Studio Legale Pasca

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Studio Legale Pasca Mediatore. Consulente privacy.

Competenza in ambito civilistico con particolarità nel diritto immobiliare, nel diritto di famiglia, risarcimento dei danni a seguito di sinistro stradale e nella tutela delle persone fragili attraverso l'istituto dell'Ads.

15/10/2026

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA (ART. 186 CdS): RISCHI, SANZIONI E TUTELA LEGALE
Guidare dopo aver assunto alcol comporta sanzioni che variano in modo significativo a seconda del tasso alcolemico accertato nel sangue:
- Tasso 0,5 – 0,8 g/l (Illecito Amministrativo):
• Sanzione pecuniaria: da € 543 ad € 2.170
• Sospensione patente: da 3 a 6 mesi
- Tasso 0,8 – 1,5 g/l (Reato):
• Ammenda: da € 800 ad € 3.200 ed arresto fino a 6 mesi
• Sospensione patente: da 6 mesi ad 1 anno
- Tasso da 1,5 g/l (Reato):
• Ammenda: da € 1.500 ad € 6.000 ed arresto da 6 mesi ad 1 anno
• Sospensione patente: da 1 a 2 anni (raddoppiata se il veicolo appartiene a terzi)
• Confisca del veicolo (salvo appartenga a persona estranea al reato)
CIRCOSTANZE AGGRAVANTI:
• Rifiuto dell’alcoltest: punito con le pene più severe, inclusa la confisca e la sospensione della patente.
• Orario Notturno (ore 22:00 – 07:00): le sanzioni per le ipotesi di reato sono aumentate da un terzo alla metà.
• Incidente Stradale: sanzioni raddoppiate, fermo amministrativo del mezzo per 180 giorni e revoca della patente.

Hai ricevuto un verbale, un’ordinanza prefettizia o un decreto penale di condanna per la violazione dell’Art. 186 CdS?
Contatta il nostro Studio per una consulenza tempestiva e per valutare le migliori strategie difensive.

13/10/2026

Disturbi della personalità e imputabilità penale: la svolta delle Sezioni Unite.

I disturbi della personalità, come nevrosi e psicopatie, possono escludere o scemare grandemente la capacità di intendere e di volere ai fini degli articoli 88 e 89 c.p., purché siano di consistenza, intensità, rilevanza e gravità tali da incidere concretamente su di essa.
I punti chiave stabiliti dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite:
- Integrità dell'imputabilità: Le semplici anomalie caratteriali e gli stati emotivi o passionali non assumono rilievo, poiché non incidono sulla capacità di autodeterminazione del soggetto.
- Il nesso eziologico: Il giudice deve sempre verificare la sussistenza di un nesso causale che dimostri come il reato sia stato determinato dal disturbo mentale.
- Diritto e Psichiatria: La decisione ha posto fine a un lungo dibattito giurisprudenziale e dottrinale nato dalle oscillazioni interpretative nel difficile confronto tra giustizia penale e scienza psichiatrica.

12/10/2026

Arresti inventati a Milano: cosa rischiano i vigili indagati
Un'inchiesta della Procura di Milano vede coinvolta una squadra della Polizia locale impegnata in operazioni antidroga: 16 agenti sono sotto inchiesta con ipotesi di reato che vanno dal falso ideologico alla calunnia, fino all'arresto illegale e al peculato.
L'Inchiesta e la ricostruzione:
Gli arresti simulati: Secondo i magistrati, diversi arresti sarebbero stati costruiti a tavolino usando informatori ed esche per attirare le vittime in un'apparente flagranza. In un caso, una persona sarebbe stata fermata fuori dal territorio comunale (dove la Polizia locale non ha competenza) e poi trasferita a Milano per simulare una dinamica diversa nel verbale.
Il movente: Dalle intercettazioni si ipotizza che l'alto numero di arresti servisse a favorire la carriera della responsabile della squadra (più operazioni, visibilità e promozioni).
Il caso del minorenne: Un ragazzo di 16 anni è stato arrestato sulla base di un riconoscimento ritenuto falso dalla Procura.
Le misure cautelari: La Procura ha chiesto il carcere per sei agenti (cinque dei quali sono già ai domiciliari), in attesa della decisione del Gip. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Cosa rischiano i pubblici ufficiali?
Falso ideologico: Da 1 a 6 anni di reclusione per aver attestato il falso in un verbale; la pena sale da 3 a 10 anni se l'atto fa fede fino a querela di falso.
Calunnia: Da 2 a 6 anni per aver incolpato di un reato una persona sapendola innocente.
Arresto illegale: Reclusione fino a 3 anni per chi procede a un arresto con abuso dei propri poteri.
Peculato: Da 4 a 10 anni e 6 mesi per l'eventuale appropriazione di denaro o sostanze stupefacenti sequestrate e non verbalizzate.
Pene accessorie e conseguenze disciplinari: Interdizione dai pubblici uffici, sospensione dal servizio e licenziamento.
I diritti di chi viene arrestato ingiustamente:
Riparazione per ingiusta detenzione: Chi subisce la privazione della libertà e viene poi prosciolto ha diritto a un indennizzo dallo Stato fino a un massimo di 516.456,90 €.
Azione civile: La vittima può costituirsi parte civile nel processo penale per chiedere il risarcimento dei danni sia ai singoli agenti sia al Comune, che risponde dei fatti commessi dai propri dipendenti.

