. Mahsa Amini è morta in custodia della polizia della moralità per “hijab impropriamente indossato”. Le voci di chi ha vissuto questa oppressione sono chiare. Ayaan Hirsi Ali, in esilio e sotto scorta da anni dopo l’assassinio del suo collega Theo Van Gogh, scrive: “Il velo segna deliberatamente le donne come proprietà privata e ristretta, non-persone”. Maryam Namazie lo definisce “una prigione mobile e un sacco per cadaveri”: “Togliete tutta la pressione e vedrete quante resteranno velate”.

Il cortocircuito è grave. Gli stessi che sorridono quasi inebetiti di fronte a queste “manifestazioni culturali” si battono per i diritti LGBT, diritti che in tutti gli Stati islamici sono fuorilegge e punibili con la morte in almeno undici Paesi. Non è coerenza. È autodistruzione. Secondo il Pew Research Center, in numerosi Paesi oltre il 90% dei musulmani ritiene che “una moglie debba sempre obbedire al marito”. L’Europa non è rimasta interamente passiva: Francia, Belgio, Austria, Danimarca e altri hanno vietato il velo integrale. Il Tribunale europeo dei diritti dell’uomo ha confermato la legittimità di queste norme in nome del “vivere insieme” e dell’uguaglianza di genere. La tolleranza del velo integrale non è inclusione. È iniettare veleno nelle vene di un paziente già moribondo. L’Occidente ha costruito la libertà della donna con secoli di battaglie. Rinunciarci per paura di essere accusati di colonialismo o islamofobia è la vera sconfitta.

Anna Paola Concia ha ragione. Il femminismo universalista non è morto. È sotto assedio. E se non lo difendiamo con chiarezza, a cominciare dal rifiuto netto del volto cancellato, con piccoli cedimenti non resterà più nulla da difendere.

di Enrico Cerchione

28/07/2026

Segnatevi la data: Domenica 6 settembre 2026. Torna l'evento "Pedaliamo con Angelica". Saliremo nuovamente in bicicletta e daremo così un concreto sostegno alla Ricerca sui tumori rari cerebrali pediatrici. Non mancate!!! Insieme, solo insieme possiamo contribuire in modo diretto e tangibile, al progresso della scienza medica.

14/07/2026

Brave, un esempio

30/06/2026

Cassazione: l'indennità di trasferta è dovuta all'avvocato per il solo spostamento fuori sede, senza necessità di pernottamento né di accordo preventivo sul compenso.

29/06/2026

Per la Cassazione, nella responsabilità da cose in custodia, il custode non può invocare la disattenzione del danneggiato senza indicare concretamente in cosa sia consistita la sua ...

Indirizzo

Modena
41124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

+39059332231

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Studio Legale Avvocato MARCO BIGI - Modena pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi