19/07/2026
ERANO TRE RAPINATORI. ERANO ANCHE VITTIME DI ALTRI REATI
Chi erano Giuseppe Mazzarino, Andrea Spinelli e Alessandro Modica, e perché le due qualificazioni non si contraddicono
di Rolando Dubini
Nel dibattito pubblico sul caso Roggero, Giuseppe Mazzarino, Andrea Spinelli e Alessandro Modica sono stati quasi sempre ridotti a una sola qualifica: «rapinatori».
La qualifica è corretta. Ma è incompleta.
È corretta perché i tre parteciparono alla grave rapina commessa il 28 aprile 2021 nella gioielleria della famiglia Roggero, a Gallo di Grinzane Cavour.
Durante l’azione furono utilizzati un coltello e una pi***la giocattolo col tappo rosso occultato. Le persone presenti furono minacciate e immobilizzate e furono sottratti numerosi gioielli.
Alessandro Modica faceva parte del gruppo ed era destinato alla guida dell’automobile utilizzata per la fuga. Per la rapina aggravata ha successivamente patteggiato quattro anni e dieci mesi di reclusione, oltre alla multa.
La partecipazione dei tre alla rapina costituisce dunque un dato fattuale accertato nella vicenda giudiziaria.
Ma da questa premessa non segue che qualunque violenza successivamente esercitata contro di loro fosse lecita.
QUANDO LA RAPINA ERA FINITA
Dopo essere usciti dalla gioielleria, i tre si diressero verso l’automobile per allontanarsi.
Mario Roggero prese il revolver custodito nel negozio, uscì sulla strada e li raggiunse. All’esterno esplose quattro colpi di pi***la.
Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli furono colpiti mortalmente.
Alessandro Modica, ferito a una gamba mentre si trovava al posto di guida, riuscì ad allontanarsi e fu arrestato alcune ore dopo al pronto soccorso di Savigliano.
Le immagini mostrano inoltre Roggero raggiungere Spinelli, già ferito e disteso al suolo, e sferrargli tre calci al volto.
Questa non è una lettura politica o ideologica della vicenda.
È la ricostruzione giudiziaria fondata sui filmati delle telecamere, sulle consulenze informatiche, autoptiche e balistiche e sugli altri elementi acquisiti nel processo.
La Corte d’assise d’appello di Torino (dpo la condanna a 17 anni di reclusione in primo grado) ha accertato che, quando Roggero sparò, l’azione aggressiva dei rapinatori era ormai totalmente conclusa. I tre erano usciti dal negozio e stavano tentando di salire sull’automobile per fuggire.
Nessuno di loro, in quel momento, stava ponendo in essere una nuova aggressione.
Roggero e i suoi familiari non erano più esposti a un pericolo concreto e attuale.
Mancavano pertanto due condizioni necessarie della legittima difesa:
- l’attualità del pericolo;
- la necessità della reazione difensiva.
Per la stessa ragione sono state escluse sia la legittima difesa reale sia quella putativa.
Non può esservi neppure eccesso colposo in legittima difesa quando manca, a monte, una situazione difensiva reale o ragionevolmente supposta della quale eccedere colposamente i limiti.
La Corte d’assise d’appello ha quindi condannato Roggero a quattordici anni e nove mesi di reclusione per due omicidi volontari, un tentato omicidio e il porto illegale dell’arma fuori dalla gioielleria.
Il 15 luglio 2026 la Corte di cassazione ha confermato la condanna, rendendola definitiva.
CHI ERANO
GIUSEPPE MAZZARINO
Aveva 58 anni.
Era originario di Catania e risultava residente a Torino. Era conosciuto anche a Bra, dove molti anni prima aveva lavorato come addetto alla sicurezza nella discoteca Macabre.
Le cronache riferirono genericamente di precedenti per reati contro il patrimonio.
In assenza del certificato penale e delle relative sentenze, non è però possibile ricostruirne con precisione natura, gravità ed esito.
Trasformare riferimenti giornalistici generici in una dettagliata biografia criminale significherebbe affermare più di quanto le fonti disponibili consentano di dimostrare.
Mazzarino lasciò una compagna, delle figlie, la madre, fratelli e altri familiari, alcuni dei quali si costituirono parti civili nel processo.
Queste persone non parteciparono alla rapina.
Confondere la responsabilità dell’autore del reato con i diritti dei suoi familiari significherebbe applicare una responsabilità per appartenenza che il nostro ordinamento non conosce.
ANDREA SPINELLI
Aveva 44 anni.
Era nato a Moncalieri e viveva da tempo a Bra con la compagna.
Risultava disoccupato, ma secondo le testimonianze raccolte dalla stampa svolgeva occasionalmente lavori come muratore.
Le cronache riferirono di precedenti e di procedimenti relativi a truffe commesse mediante assegni falsi.
Anche in questo caso è necessario distinguere tra denuncia, procedimento, precedente e condanna definitiva: categorie giuridiche diverse, che non possono essere sovrapposte in assenza della documentazione giudiziaria.
Spinelli partecipò direttamente alla rapina.
Per questo avrebbe dovuto essere arrestato, processato e, se riconosciuto colpevole, condannato alla pena prevista dalla legge.
Quella condotta non attribuiva però a un privato il potere di inseguirlo, sparargli mentre tentava di fuggire e colpirlo quando era già ferito a terra.
Sua sorella Caterina non ha negato la responsabilità del fratello.
Ha formulato una distinzione elementare, ma decisiva: meritava il carcere, non di essere ucciso.
ALESSANDRO MODICA
Aveva 34 anni all’epoca dei fatti.
Era originario di Erice ed era cresciuto ad Alba.
