10/12/2019
Coordinamento Magistratura
Giustizia di Pace
M.A.GI.P. Movimento Autonomo Giudici di Pace
"Sine spe ac metu"
Ch.mo Prof. Giuseppe Conte Presidente del Consiglio dei Ministri
Ch.mo On. Alfonso Bonafe Ministro della Giustizia
Alla Commissione per la Garanzia dello sciopero nei servizi pubblici
Oggetto: Esperimento procedura di raffreddamento ex L. 146/1990.
Nulla cambia e la volontà di denegare giustizia da parte del Ministro della Giustizia ai Giudici di Pace, primo grado del giudizio, è una manovra gravissima che paradossalmente si arroga il diritto di violare diritti riconosciuti non solo dalla nostra Costituzione, ma dalle maggiori Istituzioni Europee, finendo per essere lo strumento per accontentare qualche potere che nulla ha che fare con i Giudici di Pace.
Se questo è uno stato di diritto !!
Oramai chiara la manovra, il COORDINAMENTO MAGISTRATURA GDP ed il MAGIP, MOVIMENTO AUTONOMO GIUDICI DI PACE, a nome dei propri iscritti:
- dopo avere espresso reiterate e motivate proposte sui correttivi da apportare al D. Lgs 116/2017 sulla riforma della magistratura onoraria e di pace;
- dopo avere sostenuto la proposta avanzata al tavolo tecnico dagli Avv. Raffaele Boccagna e Avv. De Michele, che a quel tavolo sono stati invitati dal Ministero come tecnici, su proposta di nomina anche delle scriventi associazioni;
- dopo avere confidato che dal tavolo uscisse una soluzione satisfattiva che tenesse conto delle legittime istanze dei Giudici di Pace, che da oltre 18 anni amministrano la giustizia senza le garanzie costituzionali che sono dovute ad ogni lavoratore;
- dopo avere confidato nelle promesse elettorali che inserivano la questione nel contratto di governo;
- dopo aver ascoltato lo stesso Ministro Bonafede che, anche con l’attuale governo, reitera l’apporto insostituibile dei Giudici di Pace e della magistratura onoraria di Tribunale identificandoli come “Pilastri della Giustizia Italiana”, e di fatto confermando la necessità di una stabilizzazione della categoria al fine di non disperdere le professionalità acquisite;
prendono atto che il rigetto delle legittime richieste dei Giudici di Pace è ancora una volta espressione della VOLONTÀ di NON tutelare la categoria e le professionalità acquisite, e manifesta, invece, la VOLONTÀ di mantenere l'impianto della incostituzionale riforma ORLANDO, da sempre avversata poiché lede i diritti dei magistrati precari.
Coordinamento Magistratura
Giustizia di Pace M.A.GI.P.
Movimento Autonomo Giudici di Pace "Sine spe ac metu"
UNO STATO INESISTENTE
Ormai lo ripetiamo da tempi immemore che l'ufficio del GIUDICE DI PACE è un Ufficio inserito nell’ordinamento giudiziario (art. 1 Ordinamento giudiziario ove il Giudice di Pace è compreso tra i Giudici che amministrano la Giustizia e art. 4, laddove il Giudice di Pace è tra i soggetti facenti parte dell’Ordinamento giudiziario), ed avergli attribuito competenza esclusiva in materia civile e penale (cpp e cpc, oltre a numerose leggi speciali ad. es in materia di immigrazione), ricorrendo FIN DALLA SUA ISTITUZIONE (1990) a personale precario, confidando in un primo momento che gli assegnati non facessero alcuna contestazione (in quanto all’epoca requisito per la nomina era essere già pensionato).
Il concorso per ricoprire l’Ufficio del Giudice di Pace, infatti, è tra quelli previsti dalla costituzione , in quanto i vincitori del concorso restano assegnati all’ UFFICIO del GIUDICE DI PACE e tale ruolo non può essere ricoperto da nessun altro che non sia un Giudice di pace, né all 'ufficio può essere assegnato un supplente , checché ne prevede la possibilità la Aberrante riforma Orlando
Stabilizzare i Giudici di Pace non comporterebbe, dunque, alcuna commistione con la magistratura togata, che mai, peraltro, potrebbe esercitare la sua attività negli Uffici
del Giudice di Pace
Neppure è più ammissibile continuare ad ascoltare giustificazioni improbabili ed infondate sull’impossibilità di stabilizzare I Giudici di Pace e i Magistrati onorari di Tribunale che hanno sacrificato la loro vita professionale a tale incarico, utilizzando la moritficante scusa della MANCATA COPERTURA ECONOMICA.
