Legal Aid Società tra Avvocati Srl

Legal Aid Società tra Avvocati Srl L’attività di consulenza e di eventuale assistenza giudiziale , viene fornita anche con riferimento al diritto di famiglia, a separazioni e divorzi .

Legal Aid Italia si propone l’obiettivo di fornire , attraverso un gruppo di professionisti di comprovata esperienza professionale , attività di consulenza legale e di eventuale assistenza giudiziale in diritto penale d’impresa( reati societari,finanziari,fallimentari, tributari) dell’ambiente , della sicurezza sul lavoro, oltre che in materia di reati contro il patrimonio.

Il mandato di arresto europeo (MAE) è lo strumento con cui un Paese dell'Unione chiede a un altro di consegnare una pers...
02/09/2026

Il mandato di arresto europeo (MAE) è lo strumento con cui un Paese dell'Unione chiede a un altro di consegnare una persona per processarla o per eseguire una condanna. Prima del 2021, il giudice italiano poteva verificare che ci fossero gravi indizi di colpevolezza a carico della persona. Poteva pesare il quadro, chiedere le fonti di prova.

Con la riforma del 2021 quella verifica si è ridotta. Con la sentenza n. 25295/2026 la Cassazione conferma la rotta e chiarisce: al giudice italiano spetta soltanto un controllo "estrinseco". Basta che la descrizione del fatto contenuta nel mandato sia seriamente evocativa di un reato riferibile alla persona. Nessuna acquisizione di fonti di prova, nessuna valutazione della gravità degli indizi.

Dal lato della difesa la conseguenza è netta. Il terreno dello scontro si sposta. Non è più possibile in Italia contestare il quadro indiziario del reato. Si può però invocare i motivi di rifiuto previsti dalla legge, come il rischio per i diritti fondamentali nello Stato che richiede la consegna.

Nel contributo dello Studio, l'avv. Catanzariti spiega il ragionamento della Corte e ciò che cambia per la difesa oggi. Nota disponibile anche in inglese.

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Un principio che sembra scontato ma che nella prassi viene spesso sfumato: quando la polizia giudiziaria trova denaro sp...
28/08/2026

Un principio che sembra scontato ma che nella prassi viene spesso sfumato: quando la polizia giudiziaria trova denaro sproporzionato rispetto ai redditi noti di una persona, ha titolo per sequestrarlo?

La risposta della Cassazione, con la sentenza n. 25328/2026, è: dipende. Serve un'ipotesi di reato ben delineata, almeno nel tipo. Il sequestro deve servire ad accertare un reato già ipotizzato, non a cercarne uno che ancora non c'è. Se la finalità è cercare, siamo di fronte a un "sequestro esplorativo" e la misura non regge.

Il caso di scuola. Nel corso di un'indagine per ricettazione vengono trovati 360.065 euro in contanti insieme a un'autovettura con vani occulti. Il tribunale del riesame conferma il vincolo su entrambi. La Cassazione annulla, perché il PM non aveva individuato con sufficiente precisione quale reato di provenienza si stesse indagando.

C'è un'asimmetria significativa che la Corte segna con chiarezza. L'autovettura con vani occulti, per sua natura, dice qualcosa sull'ipotesi di reato: è uno strumento con attitudine al trasporto celato. Il denaro, in sé, no. Serve un ancoraggio.

Nella nota dell'avv. Catanzariti, la griglia completa dei presupposti e le ricadute pratiche per la difesa in sede di riesame.

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Nel processo penale dell'economia c'è una voce che spesso pesa più della pena principale: la confisca. Cioè il fatto che...
25/08/2026

Nel processo penale dell'economia c'è una voce che spesso pesa più della pena principale: la confisca. Cioè il fatto che, oltre a un anno di reclusione, si venga costretti a versare somme che possono arrivare a milioni di euro.

Con la sentenza n. 25032/2026 la Cassazione ha confermato una confisca da 3,48 milioni disposta in patteggiamento, corrispondente a una quota stimata del 25% dei finanziamenti fraudolentemente ottenuti da un gruppo.

