Società Italiana per la Tutela della Voce

Società Italiana per la Tutela della Voce Un team integrato di professionisti composto da avvocati, ingegneri, informatici, economisti, qualificati nel settore audio/video e nelle applicazioni di I.A.

Forniamo strumenti e procedure chiare per tutelare chi utilizza professionalmente la voce.

La vera domanda non è…. la vera domanda è…., Il problema non è… il problema è…Sono pochi coloro che non hanno ancora com...
22/08/2026

La vera domanda non è…. la vera domanda è…., Il problema non è… il problema è…
Sono pochi coloro che non hanno ancora compreso che costruzioni di questo tipo sono indiziarie di un testo scritto con un Large Language Model (LLM), cioè un sistema avanzato di intelligenza artificiale generativa basato su reti neurali.
Per parafrasare la stessa AI, “il problema è” che essa ha imparato a scrivere dagli uomini che ora sono spinti a cambiare modo di scrivere per non sembrare LLM.
Lineette, formule retoriche, periodi troppo ordinati e persino l’assenza di refusi sono diventati indizi di artificialità.
Ma inseguire i vezzi dei modelli è una partita persa: cambiano più velocemente dello stile di chi scrive.
La soluzione potrebbe essere un’altra: non cercare di riconoscere l’AI, ma certificare l’origine umana dei contenuti.

AI. Ora sono gli umani a cambiare stile di scrittura per non sembrare artificiali. Come si esce dal paradosso dell'(ab)uso di ChatGPT & C.?

La tenuta di Adnkronos, HuffPost e Sole 24 Ore mentre gran parte dei principali siti italiani d’informazione perde audie...
10/08/2026

La tenuta di Adnkronos, HuffPost e Sole 24 Ore mentre gran parte dei principali siti italiani d’informazione perde audience offre un primo indizio su come potrebbe ridisegnarsi l’editoria nell’era dei motori di risposta.
Non esiste ancora una prova che colleghi direttamente le loro performance alla AI Overview (le risposte sintetiche create dall’intelligenza artificiale basata sulla AI di Google, Gemini, che compaiono in cima alla pagina dei risultati di ricerca), ma studi internazionali, dati sul CTR (click-through rate, cioè percentuale di clic) e prime evidenze causali convergono su un punto: il contenuto facilmente sintetizzabile perde valore distributivo, mentre acquistano peso fonte primaria, esclusività, specializzazione, aggiornamento, reputazione e riconoscibilità.
Intanto si rompe il vecchio patto “contenuti in cambio di traffico” e prende forma un mercato nel quale crawler e piattaforme AI potrebbero dover remunerare direttamente chi produce la materia prima dell’informazione.

AI Overview: non sta uccidendo il giornalismo ma il contenuto sostituibile. Le big tech alla fine dovranno pagare ciò che non possono produrre

Il noto conduttore radiofonico, attore e animatore Mauro Casciari, tra i primi in Italia a depositare la propria voce co...
22/07/2026

Il noto conduttore radiofonico, attore e animatore Mauro Casciari, tra i primi in Italia a depositare la propria voce come marchio sonoro, dimostra con una pubblicazione personale su Instagram quanto sia ormai semplice replicare anche una voce professionale (nella specie, la sua per una traduzione multilingue).
Un segnale che riporta al centro il tema della tutela giuridica della voce professionale nell’era dell’intelligenza artificiale, con particolare riferimento alla condizione dei doppiatori.

AI. Video Instagram di Casciari dimostra che problema non è più deepfake ma sostituibilità del professionista. Doppiatori primi a rischiare

Una premessa: la delibera Agcom n. 104/26/CONS non accerta alcuna violazione del Digital Services Act (DSA, il Regolamen...
16/07/2026

Una premessa: la delibera Agcom n. 104/26/CONS non accerta alcuna violazione del Digital Services Act (DSA, il Regolamento dell’Unione Europea UE 2022/2065 progettato per creare uno spazio digitale più sicuro e trasparente); tuttavia, ritiene sufficientemente fondate le criticità sollevate da FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) e FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) da giustificare la richiesta alla Commissione europea di valutare AI Overviews e AI Mode alla luce degli articoli 27, 34 e 35 del Regolamento.
Al centro della vicenda non vi è soltanto l’impiego dell’intelligenza artificiale nel motore di ricerca, bensì la sua trasformazione da semplice intermediario che indirizza verso le fonti originali a sistema capace di elaborare direttamente una risposta sintetica, con possibili effetti sul traffico verso gli editori, sul pluralismo informativo e sulla trasparenza dei sistemi di raccomandazione.

AI. Overviews: Agcom porta Google davanti alla Commissione UE. Sotto esame pluralismo, traffico agli editori e trasparenza delle fonti

L’intelligenza artificiale sta modificando il rapporto tra contenuti, ricerca e monetizzazione: se fino a ieri il valore...
09/07/2026

L’intelligenza artificiale sta modificando il rapporto tra contenuti, ricerca e monetizzazione: se fino a ieri il valore di una testata dipendeva dalla capacità di generare clic attraverso l’ottimizzazione di logiche SEO, già oggi dipende sempre di più dalla probabilità che i suoi contenuti vengano riconosciuti come autorevoli dalle AI (GEO). Per gli editori generalisti è una trasformazione complessa; per quelli verticali potrebbe diventare un’opportunità senza precedenti.

