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Puoi disdire il CCNL che applichi da anni per passare a uno più conveniente? Un imprenditore valuta di applicare un cont...
13/10/2026

Puoi disdire il CCNL che applichi da anni per passare a uno più conveniente?

Un imprenditore valuta di applicare un contratto collettivo diverso da quello storicamente utilizzato in azienda, magari meno oneroso. La domanda che si pone: posso semplicemente recedere dal CCNL in vigore e applicarne un altro?

Il tema è delicato: il recesso è possibile, ma non è una scelta libera e priva di conseguenze. Vanno rispettati i termini di preavviso previsti, gli effetti sui trattamenti già acquisiti dai lavoratori e, in molti casi, il rischio di un contenzioso se il nuovo CCNL scelto non è realmente affine per settore e categoria.

Per chi guida un'impresa, cambiare CCNL "per risparmiare" senza una valutazione giuridica accurata può trasformarsi in un boomerang, tra vertenze sindacali e rivendicazioni individuali.

L'insight pratico: ogni scelta sul contratto collettivo da applicare va accompagnata da un'analisi preventiva, non gestita in emergenza.

L'approfondimento è nella rubrica 𝐈𝐃𝐈𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 a cura dell’Avv. Francesco Fulgoni partner di TARGET.

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Il patto di non concorrenza pagato mese per mese, insieme allo stipendio, è nullo? Non sempre, ma la risposta cambia tut...
07/10/2026

Il patto di non concorrenza pagato mese per mese, insieme allo stipendio, è nullo? Non sempre, ma la risposta cambia tutto.

Un'azienda inserisce nel contratto di un manager un patto di non concorrenza, con il corrispettivo versato ogni mese insieme alla retribuzione ordinaria, invece che alla cessazione del rapporto. Alla fine del rapporto, il manager ne contesta la validità.

La giurisprudenza chiarisce: il fatto che il corrispettivo sia pagato durante il rapporto di lavoro non determina, da solo, la nullità del patto. Conta la sostanza: l'importo deve essere proporzionato al sacrificio imposto e chiaramente identificabile come corrispettivo del vincolo, non mascherato nella retribuzione ordinaria.

Per chi redige questi accordi, la conseguenza pratica è evitare formulazioni ambigue: il patto va costruito con criteri chiari di determinazione del compenso, indipendentemente da quando viene erogato.

L'insegnamento per chi dirige: un patto di non concorrenza scritto male non protegge l'azienda, crea solo un contenzioso in più.

L'analisi completa è nella rubrica 𝐈𝐃𝐈𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 a cura dell’Avv. Francesco Fulgoni partner di TARGET.

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05/10/2026

📢​ Nuova uscita di 👨‍⚖️"𝗶𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼", la newsletter dedicata al 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 e agli 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐢𝐝𝐢𝐜𝐢 rilevanti nella 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 con il nostro esperto 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐅𝐮𝐥𝐠𝐨𝐧𝐢, partner di 𝐓𝐀𝐑𝐆𝐄𝐓.

Nel numero di 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 si parla:
🗞️ nella sezione “𝑛𝑒𝑤𝑠”, della circolare INPS sulla 𝐝𝐞𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚, dell’ampliamento dei 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐞𝐭𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢, e delle novità in materia di 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐜𝐜𝐨 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞.

⚖️ nella sezione “𝑢𝑙𝑡𝑖𝑚𝑒 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑔𝑖𝑢𝑟𝑖𝑠𝑝𝑟𝑢𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎”, dell’utilizzabilità di un 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐭𝐢𝐦𝐛𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐚 𝐫𝐞𝐦𝐨𝐭𝐨 con geolocalizzazione istantanea del lavoratore, e del cd. «𝒑𝒂𝒄𝒕𝒐 𝒅𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒆𝒏𝒔𝒂𝒏𝒅𝒐» con cui datore di lavoro e dipendente possono concordare trattenute sullo stipendio di quest’ultimo superiori al quinto dello stipendio.

🔎 nella sezione ”𝑓𝑜𝑐𝑢𝑠 𝑜𝑛", dei profili giuslavoristici del 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐨 𝐫𝐚𝐦𝐨 𝐝’𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚 disciplinato dall’art. 2112 c.c.

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Un dipendente si dimette. La sua casella email aziendale resta attiva "per prassi". È una decisione più delicata di quan...
29/09/2026

Un dipendente si dimette. La sua casella email aziendale resta attiva "per prassi". È una decisione più delicata di quanto sembri.

Situazione comune in tante aziende: un collaboratore lascia l'organizzazione, ma per settimane la sua casella di posta elettronica resta accessibile a colleghi e responsabili "per continuità operativa".

Il Garante Privacy si è pronunciato proprio su questo: l'accesso alla posta elettronica aziendale dell'ex dipendente da parte dell'azienda va gestito con regole precise, informativa chiara e limiti temporali definiti, altrimenti si rischia una violazione della normativa privacy.

Il punto non è "poter" accedere, ma "come" e "per quanto tempo": servono procedure di offboarding scritte, che disattivino o reindirizzino gli account in tempi certi, comunicati fin dall'assunzione.

