29/01/2025
Di M. Ornella Attisano
(Avvocato Cassazionista)
Canonista - Ecclesiasticista - Storica del
Diritto Canonico -.
LA MEMORIA DEL MALE È CONOSCENZA DEL BENE.
Ebbene sì, poiche' va di moda, affronterò un tema di etica annualmente attenzionato da media e social con un taglio spesso trascurato da molti. Ritengo la memoria del male funzionale al bene ed alla conoscenza anche se improduttiva per la comprensione delle atrocità e della malvagità estrema alla quale può spingersi l'essere umano accecato dall'invidia, dall'odio, dall'intolleranza. In ogni contesto aggregativo, società civile, associazionismo ed ogni altra forma di interazione umana su base organizzativa, esiste oggigiorno una manifesta ed inquietante deriva dei valori quantunque formalnente manifestati e/o a vario titolo proclamati.
Gli uomini mediocri, così comuni ai nostri tempi, sono coloro i quali sono vittime del proprio orgoglio; essi non conoscono la libertà e sono schiavi di se stessi e dei loro limiti ontologici. L'essere umano infelice, assetato di potere, privo di umanità ed impassibile dinanzi alla altrui sofferenza, che finanche sovente condanna e considera espressione di debolezza, è, invece, esso stesso un essere fragile, povero di spirito e lontano dalla Grazia di Dio. Egli si crede forte, manipola un numero limitato di menti incapaci di autodeterminarsi. Egli lotta per affermare un potere apparente che prima o tardi andrà a segnare il suo stesso declino. I programmi dell'uomo malvagio sono irrealizzabili e finiscono per essere dimenticati, ma anche causano dolore, umiliazione, disagio, instabilità nella società. La lotta tra totalitarismo e democrazia che ha segnato il Novecento ed anche il Ventunesimo secolo ha provocato e sta provocando milioni di vittime la cui memoria non puo' andare dispersa. Al di là di ogni stereotipo comune, il compito meritorio di uomni e donne accomunati da un umanesimo critico, risiede in un'analisi intellettuale scevra da condizionamenti politici, religiosi, sociali, etnici. Oggi, da più parti viene sottolineata la necessità di capire per giudicare, cosicche' operare il lavoro di memoria obbedisce all’esigenza educativa e pedagogica di comprensione del nostro presente, tratteggiato da incaute condotte ed improvvidi proclami che neppure lontanamente corrispondono ad azioni di bontà e comprensione dell'altro. L'uomo mediocre e pieno di sé è incapace di distinguere le categorie ideologiche e sociologiche dei regimi che hanno segnato e tutt'oggi praticano la persecuzione e l'annientamento dei popoli, non dimenticando che le idee si incarnano in esseri umani concreti. Dall’analisi del male estremo conosciuto nel XX secolo, al fine di schivare gli inciampi nei luoghi comuni, occorreva trarre la lezione che sia la sacralizzazione sia la banalizzazione del ricordo non rappresentano un corretto atteggiamento. Infatti, da un lato, la sacralizzazione, il culto della memoria, la tentazione del bene (cioè percepire se stessi come depositari del bene) hanno come conseguenza la pretesa di mettere da parte il ricordo e di colpire con l’anatema i tentativi di comprensione; dall’altro la banalizzazione del ricordo provoca il travestimento del passato e il disconoscimento del presente. Anche le democrazie, infatti, o le aggregazioni quantunque strutturate secondo principi etici e trasparenza, possono fallire nel loro intento costitutivo originario e così compiere il male in nome del bene, con l’aiuto delle loro pratiche contrarie agli interessi della comunità civile o del gruppo di appartenenza. L’umanesimo moderno si distingue per il riconoscimento dell’orrore di cui sono capaci gli esseri umani e l’affermazione della possibilità del bene, un bene che conduce a considerare l’uomo, nella sua identità concreta, come fine ultimo della propria azione. In conclusione, tre derive minacciano attualmente il corso della vita democratica: la deriva identitaria (quando la fedeltà all’identità collettiva vince sui valori democratici); la deriva moralizzatrice (la tentazione di essere espressione unica del bene) e la deriva strumentale (la pretesa di trovare una soluzione puramente tecnica a tutti i problemi della modernità). Tali limiti impediscono il progresso umano e l'edificazione di una società migliore e più giusta a detrimento della democrazia, della tolleranza, dei bisogni e degli interessi della collettività.
A.M.O.