26/06/2026
Una delle novità più interessanti del 2026 riguarda l’agevolazione “prima casa” applicabile agli immobili classificati in categoria catastale F/2 (unità collabenti).
Per anni la risposta era stata negativa.
L’Agenzia delle Entrate riteneva che un rudere, non essendo ancora una vera abitazione, non potesse beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per la prima casa.
Oggi, invece, il quadro è profondamente cambiato.
La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 3913/2025, ha affermato un principio destinato ad incidere sul perimetro delle agevolazioni fiscali:
non conta che l’immobile sia abitabile il giorno del rogito; conta che sia concretamente recuperabile e destinabile ad abitazione.
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 108 del 26 maggio 2026, ha recepito integralmente questo orientamento, superando il precedente interpello n. 357/2019.
Cosa significa in concreto?
Se acquistate:
* un rudere;
* un casale diroccato;
* un edificio collabente;
* un fabbricato censito in categoria F/2,
potete ottenere l’agevolazione “prima casa”, purché ricorrano alcune condizioni.
I requisiti essenziali
- possedere tutti i requisiti ordinari previsti dalla Nota II-bis al DPR 131/1986;
- l’immobile deve essere oggettivamente recuperabile e urbanisticamente idoneo a diventare un’abitazione;
- entro il termine di tre anni dall’acquisto deve essere effettivamente trasformato in abitazione.
Se tale trasformazione non avviene, il beneficio fiscale può essere revocato con recupero delle imposte, interessi e sanzioni.
La Cassazione ha ancora una volta privilegiato la sostanza economica dell’operazione rispetto ad una lettura meramente formale.
L’obiettivo della disciplina “prima casa” è favorire chi acquista un’abitazione destinata a soddisfare esigenze abitative.
Se un immobile, pur essendo oggi un rudere, è destinato a diventare una casa, non vi è ragione di negare il beneficio.
È un principio che, coerentemente, valorizza la funzione dell’investimento e il recupero del patrimonio edilizio esistente.
Quale attenzione deve avere il notaio?
La verifica non riguarda soltanto la categoria catastale.
Occorre valutare attentamente:
* la concreta possibilità di recupero edilizio;
* la regolarità urbanistica;
* la reale destinazione abitativa del progetto;
* la presenza di tutti i requisiti soggettivi dell’acquirente.
Non basta acquistare un rudere: occorre che esso sia realmente suscettibile di diventare una casa.
Questa evoluzione interpretativa offre nuove opportunità a chi investe nel recupero degli immobili storici e rurali, ma richiede una preventiva valutazione tecnica, urbanistica e fiscale, affinché il beneficio possa essere fruito senza rischi di future contestazioni.
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