08/10/2026

Videosorveglianza pubblica e privacy: perché citare il TUEL non basta per riprendere il territorio
Con il provvedimento n. 636 del 23 settembre 2026, il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato per 4.000 euro un Comune per un impianto di videosorveglianza non conforme alle disposizioni del Regolamento Europeo (GDPR).

La vicenda trae origine dal reclamo di una cittadina, la cui abitazione privata (finestre e balconi) veniva ripresa da una telecamera comunale installata per controllare un parcheggio pubblico e un'area di conferimento rifiuti.
I 4 rilievi fondamentali del Garante
1. Assenza di un'idonea base giuridica: I richiami generici alle competenze amministrative degli enti locali ex TUEL o a regolamenti comunali non costituiscono una base giuridica sufficientemente precisa per giustificare il trattamento dati tramite telecamere per finalità amministrative.
2. Violazione della Privacy by Design e Minimizzazione: Inquadrare la proprietà privata di terzi senza attivare tempestivamente un sistema di privacy masking (oscuramento digitale delle zone non rilevanti) viola gli artt. 5 e 25 del GDPR.
3. Informativa carente e non trasparente: L'Autorità ha riscontrato cartelli di primo livello vecchi o mancanti e un link all'informativa estesa online temporaneamente non funzionante.
4. DPIA meramente formale: La Valutazione d'Impatto sulla Protezione dei Dati (art. 35 GDPR) non può ridursi a una riga all'interno di un file Excel generale, ma richiede un'analisi specifica dei rischi, delle caratteristiche tecniche degli impianti e delle misure di attenuazione adottate.
Oltre alla sanzione pecuniaria, il Garante ha ingiunto al Comune di effettuare una ricognizione di tutte le telecamere, applicare il mascheramento digitale delle proprietà private, redigere una DPIA effettiva e aggiornare le informative di primo e secondo livello.

08/10/2026

La Corte di Cassazione (Sez. II Civile, Sent. n. 12742/2026) fa il punto sui poteri dell'amministratore e sul ruolo dell'assemblea alla luce della disciplina sulla mediazione condominiale (art. 5-ter del d.lgs. n. 28/2010, inserito dal d.lgs. n. 216/2024).
Ecco i punti chiave da ricordare:
Avvio più snello per l'amministratore: L'amministratore di condominio è legittimato a partecipare alla procedura di mediazione — sia in qualità di istante sia di aderente — senza bisogno di una preventiva delibera autorizzativa dell'assemblea.
Decisione finale riservata all'assemblea: L'autonomia dell'amministratore si arresta di fronte all'accordo conciliativo. L'amministratore ha l'obbligo di sottoporre all'assemblea la proposta formulata dal mediatore o il verbale contenente l'accordo di conciliazione.
Termine stringente per approvare: L'assemblea dei condòmini deve deliberare sul verbale d'accordo entro un termine prestabilito.
Cosa succede se l'assemblea non decide in tempo? Se la delibera non interviene entro il termine previsto, la conciliazione si intende conclusa ufficialmente con mancato accordo.
In sintesi: massima operatività all'amministratore nella fase iniziale della mediazione, ma la parola definitiva sulla conciliazione spetta sempre e solo ai condòmini!

06/10/2026

Maltrattamenti in famiglia e stalking: dove passa il confine legale?
Qual è la reale differenza tra il reato di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.) e quello di atti persecutori / stalking (art. 612-bis c.p.)?
Maltrattamenti in famiglia (Art. 572 c.p.): Presuppone condotte oppressive consumate all'interno di un contesto familiare, di convivenza o di stabile coabitazione. Riguarda soggetti sottoposti all'autorità del soggetto agente o a lui affidati per ragioni di educazione, istruzione, cura o custodia. Può configurarsi anche qualora la convivenza sia cessata, ma solo se permangono rapporti di stabile frequentazione e reciproci vincoli di solidarietà che mantengono in vita il contesto familiare.
Atti persecutori / Stalking (Art. 612-bis c.p.): Si configura in presenza di minacce o molestie reiterate che generano nella vittima uno stato d'ansia, il timore per la propria incolumità o l'alterazione delle abitudini di vita. Non richiede necessariamente l'esistenza di un contesto di convivenza attuale. Prevede una specifica aggravante di pena (art. 612-bis, comma 2 c.p.) se la condotta è realizzata dal coniuge (anche separato o divorziato) o da una persona legata da una relazione affettiva attuale o passata.
La Giurisprudenza di legittimità individua l'elemento chiave nel contesto operativo e nel persistere dei vincoli di solidarietà familiare: se la convivenza è terminata e sono venuti meno i legami affettivi e di sostegno reciproco, le condotte vessatorie ricadono nello stalking aggravato e non nei maltrattamenti.

