MAGIP Movimento Autonomo Giudici di Pace

MAGIP Movimento Autonomo Giudici di Pace Movimento Autonomo Giudici di Pace - Sine spe ac metu - M.A.GI.P. L'Associazione non ha alcun carattere politico.

L'Associazione M.A.GI.P., costituita il 26.03.2014, ha come scopo quello di provvedere alla tutela degli interessi comuni della categoria dei Giudici di Pace nonché dei singoli Giudici di Pace, mediante la rappresentanza dell’intera categoria su base democratica, presso tutti gli organi istituzionali e presso tutti i mass-madia. realizzerà attività di informazione ed aggiornamento della categori

a al fine di rafforzare la funzione giurisdizionale. L’Associazione non ha finalità di lucro, avrà il compito di promuovere seminari, pubblicazioni, ricerche, convegni e attività formative anche in collaborazione con altre realtà associative, senza divisione di utili. espleta la tutela i diritti e gli interessi morali, economici dei Giudici di Pace nel prestigio e nel rispetto della funzione giudiziaria.

13/12/2019
10/12/2019

Coordinamento Magistratura
Giustizia di Pace

M.A.GI.P. Movimento Autonomo Giudici di Pace
"Sine spe ac metu"

Ch.mo Prof. Giuseppe Conte Presidente del Consiglio dei Ministri

Ch.mo On. Alfonso Bonafe Ministro della Giustizia

Alla Commissione per la Garanzia dello sciopero nei servizi pubblici

Oggetto: Esperimento procedura di raffreddamento ex L. 146/1990.

Nulla cambia e la volontà di denegare giustizia da parte del Ministro della Giustizia ai Giudici di Pace, primo grado del giudizio, è una manovra gravissima che paradossalmente si arroga il diritto di violare diritti riconosciuti non solo dalla nostra Costituzione, ma dalle maggiori Istituzioni Europee, finendo per essere lo strumento per accontentare qualche potere che nulla ha che fare con i Giudici di Pace.
Se questo è uno stato di diritto !!
Oramai chiara la manovra, il COORDINAMENTO MAGISTRATURA GDP ed il MAGIP, MOVIMENTO AUTONOMO GIUDICI DI PACE, a nome dei propri iscritti:
- dopo avere espresso reiterate e motivate proposte sui correttivi da apportare al D. Lgs 116/2017 sulla riforma della magistratura onoraria e di pace;
- dopo avere sostenuto la proposta avanzata al tavolo tecnico dagli Avv. Raffaele Boccagna e Avv. De Michele, che a quel tavolo sono stati invitati dal Ministero come tecnici, su proposta di nomina anche delle scriventi associazioni;
- dopo avere confidato che dal tavolo uscisse una soluzione satisfattiva che tenesse conto delle legittime istanze dei Giudici di Pace, che da oltre 18 anni amministrano la giustizia senza le garanzie costituzionali che sono dovute ad ogni lavoratore;
- dopo avere confidato nelle promesse elettorali che inserivano la questione nel contratto di governo;
- dopo aver ascoltato lo stesso Ministro Bonafede che, anche con l’attuale governo, reitera l’apporto insostituibile dei Giudici di Pace e della magistratura onoraria di Tribunale identificandoli come “Pilastri della Giustizia Italiana”, e di fatto confermando la necessità di una stabilizzazione della categoria al fine di non disperdere le professionalità acquisite;
prendono atto che il rigetto delle legittime richieste dei Giudici di Pace è ancora una volta espressione della VOLONTÀ di NON tutelare la categoria e le professionalità acquisite, e manifesta, invece, la VOLONTÀ di mantenere l'impianto della incostituzionale riforma ORLANDO, da sempre avversata poiché lede i diritti dei magistrati precari.


Coordinamento Magistratura
Giustizia di Pace M.A.GI.P.
Movimento Autonomo Giudici di Pace "Sine spe ac metu"