La lezione per chi guida le risorse umane: la gestione dei dati non finisce quando finisce il rapporto di lavoro, spesso è proprio lì che iniziano i problemi.

Il chiarimento completo del Garante è nella rubrica 𝐈𝐃𝐈𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 a cura dell’Avv. Francesco Fulgoni partner di TARGET.

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Quanto guadagna, in media, chi fa il tuo stesso lavoro nella tua azienda? Da giugno la trasparenza salariale è realtà e ...
22/09/2026

Quanto guadagna, in media, chi fa il tuo stesso lavoro nella tua azienda? Da giugno la trasparenza salariale è realtà e le imprese sono tenute per legge a saperlo.

Immagina un colloquio di selezione in cui il candidato chiede, semplicemente: "qual è la fascia retributiva per questa posizione?". Fino a poco tempo fa, una domanda quasi fuori luogo. Oggi è un diritto.

È in vigore il decreto che recepisce la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza salariale: obbligo di indicare le fasce retributive negli annunci, divieto di chiedere la storia retributiva ai candidati, report periodici sul divario retributivo di genere per le aziende sopra soglia.

Per le PMI significa rivedere processi di selezione, politiche retributive e, in molti casi, mettere ordine in sistemi di inquadramento costruiti nel tempo in modo poco strutturato.

L'insight per chi dirige: la trasparenza salariale non è solo un adempimento normativo, è un tema di reputazione e di attrattività verso i talenti migliori.

I dettagli operativi del decreto sono nella rubrica 𝐈𝐃𝐈𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 a cura dell'Avv. Francesco Fulgoni partner di TARGET.

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Un commento pungente scritto nel gruppo WhatsApp aziendale è "solo una chat tra colleghi"? Per un tribunale può bastare ...
17/09/2026

Un commento pungente scritto nel gruppo WhatsApp aziendale è "solo una chat tra colleghi"? Per un tribunale può bastare per un licenziamento.

In un'azienda, alcuni dipendenti si sfogano in un gruppo WhatsApp "informale" su un collega e sull'organizzazione. Convinzione diffusa: quello che si scrive in chat privata resta privato.

La giurisprudenza recente smentisce questa convinzione: i messaggi scritti in un gruppo WhatsApp configurano un grave illecito disciplinare quando arrecano pregiudizio all'azienda o ai colleghi, anche se il gruppo è "chiuso" e informale.

Per chi gestisce persone, l'implicazione è concreta: i codici disciplinari e i regolamenti aziendali vanno aggiornati per includere esplicitamente la comunicazione digitale informale, non solo l'uso degli strumenti aziendali.

L'insegnamento pratico: la riservatezza percepita di una chat non coincide con l'irrilevanza disciplinare del suo contenuto. Vale per i dipendenti, vale ancora di più per chi ha ruoli di responsabilità.

Il caso completo, con i riferimenti di giurisprudenza, è nella rubrica 𝐈𝐃𝐈𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 a cura dell’Avv. Francesco Fulgoni partner di TARGET.

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𝐷𝑒𝑓𝑖𝑛𝑖𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑙𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑑𝑒𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑡𝑟𝑜𝑣𝑎𝑟𝑙𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑣𝑒𝑙𝑜𝑐𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑐𝑜𝑛 𝑙'𝑎𝑖𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑖𝑛𝑡𝑒𝑙𝑙𝑖𝑔𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒.È questo l'obiettivo d...
11/09/2026

𝐷𝑒𝑓𝑖𝑛𝑖𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑙𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑑𝑒𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑡𝑟𝑜𝑣𝑎𝑟𝑙𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑣𝑒𝑙𝑜𝑐𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑐𝑜𝑛 𝑙'𝑎𝑖𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑖𝑛𝑡𝑒𝑙𝑙𝑖𝑔𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒.
È questo l'obiettivo del corso "𝐓𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐭𝐚𝐫𝐠𝐞𝐭 & 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥'𝐀𝐈": trasformare la ricerca commerciale in un processo strutturato, riducendo i tempi di prospecting senza perdere qualità e supervisione umana.

Insieme a Manuela Cuadrado e Andrés Farías vedremo come
- Definire l'ICP (Ideal Customer Profile) e analizzare mercato, competitor e trend con l'AI
- Costruire e arricchire liste di account e buyer qualificati
- Riconoscere segnali d'acquisto e creare messaggi pertinenti
- Gestire outreach multicanale (email + LinkedIn), misurare e ottimizzare i risultati

4 sessioni a distanza su Zoom dalle 9:00 alle 10:30
🔹 21 settembre
🔹 25 settembre
🔹 29 settembre
🔹 2 ottobre

Consulta il dettaglio dei contenuti
https://www.fondazioneidi.it/corso/408

Per conoscere le modalità di partecipazione scrivi a
📧[email protected] oppure contattaci al ☎️0254123001

Un dipendente si è infortunato in casa durante lo smart working. L'assicurazione ha chiesto la valutazione dei rischi de...
08/09/2026

Un dipendente si è infortunato in casa durante lo smart working. L'assicurazione ha chiesto la valutazione dei rischi della postazione domestica, e in azienda non esisteva.

