09/04/2026
In Danimarca, la capacità di mettersi nei panni degli altri è considerata fondamentale quanto saper risolvere equazioni matematiche o comprendere le leggi della fisica. Dal 1993, il sistema educativo ha introdotto ufficialmente il Klassens tid, una pratica settimanale obbligatoria in cui gli studenti dai 6 ai 16 anni dedicano del tempo al confronto su emozioni e relazioni. Questo momento, guidato dagli insegnanti, si configura come uno spazio strutturato di dialogo, in cui l’attenzione non è rivolta ai risultati scolastici, ma allo sviluppo dell’intelligenza emotiva e della solidarietà tra compagni.
Durante questi incontri, gli studenti possono condividere esperienze personali, affrontare eventuali conflitti nati in ambito scolastico e riflettere sull’impatto dei propri comportamenti sul gruppo. Si tratta di un contesto basato sull’ascolto attivo, dove il giudizio lascia spazio alla comprensione reciproca e alla ricerca condivisa di soluzioni. In molti casi, le attività si svolgono in un clima informale e accogliente, talvolta accompagnate da momenti conviviali, secondo il concetto danese di hygge, che favorisce un dialogo più aperto anche su temi delicati.
Integrando l’empatia nel curriculum scolastico, la Danimarca propone un modello educativo orientato allo sviluppo della persona, con l’obiettivo di promuovere una società più equilibrata e attenta alle relazioni. L’intento è formare individui consapevoli, capaci di ascoltare prospettive diverse e di collaborare, riducendo dinamiche conflittuali come il bullismo. Per il sistema educativo danese, coltivare competenze emotive e relazionali è un investimento centrale, al pari della preparazione tecnico-scientifica.