UNO STATO INESISTENTE
Ormai lo ripetiamo da tempi immemore che l'ufficio del GIUDICE DI PACE è un Ufficio inserito nell’ordinamento giudiziario (art. 1 Ordinamento giudiziario ove il Giudice di Pace è compreso tra i Giudici che amministrano la Giustizia e art. 4, laddove il Giudice di Pace è tra i soggetti facenti parte dell’Ordinamento giudiziario), ed avergli attribuito competenza esclusiva in materia civile e penale (cpp e cpc, oltre a numerose leggi speciali ad. es in materia di immigrazione), ricorrendo FIN DALLA SUA ISTITUZIONE (1990) a personale precario, confidando in un primo momento che gli assegnati non facessero alcuna contestazione (in quanto all’epoca requisito per la nomina era essere già pensionato).
Il concorso per ricoprire l’Ufficio del Giudice di Pace, infatti, è tra quelli previsti dalla costituzione , in quanto i vincitori del concorso restano assegnati all’ UFFICIO del GIUDICE DI PACE e tale ruolo non può essere ricoperto da nessun altro che non sia un Giudice di pace, né all 'ufficio può essere assegnato un supplente , checché ne prevede la possibilità la Aberrante riforma Orlando
Stabilizzare i Giudici di Pace non comporterebbe, dunque, alcuna commistione con la magistratura togata, che mai, peraltro, potrebbe esercitare la sua attività negli Uffici
del Giudice di Pace
Neppure è più ammissibile continuare ad ascoltare giustificazioni improbabili ed infondate sull’impossibilità di stabilizzare I Giudici di Pace e i Magistrati onorari di Tribunale che hanno sacrificato la loro vita professionale a tale incarico, utilizzando la moritficante scusa della MANCATA COPERTURA ECONOMICA.
Ciò non solo perché sono state portate, anche al tavolo tecnico, più soluzioni risolutive del problema, tra cui, oltre alla prima proposta Boccagna-De Michele-Di Girolamo, la possibilità di attingere al fondo del FUG, o la possibilità di destinare a copertura del finanziamento una parte del contributo unificato che fornisce un gettito elevato alle Casse dello stato, ma perché proprio i Governi che si sono succeduti in questi anni hanno dimostrato di saper repire facilmente fondi per finanziamenti in settori di dubbia indispensabilità al funzionamento della cosa pubblica o che, comunque, stanno dimostrando forti criticità, in particolare per lo sviluppo lavorativo (vedi reddito di cittadinanza)
Da ultimo il comportamento delle istituzioni che ci qualificano lavoratori manuali, ( gli
operai hanno qualifiche specifiche!), e il comportamento della magistratura cd togata che in dispregio delle più elementari norme di diritto respinge con motivazioni del tutto prive di sostrato giuridico , le legittime istanze .
E’UNA VERGOGNA
Nel ribadire che siamo lavoratori come tutti coloro ai quali avete offerto garanzie e che forte e chiara è la volontà di combattere a tutela dei propri diritti ricorrendo se del caso al


Coordinamento Magistratura
Giustizia di Pace M.A.GI.P.
Movimento Autonomo Giudici di Pace "Sine spe ac metu"

blocco degli uffici, mettendo in ginocchio quella giustizia che portiamo avanti e che ci denegate ogni giorni
RAMMENTIAMO
che è stata ritenuta rilevante la questione pregiudiziale sollevata dinanzi alla CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA talchè si concretizza ormai in maniera definitiva l’apertura della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia e di cui questo governo si renderà responsabile di fronte ai cittadini, non solo per la gravosa sanzione economica, bensì anche per lo stato di debolezza politica cui verrà esposto il nostro paese in ambito europeo
Tanto ciò premesso le scriventi associazioni di categoria
CHIEDONO
che il Governo italiano
1) stabilizzi i Giudici di Pace nelle loro funzioni giurisdizionale autonome e che svolgeranno in via esclusiva questa attività fino all’età pensionabile prevista per i giudici tributari o, almeno, per i magistrati professionali, garantendo necessariamente:
a) il trattamento economico, assistenziale e previdenziale in misura corrispondente alla retribuzione complessiva riconosciuta ad un magistrato ordinario di tribunale; b) la gradualità della responsabilità disciplinare e civile così come previsto per la magistratura ordinaria e l’incompatibilità con altre tipologie di lavoro autonomo e/o dipendente, b) l’inapplicabilità delle norme del decreto 116/17 ai Giudici di Pace in regime transitorio, stabilendo espressamente che siano lasciati fuori dall’ufficio del processo, se non su specifica domanda ;
2) consenta la permanenza nelle funzioni agli onorari in regime transitorio che invece optino per non svolgere in via esclusiva questa attività;
3) disciplini i nuovi ingressi in conformità alla cd legge Orlando e alla costruzione dell’ufficio del processo.
Per tali ragioni si chiede alle Autorità in indirizzo di esperire il tentativo di conciliazione, secondo le modalità previste all’articolo 7 dal Codice di Autoregolamentazione dello Sciopero previsto per i Giudici di Pace e approvato per altra Associazione di categoria Unione Nazionale dei Giudici di Pace, al fine di affrontare e risolvere, in uno spirito di fattiva collaborazione, i gravi problemi sollecitati, facendo presente che, nel deprecato caso di mancata convocazione entro 5 giorni dal ricevimento della presente, le scriventi organizzazioni, in ossequio al mandato ricevuto dagli organi assembleari e direttivi, porranno in essere ogni necessaria iniziativa di denuncia e sensibilizzazione dell'opinione pubblica e della società civile, proclamando le conseguenti astensioni dalle udienze e da tutte le altre attività giudiziarie.
Napoli 29 ottobre 2019

