15/10/2026
𝗕𝗲𝗵𝗶𝗻𝗱 𝗯𝗮𝗿𝘀. 𝗖𝗮𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗻𝗮𝗹𝗲 - a cura dell'avv. Tommaso Gasparro -
Legalità penale. Un caso in materia di produzione di materiale pedoornografico.
Nella sentenza C. eur. dir. uomo, sez. I, 16 luglio 2026, R.B. c. Italia la Corte veniva dita da un soggetto condannato dal Tribunale di Genova nel 2020 per i delitti di violenza sessuale ex art. 609-bis e pornografia minorile ex art. 600-ter, comma 1, c.p. per aver ripetutamente compiuto atti di violenza sessuale ai danni della nipote minorenne della propria compagna convivente e per averla utilizzata al fine di realizzare materiale pornografico che la ritraeva, profittando della circostanza che gli fosse spesso affidata perché lui l’accudisse.
La Corte di Strasburgo viene adita dal condannato lamentando la violazione dell’art. 7 Cedu, essendogli stata ascritta la penale responsabilità per il reato di cui all’art. 600-ter, comma 1, c.p. sulla base di un’interpretazione conforme ai più recenti approdi della Corte di cassazione sul punto (SSUU, sent. n. 51815 del 2018), frutto di un’evoluzione successiva rispetto all’epoca in cui i fatti si erano verificati e per il reo sfavorevole. In particolare, oggetto di mutamento interpretativo era stato il requisito dell’accertamento di un rischio concreto di diffusione del contenuto pornografico ai fini della configurabilità della fattispecie di produzione di materiale pedopornografico, in luogo della meno grave fattispecie di cui all’art. 600-quater c.p., che punisce la mera detenzione di pedopornografia.