14/09/2016
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Con sentenza n.4467, pubblicata oggi, 14 settembre 2016, la terza Sezione del Tribunale di Palermo, in persona del giudice unico Dottoressa Sebastiana CIARDO, dichiarate inammissibili siccome tardive tutte le eccezioni sollevate dal Ministero della Salute, ritenuta la responsabilità dello stesso dicastero sin dal 1966 per l’omessa vigilanza sul sistema sangue, ha condannato l’Amministrazione a risarcire un gruppo di danneggiati (o loro eredi), con importi variabili tra 17.312,68= ed 937.604,79= euro per un totale complessivo di oltre quattro milioni e duecentomila euro.
Si chiude così, almeno per il momento, una lunga battaglia processuale iniziata nel 2011 quando un gruppo di danneggiati intervennero collettivamente in una causa già pendente avanti al tribunale di Palermo.
Esaurita la fase del deposito di atti e documenti il giudice ritenne che l’intervento non fosse ammissibile e respinse le domande di risarcimento.
Successivamente però la Corte d’Appello, investita del gravame, ribaltò la decisione di primo grado e affermò che, al più il tribunale avrebbe potuto separare le varie posizioni.
Tornati al giudice di primo grado il giudice decise poi di tenere la causa riunita e dispose le consulenze medico-legali, respingendo tutte le tardive eccezioni da parte del Ministero della Salute.
La sentenza si segnala, tra l’altro, per aver escluso la scomputabilità dell’indennizzo ex lege 210/1992 in difetto di prova, da parte del Ministero della Salute, dell’effettiva percezione di tali importi da parte dei danneggiati.
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