Il Presidente Il Presidente
Coordinamento Magistratura Giustizia di Pace M.A.GI.P.
Dott.ssa Olga Rossella Barone Dott.ssa Mariagiuseppina Spanò

10/12/2019

A.I.M.O.
Per il diritto dei cittadini ad una giustizia efficiente

FEDER.M.O.T.
Federazione Magistrati Onorari di Tribunale

A.N.M.O.
ASSOCIAZIONE NAZIONALE
MAGISTRATI ONORARI

CONFEDERAZIONE
GIUDICI DI PACE

Movimento per la riforma della magistratura onoraria


UNIONE NAZIONALE
G I U D I C I D I P A C E
* unagipa * Unione Nazionale Italiana Magistrati Onorari

Signor Ministro,

ancora una volta siamo costretti a sollevare obiezioni in merito a quanto riportato nel comunicato ufficiale del Suo Dicastero all’esito dell’incontro con la categoria tenutosi il 4 dicembre scorso, con l’amarezza dettata dalla constatazione del tempo perduto nella speranza di ricevere giustizia da chi ci chiede di garantire giustizia.
La delusione è alimentata in maniera esponenziale dalla consapevolezza che anche questo Ministro utilizza lo spettro delle esigenze contabili per dissimulare la volontà di non cambiare nulla.
Tale infatti sarebbe una modifica al sistema dettato dalla legge Orlando che non tenesse conto degli spunti offerti dalle associazioni, su pochi ma essenziali punti ben noti.
Davvero, offende la nostra intelligenza il tentativo di addurre esigenze di natura contabile, quando il progetto di riforma di matrice governativa risulta bollinato per una previsione di spesa ben al di sotto del fondo di bilancio attualmente a disposizione della magistratura onoraria, e non si discosta affatto dalla previsione di spesa che fu del precedente Ministro Orlando.
Cambiare per nulla modificare. Questo è l’atteggiamento ministeriale che, dopo aver ridotto unilateralmente “al ribasso” uno stiracchiato accordo su punti base di riforma, ha lasciato la clausola “salvo intese” vuota.
Appare evidente la volontà di lasciare che il tracollo della Orlando faccia il suo corso dal 2021, ritoccando qua e là un impianto che rimane invariato, a tutto detrimento di una categoria sfruttata in alcuni casi sino alla morte, senza un ringraziamento se non meramente di facciata.
Si faccia chiarezza sul perché l’attenzione dei governi sia sempre rivolta ai precari ma mai ai magistrati onorari, respingendo al mittente ogni legittima richiesta di tutela del diritto al proprio futuro e alla giusta retribuzione con un rifiuto fondato sempre su falsi problemi.
Falso è il problema del vincolo di bilancio, se improvvisamente il MEF dichiara di aver rinvenuto ben 400 milioni di euro nelle pieghe del bilancio per realizzare la “stabilizzazione” dei vigili del fuoco, e per il reddito di cittadinanza.
Falso è il problema del bilancio quando la Ragioneria dello Stato ha bollinato l’intervento riformatorio di Bonafede per una somma ben al di sotto di quanto è nella disponibilità del fondo 1362, quando negli ultimi anni per la magistratura onoraria si è sempre speso meno di quanto fosse disponibile.
Delle due l’una: il vincolo di bilancio è un falso problema o ai 400 milioni di euro che il governo proclama aver rinvenuto nelle pieghe del bilancio concorrono le somme che dovrebbero essere destinate alla magistratura onoraria e non si ha la volontà politica di fare giustizia a chi dispensa giustizia di primo grado!
Cui prodest?
Cui prodest soprattutto quando l’Europa volgerà l’attenzione all’Italia e al modo con cui tratta i suoi “non lavoratori” della giustizia, schiavizzati con il cottimo e con circolari vincolanti nonostante l’onorarietà.
Cui prodest quando il sistema giustizia volgerà al collasso nel 2021 per carenza di personale a pieno regime e l’utenza sarà gabbata per l’ennesima volta da una giustizia lenta?
Certamente la magistratura onoraria non intende subire passivamente giustificazioni pretestuose e non si volta oggi dall’altra parte a pretendere il giusto trattamento dopo decenni di servizio, dopo le ore e la vita sacrificate al servizio dello Stato!
Non possiamo più subire!

