In fondo lo ero anche prima di quella data, perché le conoscenze iniziali della materia le ho apprese in famiglia fin da quando ero piccola. Credo che il diritto sia il DNA della nostra società. Ecco perché quando una persona entra nel mio studio cerco, fin da subito, di soddisfare una serie di bisogni fondamentali, che hanno a che fare con il suo essere un essere umano, prima che con le questioni legali vere e proprie. Sto parlando del diritto di essere accolti, ascoltati e compresi. Con questo approccio mi metto al fianco del cliente per aiutarlo a comprendere questioni spesso intricatissime, che lo fanno sentire confuso, preoccupato, insicuro. Con una guida competente, anche le questioni più articolate possono sciogliersi e trovare una soluzione che permetta di guardare al futuro con più fiducia.
Negli anni ho ampliato la mia cassetta degli attrezzi così da poter fornire un sostegno migliore a tutti coloro che si rivolgono al mio studio. Le competenze classiche dell'avvocato si sono così integrate con competenze relazionali che mi permetto oggi di lavorare insieme ai clienti su ciò che è davvero importante per ciascuno di loro.