A.L. Assistenza Lavoro

A.L. Assistenza Lavoro Proponiamo una consulenza ed assistenza giudiziale a lavoratori, datori di lavoro e lavoratori autonomi in ogni fase del rapporto per 365 gg. all'anno....

Sei un lavoratore dipendente? Ti assistiamo nella fase di costituzione del rapporto, nell’eventuale crisi, nella risoluzione e nel contenzioso avanti qualsiasi Tribunale italiano. Sei un’impresa? Ti assistiamo nella ristrutturazione aziendale, nella gestione del rapporto di lavoro e nel contenzioso con il dipendente o con l’INPS,

Sei un lavoratore autonomo? Ti assistiamo nella costituzione del rapporto, nell’eventuale recupero crediti e nel contenzioso con il preponente/committente

15/12/2016

Licenziamento disciplinare e tempestività

Cass. 5 dicembre 2016 n. 24796

Nel licenziamento per motivi disciplinari e con riferimento al principio della tempestività della contestazione posto dall'articolo 7 dello Statuto dei lavoratori, qualora il lavoratore non deduca alcun concreto pregiudizio all'esercizio del proprio diritto di difesa, deve escludersi la violazione della garanzia prevista dal suddetto articolo.

15/12/2016

Legittimo il licenziamento per la migliore efficienza gestionale ovvero per un incremento della redditività dell’impresa

Cass. 7 dicembre 2016 n. 25201

Ai fini della legittimità del licenziamento individuale intimato per giustificato motivo oggettivo l’andamento economico negativo dell’azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro debba necessariamente provare ed il giudice accertare, essendo sufficiente che le ragioni inerenti all’attività produttiva ed all’organizzazione del lavoro, tra le quali non è possibile escludere quelle dirette ad una migliore efficienza gestionale ovvero ad un incremento della redditività dell’impresa, determinino un effettivo mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di una individuata posizione lavorativa; ove però il licenziamento sia stato motivato richiamando l’esigenza di fare fronte a situazioni economiche sfavorevoli ovvero a spese notevoli di carattere straordinario ed in giudizio si accerti che la ragione indicata non sussiste, il recesso può risultare ingiustificato per una valutazione in concreto sulla mancanza di veridicità e sulla pretestuosità della causale addotta dall’imprenditore.

15/12/2016

Trasferimento del lavoratore familiare di disabile "non grave": interpretazione costituzionalmente orientata della norma

Cass. 12 dicembre 2016 n. 25379

Deve ritenersi che la disposizione dell’articolo 33, comma 5, della legge 104/92, laddove vieta di trasferire, senza consenso, il lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente, deve essere interpretata in termini costituzionalmente orientati - alla luce dell’articolo 3, secondo comma, della Costituzione, dell’articolo 26 della Carta di Nizza e della Convenzione delle Nazioni Unite del 13 dicembre 2006 sui diritti dei disabili, ratificata con legge 18/2009 - in funzione della tutela della persona disabile: ne consegue che il trasferimento del lavoratore è vietato anche quando la disabilità del familiare, che egli assiste, non si configuri come grave, a meno che il datore di lavoro, a fronte della natura e del grado di infermità psico-fisica del familiare, provi la sussistenza di esigenze aziendali effettive ed urgenti, insuscettibili di essere altrimenti soddisfatte.

15/12/2016

Dipendenti e aziende se possono scelgono Milano, il processo in media termina in 5 mesi. Anche se sono distanti centinaia di chilometri e se ci sono 22 giudici, contro i 63 di Roma e i 54 di Napoli

Importante leggere la vicenda..Il diritto del lavoro è  una branca del diritto in continua evoluzione che richiede l'ass...
15/12/2016

Importante leggere la vicenda..

Il diritto del lavoro è una branca del diritto in continua evoluzione che richiede l'assistenza di avvocati specializzati, costantemente aggiornati sulle numerose riforme....

Le Sezioni Unite della Cassazione ribadiscono che le sanzioni disciplinari per il legale scattano indipendentemente dall'esposto del cliente e dai danni

15/12/2016
14/12/2016

Corte di cassazione, sentenza 29 novembre 2016 n. 24260

Diritto di critica e obbligo di fedeltà del lavoratore dipendente.

Il dipendente di un ente di formazione professionale era stato licenziato per giusta causa perché in un’occasione pubblica, di fronte ad una platea di circa 200 persone, aveva accusato l’ente di alcuni reati e di tenere “corsi fantasma”. Poiché in giudizio il dipendente non aveva provato la verità delle accuse, la Corte,
ribadendo il principio secondo cui il diritto di critica deve essere contenuto nei limiti della verità oggettiva e non deve tradursi in una condotta lesiva del decoro dell’impresa, ha confermato il licenziamento per violazione dell’obbligo di fedeltà, indipendentemente dall’eventuale danno causato dalle accuse

17/09/2015

I professionisti dello Studio assistono stragiudizialmente e giudizialmente su tutto il territorio nazionale Persone fisiche, Persone giuridiche, Associazioni ed Enti Pubblici nei seguenti settori del Diritto.

01/07/2015

"La parte debole, cioè il lavoratore, diventa inerme di fronte all'impresa. Nelle assunzioni, nei licenziamenti, con il demansionamento, con i controlli a

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Milan
20122

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