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➡️Adeguati assetti organizzativi, un obbligo di legge prima che una buona prassi📍Molte imprese trattano l’organizzazione...
20/09/2026

➡️Adeguati assetti organizzativi, un obbligo di legge prima che una buona prassi

📍Molte imprese trattano l’organizzazione interna, amministrativa e contabile come un tema rimandabile, da affrontare quando si presenta una richiesta della banca o un problema concreto. Questo atteggiamento espone l’impresa a un rischio che spesso diventa visibile soltanto quando è già difficile da gestire.

🧑‍⚖️L’articolo 2086, secondo comma, del codice civile, introdotto dal decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14 e in vigore dal 16 marzo 2019, impone all’imprenditore che operi in forma societaria o collettiva il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi.

⚠️L’inadempimento di questo dovere ha conseguenze dirette sulla responsabilità degli amministratori. Nelle società a responsabilità limitata l’istituzione degli assetti compete in via esclusiva agli amministratori ai sensi dell’articolo 2475 del codice civile, e la loro omissione rileva ai fini della responsabilità verso la società prevista dall’articolo 2476. Nelle società per azioni il consiglio di amministrazione ha il dovere di valutare periodicamente l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile, secondo l’articolo 2381, terzo e quarto comma, del codice civile. In caso di crisi conclamata, l’assenza di un assetto adeguato aggrava tipicamente la posizione degli amministratori nelle successive azioni di responsabilità.

🤔Una verifica periodica dell’assetto organizzativo, condotta prima che emergano segnali di squilibrio, consente di intervenire quando i margini di correzione sono ancora ampi. Ogni impresa presenta caratteristiche diverse: la valutazione va condotta sul concreto assetto aziendale.

Nel 2024 la Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna a carico di una società imputata per omicidio colposo sul ...
28/03/2026

Nel 2024 la Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna a carico di una società imputata per omicidio colposo sul lavoro. Il motivo: il Modello Organizzativo adottato ai sensi del D.Lgs. 231/2001 era reale, operativo, e i vertici aziendali avevano effettivamente vigilato sulla sua applicazione. La Corte, con sentenza n. 31665/2024, ha chiarito che non è sufficiente l’esistenza di un modello formalmente corretto: è necessario dimostrare che sia stato implementato in modo effettivo, con un adeguato sistema di controllo interno e un’attività concreta di vigilanza da parte dei vertici aziendali. 
Questo vale anche per te, che guidi una PMI.
Il Modello 231 non è un documento da conservare in archivio. È la prova concreta che l’azienda ha fatto il possibile per prevenire l’illecito. E in sede giudiziaria, quella prova può fare la differenza tra una condanna e un’assoluzione — per l’ente e per chi lo amministra.
L’assenza di colpa organizzativa costituisce una barriera insormontabile per l’attribuzione della responsabilità dell’ente, indipendentemente dal comportamento individuale degli autori materiali del reato. 
Le imprese che sopravvivono alle crisi non sono quelle più fortunate. Sono quelle che si sono organizzate prima che la crisi arrivasse.

Molti imprenditori continuano a pensare che per trattenere i talenti basti pagarli di più.È una visione miope.Le persone...
12/03/2026

Molti imprenditori continuano a pensare che per trattenere i talenti basti pagarli di più.
È una visione miope.
Le persone davvero capaci non cercano solo uno stipendio: cercano un progetto, una direzione, una sfida. Vogliono sentirsi parte di qualcosa che cresce, che costruisce valore, che lascia un segno.
Quando un’azienda non ha visione, non ha ambizione, non ha un’idea di futuro, il denaro diventa solo un cerotto temporaneo. Prima o poi chi ha talento se ne accorge e va altrove.
I migliori professionisti restano dove trovano:
• progetti chiari
• responsabilità vere
• fiducia
• spazio per crescere
Il denaro è importante, naturalmente. Ma non è ciò che trattiene le persone migliori.
Le imprese che durano nel tempo sono quelle che riescono a creare valore, identità e prospettiva.
Le altre continuano a chiedersi perché i talenti “scappano”.

Abbiamo torto?

I reati ambientali rientrano a pieno titolo nella responsabilità degli enti ex Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231...
21/02/2026

I reati ambientali rientrano a pieno titolo nella responsabilità degli enti ex Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, tramite l’art. 25-undecies, con rinvio al Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
Non è un tema che riguarda solo grandi impianti industriali.
Anche realtà di dimensioni contenute possono esporsi a contestazioni per:
• deposito temporaneo non conforme;
• etichettatura carente;
• registri aggiornati in ritardo;
• verifiche superficiali su trasportatori e destinatari.
Spesso non è il fatto in sé a creare il problema, ma la mancanza di presidio organizzativo documentato.

🔎 Suggerimento operativo
Prevedere una checklist ambientale trimestrale, firmata da referente interno e OdV/Responsabile 231, con verifica essenziale di:
1. stato del deposito;
2. registri e formulari;
3. autorizzazioni;
4. gestione rifiuti pericolosi;
5. azioni correttive.

Poche pagine, controlli regolari, tracciabilità certa.

Perché, in caso di accertamento, la vera domanda sarà sempre una:
l’ente aveva un modello realmente attuato?