10/12/2019

Alla CGSSE
Commissione di Garanzia per lo sciopero

Oggetto delibera di contestazione legittimità sciopero.
Ferma l'ottemperanza alla delibera notificata a mezzo pec del 14 marzo, le scriventi organizzazioni , Movimento AUTONOMO Giudici di Pace (MAGIP) e Coordinamento Magistratura di Pace, contestano il provvedimento menzionato poiché si APPALESA violazione del diritto sindacale costituzionalmente garantito.
Sta di fatto che la Commissione fonda la delibera di contestazione sul presupposto che mancando una regolamentazione di settore, il principio di rarefazione oggettiva di cui all’art. 2, comma 2, della legge 146/1990 come modificata dalla legge n. 83/2000, opera direttamente per effetto della legge stessa ,e va inteso nel senso di precludere la proclamazione di uno sciopero prima della effettuazione dello sciopero proclamato in precedenza, quando ciò sia necessario ad evitare che, per effetto dello sciopero proclamato in successione da soggetti sindacali diversi e che incidono sullo stesso servizio finale o sullo stesso bacino di utenza, sia oggettivamente compromessa la continuità dei servizi pubblici di cui all’art. 1, da valutare con riferimento all’intervallo intercorrente tra le due astensioni.
In questo intervallo, presuppone la Commissione, può essere ammessa soltanto l’adesione di un altro soggetto allo sciopero già proclamato oppure la proclamazione di uno sciopero totalmente coincidente con quello già proclamato, poiché in tale caso non risulta oggettivamente compromessa la continuità dei servizi pubblici di cui all’art. 1 della citata legge 146/1990.
Ed invero ed a contrario, quanto innanzi vale solo laddove non sia previsto un termine , che invece nel nostro caso e da CDA sono 10 gg., e soprattutto laddove sia lo stesso soggetto sindacale a proclamare.
Appare evidente che sussistendo il termine di gg 10 , esso deve essere inteso quale termine da conteggiare con decorrenza dalla conclusione dell'ultimo sciopero( 25 gennaio) e non può farsi decorrere dalla

presupposta proclamazione intervenuta prima poiché , oltre al fatto che essa consiste in un mero stato di agitazione e non può ritenersi sciopero nella sua accezione più ampia, ed attesa la possibilità si revoca del medesimo, per lo stesso principio di rarefazione che adotta la commissione , non sussiste alcun impedimento atteso che l'intervallo tra lo sciopero proclamato per il 20 marzo e fino al 3 aprile dalle scriventi Associazioni e quello proclamato per il 6 maggio da Unagipa, Federmot ed associati, è tale, oltre 30 giorni, che non costituisce oggettivamente compromissione della continuità dei servizi pubblici ex art 1 legge 146/90.
Una interpretazione diversa, fondata solo sul principio di prima proclamazione, è lesione del diritto sindacale e costituzionalmente garantito..
Appare evidente altresì, che codesta commissione ha omesso, all'atto della emanazione della delibera contro, di esaminare la legittimità dello sciopero proclamato da Unagipa e Federmot ed associati, che, alla luce degli eventi nasce con il palese intento di bloccare lo sciopero di altre associazioni di categoria , tenuto conto che in data 7 marzo tali proclamanti hanno sottoscritto un ipotesi di accordo di riforma della magistratura onoraria ( rectius precaria) che delegittima lo sciopero dai medesimi proclamato., sciopero la cui legittimità è da accertare anche in punto di legittimità di procedura di raffreddamento, accordo non sottoscritto dalle scriventi associazioni trattandosi di un atto normativo al Buio, ovvero privo di qualsiasi contenuto ed sostenendo peraltro ragioni ed obiettivi diversi.
Per quanto innanzi, si resta in attesa di vs determinazioni anche in punto di autotutela o conferma della delibera, cui si è già ottemperato
Il presidente Coordinamento Magistratura di Pace Il Presidente Movimento Autonomo GDP Dott.ssa Olga Rossella Barone (MAGIP)
Dott.ssa Mariagiuseppina Spanò

20/01/2019

Il 90% di adesioni fino a punte del 100% in moltissime sedi. Questo è il bilancio dello sciopero proclamato dal 12 gennaio al 9 febbraio per i Giudici di pace (e dal 21 al 25 gennaio dei Viceprocuratori e Giudici onorari di Tribunale dei Giudici di pace). Lo comunicano Olga Rossella Barone e Mariag...

21/02/2018

Indetta a Roma in piazza Cavour giovedì a partire dalle 14:30 la protesta della categoria contro la riforma della magistratura onoraria

Indirizzo

Via Voltri, 34
Milan
20142

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393458680909

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