Avv. Gregorio Salatino

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Avv. Gregorio Salatino Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Avv. Gregorio Salatino, Avvocato e studio legale, Via Costanza 34, Milano.

Avvocato esperto in diritto commerciale, contratti, diritto europeo e diritto internazionale

CV dispobibile al link che segue: https://www.linkedin.com/in/gregorio-salatino-7a378262/

21/10/2026

Caro Amministratore, la tua azienda vanta dei crediti? Che aspetti a riscuoterli?

Molti imprenditori credono che decidere se e quando agire contro un cliente moroso sia una scelta discrezionale priva di rischi legali per la governance.

La giurisprudenza riconosce invece che l’inerzia nel recupero dei crediti può configurare una grave irregolarità gestoria ex art. 2409 c.c., fino a giustificare l'intervento del Tribunale in azienda.
📫 IL CASO Una società vantava un ingente credito risalente nel tempo nei confronti di un cliente, oltre a somme erogate a favore di un socio. Nonostante la tensione finanziaria dell'azienda, il Consiglio di Amministrazione non aveva intrapreso azioni giudiziali incisive o tempestive per tutelare le garanzie ed esigere il pagamento.
⚖️ LA DECISIONE (Tribunale di Cagliari, Decr. 19/01/2022) Il Tribunale ha stabilito che la mancata attivazione per il recupero dei crediti non è una semplice svista, ma un'omissione ingiustificata in contrasto con l'interesse sociale.
Ma c’è di più: il Giudice ha evidenziato che l’inerzia nel recupero è quasi sempre la conseguenza di una carenza a monte degli adeguati assetti organizzativi e contabili (Art. 2086 c.c.). Se la società non ha procedure interne per monitorare i crediti e la solvibilità dei clienti, scatta la responsabilità degli amministratori.

Risultato? Il Tribunale ha nominato un Amministratore Giudiziario con il potere di gestire direttamente le azioni di recupero crediti in affiancamento al Board.

📍 3 LEZIONI PRATICHE PER LE PMI
- Protocolli di credit management: Non basta mettere le fatture a incasso. Serve una procedura scritta e periodica di sollecito e messa in mora.
- Valutazione tempestiva della solvibilità: È necessario monitorare la solvibilità delle controparti per decidere rapidamente se avviare azioni giudiziali o azionare garanzie.
- Formalizzazione delle decisioni: Se si sceglie di non agire contro un debitore (es. per inopportunità economica o conclamata insolvibilità), la scelta deve essere motivata, tracciata e giustificata a verbale.

📫 Tutelare i crediti dell'azienda non è solo una questione di cassa: è il primo dovere di protezione del patrimonio aziendale che grava sull'organo gestorio.

💡La tua azienda dispone di una procedura formalizzata per il monitoraggio e il recupero dei crediti commerciali? Contattami in privato e ne parliamo.

16/09/2026

🤔 Se metti un "Like" o commenti un post di politica, Meta può usarlo per profilarti?

📍 L'art. 9 del GDPR pone un divieto generale al trattamento dei dati sensibili (opinioni politiche, convinzioni religiose, salute, ecc.). C'è però un'eccezione fondamentale (comma 2, lett. e): il divieto cade se i dati sono stati "resi manifestamente pubblici dall'interessato".

Ed è qui che nasce il cortocircuito.

Se su Facebook esprimi un'opinione politica, Meta può profilarti?

🔎La Corte di Giustizia UE (sent. C-252/21) ha chiarito il punto basandosi sulle impostazioni del tuo profilo:

🟢 Profilo Pubblico (scelto con cognizione di causa): i dati sono resi pubblici, quindi Meta può trattarli e profilarti.

🔴 Profilo Privato (accesso limitato a una cerchia): i dati NON sono resi pubblici. Meta può profilarti solo se hai fornito un consenso esplicito.

🤔 Ma cosa succede se commenti su una PAGINA PUBBLICA pur avendo un profilo privato?



