Avvocato Lisa Sepco

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Avvocato Lisa Sepco Svolgo con dedizione l’attività di avvocato penalista, mettendo al centro la persona e la sua storia.

La mia esperienza si è consolidata nella difesa di imputati e indagati, adulti e minorenni, affrontando ogni caso con sensibilità umana e concretezza. Da anni svolgo con dedizione l’attività di avvocato penalista, mettendo al centro la persona e la sua storia. La mia esperienza si è consolidata nella difesa di imputati e indagati, adulti e minorenni, affrontando ogni caso con competenza giuridica, sensibilità umana e attenzione concreta alle esigenze di chi si trova ad affrontare un procedimento penale. Ciò che mi distingue è l’approccio empatico e personalizzato: credo che comprendere la dimensione umana di chi difendo sia essenziale per individuare la strategia più efficace, non solo dal punto di vista legale ma anche pratico e relazionale

Anche oggi, udienza fatta! ⚖️😉E quando si porta a casa un bel risultato per il proprio cliente, si torna in studio con u...
16/10/2026

Anche oggi, udienza fatta! ⚖️😉

E quando si porta a casa un bel risultato per il proprio cliente, si torna in studio con una marcia in più! 💪🏻

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Una bella opportunità professionale che sono felice di condividere. Sono stata selezionata, sulla base dei titoli e dell...
13/10/2026

Una bella opportunità professionale che sono felice di condividere.

Sono stata selezionata, sulla base dei titoli e dell’esperienza maturata, per frequentare il Corso di formazione professionalizzante contro la violenza sulle donne – 2026.

Un’occasione per approfondire un tema delicato e importante, acquisire nuovi strumenti e continuare a crescere professionalmente.

Perché il bello di questo lavoro è anche questo: non sentirsi mai arrivati e avere ancora tanta voglia di imparare.

Trasferta al Tribunale di Lodi…perché non si vive di sole scartoffie..ma quasi 👩🏼‍💼
09/10/2026

Trasferta al Tribunale di Lodi…perché non si vive di sole scartoffie..ma quasi 👩🏼‍💼

QUANDO LA RESPONSABILITÀ DEL VETERINARIO PUÒ DARE DIRITTO ANCHE AL RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE?Una recente s...
08/10/2026

QUANDO LA RESPONSABILITÀ DEL VETERINARIO PUÒ DARE DIRITTO ANCHE AL RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE?

Una recente sentenza della Corte d’Appello di Firenze, 29 luglio 2026, n. 2634, affronta una questione particolarmente interessante per chi vive con un animale d’affezione.

Il caso riguardava una cagnolina che, dopo essere stata affidata alle cure di un veterinario, aveva subito un aggravamento delle proprie condizioni fino al decesso.

La Corte ha accertato la responsabilità del professionista, ritenendo che alcune scelte terapeutiche avessero provocato sofferenze che avrebbero potuto essere evitate.

Ma la decisione riguarda anche il danno non patrimoniale subito dalle persone legate all’animale.

La Corte ha infatti riconosciuto rilievo alla sofferenza derivante non soltanto dalla perdita della cagnolina, ma anche dall’aver assistito alle sue sofferenze.

Un aspetto particolarmente significativo è che la tutela non è stata collegata esclusivamente alla proprietà formale dell’animale.

Nel caso concreto, è stata riconosciuta la legittimazione anche alla persona che, pur non risultando proprietaria, aveva vissuto con la cagnolina, se ne era presa cura e aveva condiviso con lei la quotidianità per anni.

Questo non significa che ogni errore veterinario comporti automaticamente un risarcimento.

Il danno non patrimoniale deve essere concretamente provato, così come la sua gravità.

La sentenza rappresenta però uno spunto importante: il rapporto con un animale d’affezione può avere una dimensione affettiva e relazionale che, in determinate circostanze, assume anche rilevanza giuridica.