05/10/2026

Condomino moroso: cosa può fare davvero l'amministratore?
La gestione dei mancati pagamenti rappresenta una delle sfide più complesse della vita condominiale Ecco un riassunto chiaro dei principali aspetti normativi:
L'obbligo di agire entro 6 mesi: L'amministratore è tenuto per legge ad avviare la riscossione forzosa entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio nel quale il credito è divenuto esigibile Il ritardo o l'omissiva gestione dell'azione coattiva costituisce grave irregolarità e può comportare la revoca giudiziale dell'incarico, oltre alla responsabilità risarcitoria Nessun potere autonomo sulle rateizzazioni: L'amministratore non può concedere di propria iniziativa dilazioni di pagamento ai condomini morosi Soltanto l'assemblea ha il potere di dispensarlo dall'azione di riscossione o approvare specifici accordi Protezione dei condomini virtuosi (Beneficio di escussione): L'amministratore deve obbligatoriamente fornire ai creditori del condominio che lo richiedano i dati dei morosi I creditori sono tenuti a tentare l'escussione del credito prima nei confronti dei morosi e, solo in caso di esito negativo, possono rivalersi sui condomini in regola con i pagamenti. Sospensione dei servizi comuni: Se la mora si protrae per almeno un semestre, l'amministratore può sospendere autonomamente il moroso dall'utilizzo dei servizi comuni suscettibili di godimento separato, senza bisogno di preventiva autorizzazione dell'assemblea o del regolamento Limiti dell'autotutela e diritti fondamentali:
La sospensione può riguardare solo impianti ed erogazioni esterne, senza possibilità di compiere interventi all'interno della proprietà esclusiva del condomino La morosità non comporta mai la perdita del diritto di voto in assemblea Il giudice può sanzionare la sospensione qualora metta a rischio diritti fondamentali come il diritto alla salute, fermo restando che la normativa pubblicistica sulla tutela dell'utenza idrica non trova diretta applicazione ai rapporti privati di condomini

29/09/2026

Diffamazione sui Social Network: dove finisce la libertà di parola e quando scatta il risarcimento?
Sui social media si tende spesso a pubblicare o condividere commenti con troppa leggerezza. Tuttavia, la giurisprudenza analizzata nell'articolo parla chiaro: un messaggio offensivo pubblicato su una bacheca o in un gruppo configura il reato di Diffamazione Aggravata (art. 595 c.p.), trattandosi di un mezzo pubblico idoneo a raggiungere un numero indeterminato di utenti.
Ecco i punti legali fondamentali da conoscere:
- Diffamazione vs Ingiuria: Non si tratta di semplice ingiuria, poiché la pubblicazione su un social priva la vittima di un immediato e paritario contraddittorio. Anche la partecipazione a dirette o chat di gruppo non garantisce una vera possibilità di replica immediata.
- Chi è responsabile? Il titolare dell'account risponde dei contenuti pubblicati sul proprio profilo (salvo denuncia per furto d'identità o clonazione). Attenzione: risponde del reato anche chi condivide o ripubblica post o video diffamatori altrui.
- I limiti del Diritto di Critica: Esprimere opinioni negative è lecito, ma la critica è scriminata solo se rispetta tre requisiti:
1. Pertinenza (interesse pubblico della vicenda);
2. Verità dei fatti;
3. Continenza (toni funzionali alla critica, senza sfociare in attacchi personali o gratuiti). Anche espressioni dubitative o insinuanti possono integrare il reato, ed è sufficiente il dolo generico.
- Risarcimento Danni e Tabelle di Milano: Il danno non patrimoniale alla reputazione (specialmente professionale) si presume. Secondo i criteri dell'Osservatorio del Tribunale di Milano, i risarcimenti vengono quantificati in base a gravità e diffusione, con importi che vanno da circa 1.175 € (lieve gravità) fino a oltre 58.745 € (eccezionale gravità).
- Come agire: In sede civile, prima di avviare il giudizio per il risarcimento del danno (prescrizione 5 anni), è obbligatorio attivare la procedura di mediazione (o la negoziazione assistita).

13/04/2026

Anche se non ti ammali, il rumore intollerabile va pagato. La Cassazione tutela il riposo e la vita privata contro cani, movida e musica: ecco come ottenere i danni morali e chi deve pagare.

03/04/2026

📌 La Corte Costituzionale interviene sull'art. 131-bis c.p.

Con la sentenza n. 172 del 2025, la Consulta ha dichiarato l'illegittimità parziale della clausola che escludeva la particolare tenuità del fatto per i reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale (artt. 336 e 337 c.p.) commessi in danno di ufficiali o agenti di pubblica sicurezza.

Il fulcro della decisione? La manifesta irragionevolezza di un sistema in cui l'esimente era preclusa per reati meno gravi, ma ammessa per il più grave delitto ex art. 338 c.p., dopo la riforma Cartabia del 2022.

Indirizzo

Via Ripamonti 44
Milan
20141

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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