Se decidi di esporti in uno spazio aperto a tutti (es. la pagina di un quotidiano), devi accettare la profilazione come conseguenza automatica, oppure puoi pretendere di restare protetto?

📫 A mio avviso, la chiave risiede nel principio di finalità del trattamento: io non sto esprimendo un'opinione per farmi schedare!

🗣️ È come partecipare a un dibattito in una piazza reale: parlo in pubblico, ma questo non autorizza una società privata a seguirmi, registrarmi e vendere la mia scheda ideologica agli inserzionisti.

Il confine, tuttavia, resta labilissimo.

📩 Come proteggersi nella pratica?

1️⃣ Sempre profili privati: assicuratevi che le impostazioni privacy dei vostri account siano blindate.

2️⃣ Attenzione sulle pagine pubbliche: limitate le interazioni "sensibili" negli spazi aperti.

P.S. La profilazione politica è molto più pervasiva di quanto pensiamo. Come ricorda Shoshana Zuboff (The Age of Surveillance Capitalism), negli USA sia l'elezione di Obama nel 2008 che quella di Trump nel 2016 sono state influenzate in modo decisivo dal microtargeting.

P.S. 2 Ci avete mai fatto caso? Si insinuano sempre dubbi sull'elezione di Trump "falsata" dai dati, ma quasi mai su quella di Obama. È anche questo il frutto di una raffinata profilazione e manipolazione?

12/09/2026

📍 Ti è mai capitato di pensare a un prodotto e vederlo apparire dopo 5 minuti sul telefono?

Non è magia. È profilazione algoritmica 🤖 .

Oggi l'IA non usa più i dati solo per dividerci in categorie. Usa il microtargeting per colpire le nostre debolezze cognitive e venderci prodotti (o prezzi personalizzati) nell'esatto momento in cui siamo più vulnerabili.

🔎 La legge ci protegge?
Sulla carta, il quadro normativo è ricchissimo:
- GDPR (Reg. UE 2016/679): artt. 13-15 e 21-22 sull'informativa, l'opposizione e le decisioni automatizzate.
- Codice del Consumo (modificato dalla Dir. UE 2019/2161): art. 49 e l'obbligo di trasparenza sui prezzi personalizzati.
- Digital Services Act (Reg. UE 2022/2065): norme sui parametri pubblicitari e divieti sui dati sensibili/minori.
- AI Act (Reg. UE 2024/1689): art. 5 sui divieti di sfruttare vulnerabilità con tecniche manipolative subliminali.

💥 Il problema? Queste tutele sono una mera ILLUSIONE FORMALE.

Dagli studi su questi temi che sto svolgendo al Max Planck Institute emerge che l'Unione Europea commette un errore di fondo: si fida ciecamente delle informative.

L'Unione Europea crede che mostrare un banner di Cookie lungo 10 pagine renda il consumatore "consapevole".

Ma le scienze comportamentali dicono l'opposto: abbiamo una razionalità limitata. Di fronte a muri di testo, clicchiamo "Accetta" per sfinimento.

L'informativa è diventata solo un'illusione che scarica la responsabilità su di noi e libera le Big Tech.

💫 Cosa serve davvero?
- Meno "finti consensi" e più limiti rigidi alla monetizzazione dei dati personali.
- Riconoscere che l'IA crea vulnerabilità anche nel consumatore più attento.
- Opzioni di default che bloccano la profilazione alla radice.

La nostra libertà di scelta è reale o è solo un'illusione calcolata da un algoritmo?

30/07/2026

📌 AGGIORNAMENTO: Come è andata a finire?