#231

🎄 Auguri di buon Natale da tutti noi. Che siano giorni di luce, serenità e armonia per tutti🎄
24/12/2025

🎄 Auguri di buon Natale da tutti noi. Che siano giorni di luce, serenità e armonia per tutti🎄

🛡️ Conosci i principi del GDPR?Il GDPR si basa su principi fondamentali che ogni azienda deve rispettare, come stabilito...
01/09/2025

🛡️ Conosci i principi del GDPR?
Il GDPR si basa su principi fondamentali che ogni azienda deve rispettare, come stabilito nell’Articolo 5. Questi includono la trasparenza, la limitazione della finalità, la minimizzazione dei dati e la sicurezza. Implementare questi principi non solo ti aiuta a rispettare la legge, ma costruisce anche la fiducia con i tuoi clienti. Vuoi saperne di più su come applicarli? Contattaci!

⚠️ Sanzioni fino a 20 milioni di euro!Non rispettare le normative del GDPR può comportare sanzioni economiche gravose. L...
28/08/2025

⚠️ Sanzioni fino a 20 milioni di euro!
Non rispettare le normative del GDPR può comportare sanzioni economiche gravose. L’Articolo 83 stabilisce che le multe possono arrivare fino al 4% del fatturato annuale globale o 20 milioni di euro, a seconda di quale sia maggiore. È importante agire ora per evitare di mettere a rischio il tuo business. Contattaci per scoprire come possiamo aiutarti a garantire la conformità!

🔒 La tua azienda è davvero conforme al GDPR?Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) è fondamentale per ...
26/08/2025

🔒 La tua azienda è davvero conforme al GDPR?
Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) è fondamentale per garantire la privacy dei tuoi clienti e la sicurezza dei loro dati. Secondo l’Articolo 5, ogni azienda deve trattare i dati in modo lecito, equo e trasparente. Non lasciare che la tua azienda sia esposta a rischi inutili! Contattaci per una valutazione gratuita della tua conformità.

Modello 231: uno strumento che richiede concretezza, personalizzazione e monitoraggio costanteNella mia esperienza nella...
18/08/2025

Modello 231: uno strumento che richiede concretezza, personalizzazione e monitoraggio costante

Nella mia esperienza nella progettazione di modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001, ho riscontrato con frequenza un errore ricorrente: considerare il modello come un semplice adempimento formale, anziché come uno strumento vivo, concreto e realmente integrato nei processi aziendali o associativi.

Ogni ente – sia esso un’impresa o un ente del terzo settore – presenta caratteristiche proprie, per struttura, attività, governance e livello di esposizione ai reati-presupposto. Per questo motivo, il Modello 231 deve essere costruito su misura, a partire da un’analisi puntuale dei rischi e dei processi interni. Un documento generico, redatto secondo schemi standardizzati, non è solo inefficace: può addirittura rivelarsi controproducente in caso di accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria.

Tuttavia, è nella fase successiva all’adozione che si misura la reale efficacia del modello: attraverso un’attività di monitoraggio costante, condotta con metodo e rigore. Questo significa:

-verificare periodicamente l’effettiva attuazione delle procedure previste;

-aggiornare il modello in caso di modifiche normative o organizzative;

-promuovere una formazione continua e mirata per tutti i soggetti coinvolti:

-garantire che l’Organismo di Vigilanza disponga di strumenti adeguati e svolga un ruolo attivo e documentato.

In sintesi, un Modello 231 è uno strumento di tutela per l’ente solo se è personalizzato, applicato con consapevolezza e monitorato nel tempo con serietà.

Chi ricopre incarichi di responsabilità – sia in ambito aziendale che nel non profit – dovrebbe chiedersi con onestà: il nostro modello è davvero efficace o è rimasto solo sulla carta?

Altra causa in cui il ricorrente impugna e contesta di aver subito un licenziamento RITORSIVO.licenziamento ritorsivo è ...
13/08/2025

Altra causa in cui il ricorrente impugna e contesta di aver subito un licenziamento RITORSIVO.
licenziamento ritorsivo è quello intimato dal datore di lavoro come rappresaglia o vendetta a fronte dell’esercizio di legittimi diritti o prerogative da parte del lavoratore stesso, derivanti o connessi al rapporto di lavoro.
Si realizza la fattispecie quando si è in presenza di un licenziamento connotato da un carattere di “ingiustificata vendetta”, finalizzato all’espulsione del lavoratore per aver tenuto comportamenti del tutto legittimi, ma sgraditi al datore di lavoro.
Si possono fare svariati esempi di LR:
➡️ Un dipendente che denuncia di aver subito molestie da parte di un superiore che viene licenziato perchè ritenuto scomodo;
➡️ Un lavoratore che chiede un congedo per malattia o per motivi familiari e che dopo la richiesta viene licenziato sostenendo che non c'è bisogno del suo ruolo;
➡️ Un dipendente licenziato per soppressione del posto di lavoro dopo che si è iscritto al sindacato.
Attenzione peró: la nullità di un licenziamento ritorsivo è riconosciuta solo se si dimostra che l'unico motivo alla base della decisione del datore di lavoro è illecito. In altre parole, il motivo illecito deve essere la causa determinante del licenziamento, e qualsiasi motivo lecito presentato deve risultare infondato in sede giudiziale (Cassazione Sezione Lavoro, 5 aprile 2016, n. 6575).

Se hai bisogno di assistenza legale in merito a questo tema, non esitare a contattarci!

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