Ciò non solo perché sono state portate, anche al tavolo tecnico, più soluzioni risolutive del problema, tra cui, oltre alla prima proposta Boccagna-De Michele-Di Girolamo, la possibilità di attingere al fondo del FUG, o la possibilità di destinare a copertura del finanziamento una parte del contributo unificato che fornisce un gettito elevato alle Casse dello stato, ma perché proprio i Governi che si sono succeduti in questi anni hanno dimostrato di saper repire facilmente fondi per finanziamenti in settori di dubbia indispensabilità al funzionamento della cosa pubblica o che, comunque, stanno dimostrando forti criticità, in particolare per lo sviluppo lavorativo (vedi reddito di cittadinanza)
Da ultimo il comportamento delle istituzioni che ci qualificano lavoratori manuali, ( gli
operai hanno qualifiche specifiche!), e il comportamento della magistratura cd togata che in dispregio delle più elementari norme di diritto respinge con motivazioni del tutto prive di sostrato giuridico , le legittime istanze .
E’UNA VERGOGNA
Nel ribadire che siamo lavoratori come tutti coloro ai quali avete offerto garanzie e che forte e chiara è la volontà di combattere a tutela dei propri diritti ricorrendo se del caso al
Coordinamento Magistratura
Giustizia di Pace M.A.GI.P.
Movimento Autonomo Giudici di Pace "Sine spe ac metu"
blocco degli uffici, mettendo in ginocchio quella giustizia che portiamo avanti e che ci denegate ogni giorni
RAMMENTIAMO
che è stata ritenuta rilevante la questione pregiudiziale sollevata dinanzi alla CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA talchè si concretizza ormai in maniera definitiva l’apertura della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia e di cui questo governo si renderà responsabile di fronte ai cittadini, non solo per la gravosa sanzione economica, bensì anche per lo stato di debolezza politica cui verrà esposto il nostro paese in ambito europeo
Tanto ciò premesso le scriventi associazioni di categoria
CHIEDONO
che il Governo italiano
1) stabilizzi i Giudici di Pace nelle loro funzioni giurisdizionale autonome e che svolgeranno in via esclusiva questa attività fino all’età pensionabile prevista per i giudici tributari o, almeno, per i magistrati professionali, garantendo necessariamente:
a) il trattamento economico, assistenziale e previdenziale in misura corrispondente alla retribuzione complessiva riconosciuta ad un magistrato ordinario di tribunale; b) la gradualità della responsabilità disciplinare e civile così come previsto per la magistratura ordinaria e l’incompatibilità con altre tipologie di lavoro autonomo e/o dipendente, b) l’inapplicabilità delle norme del decreto 116/17 ai Giudici di Pace in regime transitorio, stabilendo espressamente che siano lasciati fuori dall’ufficio del processo, se non su specifica domanda ;
2) consenta la permanenza nelle funzioni agli onorari in regime transitorio che invece optino per non svolgere in via esclusiva questa attività;
3) disciplini i nuovi ingressi in conformità alla cd legge Orlando e alla costruzione dell’ufficio del processo.
Per tali ragioni si chiede alle Autorità in indirizzo di esperire il tentativo di conciliazione, secondo le modalità previste all’articolo 7 dal Codice di Autoregolamentazione dello Sciopero previsto per i Giudici di Pace e approvato per altra Associazione di categoria Unione Nazionale dei Giudici di Pace, al fine di affrontare e risolvere, in uno spirito di fattiva collaborazione, i gravi problemi sollecitati, facendo presente che, nel deprecato caso di mancata convocazione entro 5 giorni dal ricevimento della presente, le scriventi organizzazioni, in ossequio al mandato ricevuto dagli organi assembleari e direttivi, porranno in essere ogni necessaria iniziativa di denuncia e sensibilizzazione dell'opinione pubblica e della società civile, proclamando le conseguenti astensioni dalle udienze e da tutte le altre attività giudiziarie.
Napoli 29 ottobre 2019
Il Presidente Il Presidente
Coordinamento Magistratura Giustizia di Pace M.A.GI.P.
Dott.ssa Olga Rossella Barone Dott.ssa Mariagiuseppina Spanò