Alcuni mi hanno chiesto come fosse finita la vicenda del mio esame. Ecco la cronistoria (surreale) degli ultimi giorni:

1️⃣ 22 Luglio: Invio la PEC formale all'ATS di Milano chiedendo l'attivazione del Percorso di Tutela (Art. 3 D.Lgs. 124/1998).
2️⃣ La risposta telefonica: L'ATS non risponde per iscritto, ma mi chiama. L'operatrice mi fornisce informazioni palesemente errate sui miei diritti. Passo i minuti a smontare le sue tesi e a pretendere il rispetto della legge.
3️⃣ Il "muro di gomma": Vengo contattato da altre strutture e riparlo con il CUP. Trovo personale impreparato, disinformato sulle norme e talvolta perfino strafottente.
4️⃣ La prova del nove: A ciascun operatore chiedo la stessa semplice cosa: "Mettete per iscritto quello che mi state dicendo a voce, assumendovi la responsabilità delle informazioni erogate. "Risultato? Il silenzio totale. Nessuno scrive nulla, salvo un ospedale che invia una PEC solo per dichiararsi "incompetente".
5️⃣ 29 Luglio - La svolta: Stanco del rimpallo di responsabilità, invio una denuncia formale ad AGENAS (l'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, organo del Ministero che vigila proprio sul rispetto delle liste d'attesa).
6️⃣ OGGI (30 Luglio): Dopo la segnalazione ad AGENAS, mi arriva una PEC da un ospedale: posto trovato per il 6 agosto 2026.

Cosa insegna questa storia? Che i diritti sulla carta esistono, ma spesso il sistema fa muro contando sull'ignoranza o sulla rassegnazione del cittadino.

Se la burocrazia rimane inerte, azionate gli organi di vigilanza.

La salute è un diritto, la tempestività delle cure pure. Non rassegnatevi. ⚖️

PS: piccola battaglia legale dedicata a tutte le persone che ritengono, che invece di spendere soldi in armi, i soldi dovremmo investirli nella sanità (o in altre aree, sicuramente più utili ai cittadini rispetto alle armi).

22/07/2026

📫 Tempi d'attesa troppo lunghi nel SSN? Ecco il diritto del paziente che pochi conoscono (Art. 3, D.Lgs. 124/1998)

Mercoledì 22 luglio 2026, sono alle prese con la prenotazione di un esame con il Servizio Santiario Nazionale. La prima data utile per il mio esame è il 17 febbraio 2027.

📍 POST UTILE PER INFORMARE UN PO' TUTTI SU CERTI DIRITTI CHE CI SPETTANO.

Quando si prenota una visita o un esame nel Servizio Sanitario Nazionale, la ricetta medica riporta sempre una classe di priorità (U, B, D, P). A ciascuna classe corrisponde un tempo massimo entro cui la prestazione deve essere erogata.

Ma cosa succede quando la prima data disponibile fornita dal CUP supera ampiamente questo limite?

L'art. 3, comma 13, D.Lgs 124/1998 prevede che se il servizio pubblico non è in grado di erogare la prestazione entro i tempi previsti dalla classe di priorità, l'ASL/ATS è tenuta a garantire l'accesso alla prestazione tramite:
- Attività Libera Professionale Intramuraria (Intramoenia)
- Strutture private accreditate convenzionate..il tutto senza costi aggiuntivi per il cittadino, a cui spetta esclusivamente il pagamento dell'eventuale ticket sanitario.

🔎 Quindi: il pubblico non ha posto nei tempi? L'ASL deve attivare l'Intramoenia o il privato convenzionato, e tu continui a pagare solo il ticket.

📍 Come far valere questo diritto nella pratica?
➡️ Non accettare il "no" verbale: Fatti sempre rilasciare dal CUP la ricevuta di prenotazione con la prima data disponibile o l'attestazione di indisponibilità. Le agende "chiuse" o bloccate sono vietate per legge.
➡️ Invia una richiesta formale/PEC: Indirizza una diffida al Direttore Generale della tua ASL/ATS di appartenenza chiedendo l'attivazione del percorso di tutela e fissando un termine per il riscontro.
➡️ Attendi l'autorizzazione: Non effettuare la visita privatamente prima di aver inviato la PEC, per non perdere il diritto alla copertura a carico dell'ASL.

Il diritto alla salute non si misura solo sulla qualità delle cure, ma anche sulla tempestività con cui vi si accede. Conoscere le norme è il primo passo per tutelarlo.

Indirizzo

Via Costanza 34
Milan
20146

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
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