La difesa contestava che quella percentuale fosse "solo una stima" e non un dato certo. La Corte ha risposto: quando la stima poggia su una pluralità di riscontri convergenti (dichiarazioni di coimputati, intercettazioni, chat, flussi finanziari) è legittima.

La conseguenza pratica è importante. Chi accetta un patteggiamento in cui è prevista una confisca deve prestare la stessa attenzione alle voci patrimoniali che alla pena: una volta fissata la percentuale del profitto, lo spazio per contestarla in Cassazione è quasi nullo.

Nel contributo dello Studio, l'avv. Catanzariti spiega il ragionamento della Corte e le ricadute operative per chi affronta patteggiamenti con voci patrimoniali importanti.

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Immaginate una serie di truffe in cui l'ingannatore si presenta come titolare di una società assicurativa che sulla cart...
21/08/2026

Immaginate una serie di truffe in cui l'ingannatore si presenta come titolare di una società assicurativa che sulla carta esiste ma nella realtà è ormai vuota da anni. La domanda giuridica è: se la società è fittizia, si può ancora dire che il truffatore ha "abusato" della fiducia nata dal suo ruolo professionale? Se sì, scatta un'aggravante importante (art. 61 n. 11 del codice penale) e la pena è più severa.

Con la sentenza n. 25104/2026 la Cassazione ha risposto sì. Non conta se la ditta era davvero operativa. Conta la fiducia che la vittima ha riposto nella qualifica ostentata dal truffatore. Se quella fiducia è stata la leva dell'inganno, l'aggravante regge.

La sentenza confronta un tipo di frode molto diffuso: quello del professionista di facciata, che sfrutta un titolo o un'attività un tempo reali per costruire un affidamento e poi usarli come strumento di truffa.

Nel contributo dello Studio, l'avv. Catanzariti spiega perché la Corte ha scelto questa strada, quali sono i limiti del principio e cosa cambia in concreto per la difesa.

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Con la sentenza n. 108/2026 la Corte costituzionale ha dichiaratoincostituzionale una norma che era diventata parte fiss...
18/08/2026

Con la sentenza n. 108/2026 la Corte costituzionale ha dichiarato
incostituzionale una norma che era diventata parte fissa del bagaglio
sanzionatorio per i reati contro la pubblica amministrazione: la “riparazione
pecuniaria” prevista dall’art. 322 quater c.p.

Come funzionava? In caso di condanna per corruzione, concussione,
peculato e reati analoghi, il giudice era obbligato a imporre al condannato il
pagamento di una somma pari al profitto del reato in favore dell’amministrazione.
Somma che si sommava alla confisca e al risarcimento del danno,
patrimoniale e all’immagine. Nel concreto, il condannato poteva trovarsi a
versare fino a quattro volte quello che aveva ricavato.

Il problema, ha detto la Corte, non è che i reati contro la P.A. debbano
essere puniti meno severamente. Il problema è che questa misura,
chiamata formalmente “riparazione”, era in realtà una sanzione punitiva,
senza margini di adattamento. Il giudice non poteva calibrarla sulla gravità
del fatto né sulle condizioni economiche del condannato.

La Corte ha lasciato una porta aperta al legislatore: una sanzione pecuniaria
per questi reati si può prevedere, ma dovrà essere modulabile dal giudice.
Nell’articolo, la nota completa dell’avv. Luana Bozza.

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"Ho affidato tutto al commercialista." ❌ Non basta.Con la sentenza n. 25504/2026 la Cassazione ribadisce un principio ne...
10/08/2026

"Ho affidato tutto al commercialista." ❌ Non basta.

Con la sentenza n. 25504/2026 la Cassazione ribadisce un principio netto: l'obbligo dichiarativo è personale e indelegabile. Delegare la contabilità non mette al riparo l'amministratore dalle conseguenze penali dell'omessa dichiarazione (art. 5 d.lgs. 74/2000).

Ma c'è un contrappeso di garanzia 👇
La Corte annulla la confisca: mancava la motivazione sul perché i beni personali dell'amministratore dovessero rispondere di un profitto — il risparmio d'imposta — rimasto nella società.

