02/10/2026
AFFITTI BREVI A NEW YORK: -85% DOPO LA STRETTA. MA IL TEMA RESTA L’OFFERTA ABITATIVA.
A tre anni dall’entrata in vigore della Local Law 18, il mercato degli affitti brevi a New York è profondamente cambiato.
A giugno 2026 gli host regolarmente registrati erano poco più di 3.500, contro circa 23.000 offerte presenti sulle principali piattaforme prima dell’introduzione delle nuove restrizioni: una riduzione di circa l’85%.
La normativa ha introdotto la registrazione obbligatoria degli host e forti limitazioni per le locazioni inferiori a 30 giorni, modificando in maniera significativa la struttura del mercato.
I dati mostrano inoltre che il 76% degli host autorizzati è proprietario dell’immobile e che il 68% delle unità registrate è costituito da abitazioni mono o bifamiliari.
Ma la forte riduzione degli affitti brevi apre una riflessione più ampia: intervenire su questo segmento è sufficiente per aumentare realmente l’offerta di abitazioni disponibili per le locazioni tradizionali?
Il tema dell’accessibilità alla casa dipende infatti da diversi fattori: disponibilità di immobili, nuova costruzione, recupero del patrimonio esistente, costi di riqualificazione e sostenibilità economica della locazione.
L’esperienza di New York rappresenta quindi un interessante caso di studio anche per le grandi città italiane, Milano compresa, dove il rapporto tra affitti brevi, locazioni tradizionali e disponibilità di abitazioni è sempre più al centro del dibattito.
Regolamentare un segmento può produrre effetti rapidi sulla sua dimensione.
Aumentare strutturalmente l’offerta abitativa, invece, richiede interventi più ampi e una visione di lungo periodo.
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