Aveva svolto piccoli lavori, anche come muratore. La stampa riferì di precedenti per reati contro il patrimonio e di periodi di detenzione.
Partecipò alla rapina e si mise al posto di guida dell’automobile utilizzata dal gruppo.
Fu colpito da Roggero a una gamba.
Dopo essersi allontanato, venne arrestato alcune ore più tardi al pronto soccorso di Savigliano.
Per la rapina aggravata ha patteggiato quattro anni e dieci mesi di reclusione e ha scontato la pena.
Nel diverso procedimento contro Roggero si è costituito parte civile quale persona offesa dal tentato omicidio.
Non esiste alcuna contraddizione.
AUTORI DELLA RAPINA E VITTIME DEGLI SPARI
La struttura logica è semplice.
Prima premessa: Mazzarino, Spinelli e Modica parteciparono alla rapina.
Seconda premessa: dopo la cessazione dell’aggressione, Roggero sparò contro di loro mentre tentavano di allontanarsi.
Terza premessa: la rapina e gli spari successivi sono fatti diversi, commessi da soggetti diversi e sottoposti a qualificazioni giuridiche autonome.
Conclusione: la responsabilità per la rapina non elimina la possibilità di essere persone offese dagli omicidi e dal tentato omicidio successivamente commessi.
In termini logici essere autore del reato A non implica non poter essere vittima del reato B.
Definire Mazzarino, Spinelli e Modica persone offese dagli omicidi e dal tentato omicidio non significa assolverli dalla rapina.
Non significa santificarli.
Non significa negare la gravità delle minacce e della violenza subite dalla famiglia Roggero.
Significa soltanto non confondere due fatti e due responsabilità.
Mazzarino e Spinelli parteciparono alla rapina e divennero successivamente persone offese da due omicidi volontari.
Modica partecipò alla rapina e divenne successivamente persona offesa da un tentato omicidio.
Le due qualificazioni possono coesistere perché hanno per oggetto condotte diverse.
IL CONFINE DELLA LEGITTIMA DIFESA
La legittima difesa consente di reagire a un pericolo ingiusto attuale, quando la reazione sia necessaria.
Non attribuisce un potere generale di punizione.
Non consente di posticipare la difesa a un momento nel quale l’aggressione è terminata.
Non trasforma la fuga del responsabile in una licenza di uccidere.
La responsabilità per la rapina doveva essere accertata e punita dallo Stato attraverso l’arresto, il processo e la pena.
La morte non era la pena prevista.
Mario Roggero non era il giudice incaricato di applicarla.
Lo Stato di diritto non si misura soltanto quando protegge la persona innocente.
Si misura soprattutto quando continua ad applicare le proprie regole a chi ha appena commesso un grave reato.
Se il diritto alla vita dipendesse dalla simpatia sociale, dalla fedina penale o dalla riprovazione suscitata dalla persona uccisa, la conseguenza non sarebbe una giustizia più severa.
Sarebbe la sostituzione del processo con la vendetta privata.
Non si tratta dunque di scegliere tra Roggero e i rapinatori.
Si tratta di mantenere ferme due regole, entrambe necessarie:
- chi commette una rapina deve essere processato e punito;
- chi uccide quando il pericolo è cessato deve rispondere dell’omicidio.
Negare la prima regola significherebbe tollerare il crimine.
Negare la seconda significherebbe autorizzare la giustizia privata.
FONTI
1. Corte d’assise d’appello di Torino, Sezione I, sentenza n. 19/2026, decisione del 3 dicembre 2025, deposito del 2 febbraio 2026:
https://www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2026/02/sentenza-appello-roggero.pdf
2. Giurisprudenza Penale, «Caso Mario Roggero: le motivazioni della sentenza di condanna, in appello»:
https://www.giurisprudenzapenale.com/2026/02/05/caso-mario-roggero-le-motivazioni-della-sentenza-di-condanna-in-appello-nei-confronti-del-gioielliere-di-grinzane-cavour-per-lomicidio-di-due-rapinatori-e-il-tentato-omicidio-di/
3. ANSA, 15 luglio 2026, «Uccise due banditi, condannato in via definitiva il gioielliere Mario Roggero»:
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/07/15/uccise-due-banditi-condannato-in-via-definitiva-il-gioielliere-mario-roggero_7451dd1c-0381-4287-ad63-09fea9ade74c.html
4. ANSA, 21 dicembre 2021, «Banditi morti in rapina, patteggia complice sopravvissuto»:
https://www.ansa.it/piemonte/notizie/2021/12/21/banditi-morti-in-rapina-patteggia-complice-sopravvissuto_e24c100c-1835-4b56-adfd-e1d7d434167d.html
5. Corriere della Sera – Torino, 30 aprile 2021, «Rapina di Grinzane Cavour, la scelta criminale del muratore, del carrozziere e dell’ex buttafuori»:
https://torino.corriere.it/notizie/cronaca/21_aprile_30/rapina-grinzane-scelta-criminale-muratore-carrozziere-dell-ex-buttafuori-a420b29c-a97d-11eb-8b01-83c2a483d7f5.shtml
6. La Stampa, 17 luglio 2026, intervista a Caterina Spinelli:
https://www.lastampa.it/cuneo/2026/07/17/news/caterina_spinelli_sorella_rapinatore_ucciso_roggero-15691779/
7. ANSA, 18 luglio 2026, «Le parti civili: nessun risarcimento da Roggero, pronti a pignorare»:
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/07/18/le-parti-civili-nessun-risarcimento-da-roggero-pronti-a-pignorare_877c87c4-a76e-49af-9196-8e4e2840de00.html