Un varco difensivo che vale la pena conoscere. → legalaiditalia.it

𝐀𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐧𝐢𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐨𝐝𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚. ⚠️Con la sentenza n. 25588/2026 la Cassaz...
07/08/2026

𝐀𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐧𝐢𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐨𝐝𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚. ⚠️

Con la sentenza n. 25588/2026 la Cassazione conferma: l'appalto di servizi che dissimula una somministrazione irregolare di manodopera può integrare la dichiarazione fraudolenta (art. 2 d.lgs. 74/2000).

Il meccanismo? Le fatture emesse a fronte di un appalto non genuino diventano documenti per operazioni inesistenti. E l'abuso del diritto non basta a salvare l'operazione.

A rischio soprattutto le filiere esternalizzate: logistica, servizi, GDO. 📦

𝐌𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 "𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞": 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚𝐭𝐚 𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐨 𝐞̀. ⚖️Con la sentenza n. 25820/2026 la Cassazione...
04/08/2026

𝐌𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 "𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞": 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚𝐭𝐚 𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐨 𝐞̀. ⚖️

Con la sentenza n. 25820/2026 la Cassazione torna sul confine tra la legittima motivazione per relationem e quella soltanto apparente, in un processo per reati tributari.

Il messaggio è duplice 👇
• Il giudice non può usare il richiamo ad altri atti come scorciatoia per non rispondere alle difese.
• Ma la difesa, per esigere una risposta effettiva, deve formulare censure puntuali e ben devolute.

La motivazione è il luogo in cui il processo dimostra di essere stato davvero celebrato.

Approfondimento completo → link in bio.

𝐈𝐥 𝐏𝐍𝐑𝐑 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐬𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚: 𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐬𝐮𝐫𝐚. ⚖️Dal 30 giugno 2026 (fine lavori) al 31 agosto 2026 (rendicontazio...
31/07/2026

𝐈𝐥 𝐏𝐍𝐑𝐑 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐬𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚: 𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐬𝐮𝐫𝐚. ⚖️

Dal 30 giugno 2026 (fine lavori) al 31 agosto 2026 (rendicontazione finale), il rischio per imprese e amministratori cambia natura: non conta più solo aver ottenuto il fondo, ma saper dimostrare come è stato gestito, destinato e rendicontato.

È un diritto della dimostrabilità: dove manca la tracciabilità, l'errore può trasformarsi in contestazione.

👉 Nel nuovo approfondimento: il reticolo dei controlli (GdF, ANAC, Corte dei conti, Procura europea), i reati più ricorrenti e come costruire una difesa preventiva a tutela della continuità aziendale.

Bitcoin sotto sequestro: la Cassazione tassa il passato.Con la sentenza n. 20740/2026 la Terza Sezione penale ha conferm...
25/07/2026

Bitcoin sotto sequestro: la Cassazione tassa il passato.

Con la sentenza n. 20740/2026 la Terza Sezione penale ha confermato il sequestro preventivo di bitcoin in un procedimento per dichiarazione infedele relativo al 2021, affermando che le plusvalenze da cripto-attività erano imponibili anche prima della legge di bilancio 2023.

Per tre anni il mercato ha operato nella convinzione opposta — e non senza argomenti: la norma che disciplina espressamente le cripto-attività è entrata in vigore solo nel 2023.

C'è però un dettaglio che cambia la prospettiva. Per accertare l'esistenza di quell'obbligo sono serviti un sequestro annullato, un decreto non convalidato, un rigetto del GIP, un appello del PM, un'ordinanza del Tribunale fondata direttamente sulla Costituzione e una sentenza della Cassazione che ha dovuto correggerne la motivazione.

Una regola che richiede tutto questo per essere accertata non era chiara al tempo dei fatti. Ed è esattamente su questo che l'art. 15 d.lgs. 74/2000 fonda l'esclusione della punibilità.

Indirizzo

Via Domenichino 16
Milan
20149

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 18:00
Martedì 09:30 - 18:00
Mercoledì 09:30 - 18:00
Giovedì 09:30 - 18:00
Venerdì 09:30 - 18:00

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