Corte d’Appello di Firenze, 29 luglio 2026, n. 2634.

ASSEGNO DIVORZILE: QUANDO SPETTA DAVVERO?Avere un reddito più basso rispetto all’ex coniuge non significa automaticament...
05/10/2026

ASSEGNO DIVORZILE: QUANDO SPETTA DAVVERO?

Avere un reddito più basso rispetto all’ex coniuge non significa automaticamente avere diritto all’assegno divorzile.

La Cassazione, con l’ordinanza n. 22874/2026, ribadisce che bisogna guardare alla situazione economica di entrambi, ma anche alle ragioni che hanno determinato lo squilibrio.

L’assegno può avere due funzioni.

🔹 Assistenziale
Può spettare quando l’ex coniuge non dispone di mezzi sufficienti per un’esistenza dignitosa e, per ragioni oggettive, non può procurarseli autonomamente.

🔹 Compensativa
Può spettare quando lo squilibrio economico è legato alle scelte condivise durante il matrimonio.

Un esempio: chi ha ridotto o sacrificato il proprio lavoro per occuparsi della famiglia, dei figli o della casa, rinunciando così a opportunità professionali e reddituali.

Ma non basta aver fatto un sacrificio.

Occorre verificare se quel sacrificio ha effettivamente contribuito a determinare lo squilibrio economico esistente al momento del divorzio.

Per questo, nel valutare l’assegno divorzile, possono assumere rilievo:

• la durata del matrimonio;
• l’età dei coniugi;
• la situazione economica e personale di entrambi;
• le scelte di vita compiute durante il matrimonio;
• eventuali sacrifici professionali;
• il contributo dato alla famiglia e alla formazione del patrimonio.

👉 Quindi, la domanda non è semplicemente: “Chi guadagna di più?”

La domanda è: perché esiste quello squilibrio e quale ruolo hanno avuto le scelte compiute durante il matrimonio?

È da questa valutazione complessiva che può dipendere il riconoscimento – o la contestazione – dell’assegno divorzile.

📌 Cass. civ., ord. n. 22874/2026

La violenza sulle donne può iniziare molto prima dell’età adulta.I dati del nuovo report ISTAT sulla sicurezza delle don...
30/09/2026

La violenza sulle donne può iniziare molto prima dell’età adulta.

I dati del nuovo report ISTAT sulla sicurezza delle donne ci ricordano quanto sia importante guardare anche a ciò che accade durante l’infanzia.

Il 14,9% delle donne tra i 16 e i 75 anni dichiara di aver subito violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni.

Ma c’è un altro dato che colpisce: oltre il 58% delle vittime non ne aveva parlato con nessuno.

Nella maggior parte dei casi, l’autore non era uno sconosciuto, ma una persona conosciuta dalla vittima: un familiare, un conoscente, un amico di famiglia. E tra le figure familiari, un ruolo importante è occupato dai genitori.

Il report evidenzia inoltre come la violenza subita nell’infanzia possa essere associata a una maggiore esposizione alla violenza anche in età adulta.

E non dobbiamo dimenticare la violenza assistita: vedere o sentire violenza all’interno della propria famiglia può lasciare conseguenze profonde.

Dietro ogni percentuale c’è una persona.
E dietro molti silenzi c’è una bambina che forse non aveva ancora le parole per raccontare ciò che stava vivendo.

Parlare di violenza significa anche imparare a riconoscerla.

Conoscere i propri diritti e sapere a chi rivolgersi può essere il primo passo per chiedere aiuto e interrompere un ciclo di violenza.

La responsabilità non è mai della vittima.
Dati: ISTAT, Indagine sulla Sicurezza delle donne, 2026.

Buon sabato!
23/05/2026

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Buon Sabato!
23/05/2026

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Caregiver al lavoro: più diritti contro la discriminazione 💼❤️
05/05/2026

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22/04/2026

Indirizzo

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20125

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Martedì 09:00 - 18:00
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