Succede più spesso di quanto si creda: un lavoratore agile si infortuna durante l'orario di lavoro, in casa propria. L'azienda, abituata a pensare alla sicurezza solo "tra le mura" dell'ufficio, si trova improvvisamente sotto la lente.

Da quest'anno la normativa alza l'asticella: gli obblighi in materia di salute e sicurezza per lo smart working diventano più stringenti e le sanzioni per chi non li rispetta più severe.

Non basta più una policy generica firmata all'assunzione. Serve un'informativa aggiornata sui rischi domestici, formazione specifica e, quando possibile, verifiche concrete sulla postazione di lavoro.

La lezione per chi guida un'organizzazione: lo smart working non sposta la responsabilità, la estende. Il perimetro della sicurezza aziendale oggi passa anche dal salotto di casa dei collaboratori.

Hai già aggiornato la tua informativa sullo smart working nel 2026?
Il dettaglio della novità normativa è nella rubrica 𝐈𝐃𝐈𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 a cura dell’Avv. Francesco Fulgoni partner di TARGET.

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04/09/2026

📢​Nuova uscita di 👨‍⚖️"𝗶𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼", la newsletter dedicata al 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 e agli 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐢𝐝𝐢𝐜𝐢 rilevanti nella 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 con il nostro esperto 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐅𝐮𝐥𝐠𝐨𝐧𝐢, partner di 𝐓𝐀𝐑𝐆𝐄𝐓.

Nel numero di 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 si parla:
🗞️nella sezione “𝑛𝑒𝑤𝑠”, del messaggio dell'INPS che ha chiarito come il lavoratore vittima di violenza o atti persecutori da parte di terzi estranei al contesto lavorativo possa dimettersi per giusta causa con 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐍𝐀𝐒𝐏𝐈, e delle novità del cd. Correttivo Omnibus al 𝒇𝒓𝒊𝒏𝒈𝒆 𝒃𝒆𝒏𝒆𝒇𝒊𝒕 𝐚𝐮𝐭𝐨.

⚖️ nella sezione “𝑢𝑙𝑡𝑖𝑚𝑒 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑔𝑖𝑢𝑟𝑖𝑠𝑝𝑟𝑢𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎”, dei presupposti e modalità con cui il datore di lavoro può 𝐫𝐞𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥'𝐮𝐬𝐨 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚𝐥𝐞, e della possibilità dell'ITL, nell'ambito dell'attività ispettiva, di imporre al datore di lavoro l'applicazione di indennità connesse a particolari modalità di svolgimento della prestazione lavorativa dei dipendenti, ancorchè 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐂𝐂𝐍𝐋 𝐚𝐩𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨.

🔎nella sezione ”𝑓𝑜𝑐𝑢𝑠 𝑜𝑛", dei limiti all'utilizzo di sistemi di 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨.

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Due commesse in azienda, stesso fatturato. Una genera valore, l'altra prosciuga la cassa. La differenza si vede prima di...
31/08/2026

Due commesse in azienda, stesso fatturato. Una genera valore, l'altra prosciuga la cassa. La differenza si vede prima di firmare, non dopo.

Nelle PMI succede spesso: si valuta una commessa guardando al fatturato e al margine "sulla carta", senza considerare l'impatto reale sul fabbisogno finanziario.

Il risultato? Commesse che sembrano vantaggiose ma, sommando costi nascosti e tempi di incasso, finiscono per pesare sulla liquidità aziendale.

La chiave è un approccio bifocale: valutare ogni commessa singolarmente, ma anche il suo effetto sull'intero portafoglio commesse dell'impresa.
Solo così si individuano davvero le leve su cui agire per aumentare marginalità e flussi di cassa.

Durante il corso "𝐋𝐞 𝐥𝐞𝐯𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞: 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐭𝐮𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐚𝐠𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐮 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢, 𝐟𝐥𝐮𝐬𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐞 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐟𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐬𝐬𝐞” vedremo con Giuseppe Marzo come tradurre la struttura di una commessa in costi, ricavi, margini e fabbisogno finanziario, evitando gli errori più comuni in fase di preventivazione.

2 sessioni a distanza su Zoom
🔹 Lunedì 𝟕 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑒 9.30 𝑎𝑙𝑙𝑒 13.00
🔹 Lunedì 𝟏𝟒 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑒 14.00 𝑎𝑙𝑙𝑒 17.30

Consulta il dettaglio dei contenuti del corso
https://www.fondazioneidi.it/corso/421

𝑳𝒆 𝒊𝒔𝒄𝒓𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒂𝒑𝒆𝒓𝒕𝒆!

Per conoscere le modalità di partecipazione scrivi a
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Indirizzo

Via Giovanni Battista Pirelli 11
Milan
20124

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 17:30
Martedì 08:30 - 17:30
Mercoledì 08:30 - 17:30
Giovedì 08:30 - 17:30
Venerdì 08:30 - 17:30

Telefono

02/54123001

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