Editoria. La SEO è morta, viva la GEO: si venderà meno traffico e più autorevolezza. Sarà più complicato per portali generalisti che verticali

Tra poco la celebre frase del sociologo Marshall McLuhan “il medium è il messaggio” (“il medium è il massaggio” era stat...
07/07/2026

Tra poco la celebre frase del sociologo Marshall McLuhan “il medium è il messaggio” (“il medium è il massaggio” era stato un errore di un distratto tipografo) compirà 60 anni. E non è mai stata così attuale, anche se non nel senso originariamente immaginato dall’autore.
L’intelligenza artificiale non sta soltanto cambiando il modo in cui leggiamo le notizie: sta modificando il rapporto tra esseri umani, conoscenza e fonti informative.
Tutte le idee invecchiano, ma alcune, con il trascorrere del tempo, si rivelano più attuali proprio quando cambia il mondo.
La celebre affermazione del sociologo canadese Marshall McLuhan, Il medium è il messaggio (pubblicata nella prima edizione del 1967, curiosamente uscita con il titolo The Medium is the Massage per un errore tipografico poi volutamente mantenuto), appartiene certamente a questa categoria.
Per molti è diventata una citazione quasi rituale; per altri una formula tanto famosa quanto raramente approfondita.
Eppure è difficile trovare un concetto capace di descrivere meglio ciò che sta accadendo oggi con l’intelligenza artificiale.

McLuhan torna d'attualità: lo stesso contenuto è percepito diversamente in funzione dei mezzi che lo veicolano. E l'IA è diventato un vettore

Siamo sommersi da contenuti realizzati attraverso l’intelligenza artificiale: così l’idea che un software possa stabilir...
31/05/2026

Siamo sommersi da contenuti realizzati attraverso l’intelligenza artificiale: così l’idea che un software possa stabilire con certezza se un articolo giornalistico (e non solo, come vedremo) sia stato scritto da un sistema AI oppure da un essere umano si sta diffondendo rapidamente nel dibattito pubblico.
La realtà tecnologica, però, appare molto più complessa: oggi i cosiddetti AI detector non sono in grado di fornire prove definitive: lavorano esclusivamente su basi probabilistiche, cercando pattern linguistici compatibili con la scrittura generativa (in sostanza, una disposizione o una sequenza ripetitiva e riconoscibile di elementi).

AI detector: perché riconoscere un testo generato artificialmente è molto più difficile di quanto sembri. Anche se il vero tema è un altro

Per anni il mercato pubblicitario ha inseguito quasi esclusivamente la metrica della reach social, misurando l’influenza...
30/05/2026

Per anni il mercato pubblicitario ha inseguito quasi esclusivamente la metrica della reach social, misurando l’influenza in base a follower, like e visualizzazioni. Oggi, però, la saturazione dell’ecosistema digitale e la crescente diffidenza verso gli influencer tradizionali stanno riportando attenzione verso forme di comunicazione percepite come più autentiche. https://www.newslinet.com/audio-usa-studio-dentsu-speaker-radio-e-podcaster-nuovi-super-influencer-per-brand-fiducia-e-autenticita-valgono-piu-dei-follower/?fbclid=IwY2xjawSIFohleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeVguO4qDS1g12V_vwH1lILiioSRoime1EX2UH5x_UVeIvMKtxox21pABvL_Y_aem_YWdncwD9gzEJgpIzZjOhie51jniX&brid=YWdncwF9qU_rvm_6sCXUjGdBhJ5i

Audio. USA, studio Dentsu: speaker radio e podcaster nuovi super influencer per brand. Fiducia e autenticità valgono più dei follower

Negli Stati Uniti sta prendendo piede una pericolosa pratica che potrebbe presto essere adottata anche in Europa: il cos...
30/05/2026

Negli Stati Uniti sta prendendo piede una pericolosa pratica che potrebbe presto essere adottata anche in Europa: il cosiddetto “AI Washing“.
Uno schema in base al quale le aziende che sono in difficoltà, hanno un numero eccessivo di dipendenti o semplicemente decidono di dimagrire, approfittano del momento “to blame AI for the layoff“, per annunciare licenziamenti buttando la colpa sull’Intelligenza Artificiale (IA).
Il tutto con il pieno supporto della stampa – e parliamo di testate prestigiose quali il New York Times – che, anziché indagare sulle vere cause dei licenziamenti, approfittano della situazione per fare titoli ad effetto.
Ma chi ha usato in prima persona i migliori strumenti dell’IA (attualmente i sistemi agente quali Claude Code di Anthropic o Codex) sa bene che le aziende non dicono (tutta) la verità.
Al termine di questo articolo proponiamo una modalità concreta per verificare se un’azienda sta davvero facendo AI washing, oppure abbia genuinamente rimpiazzato funzioni svolte da esseri umani con sistemi di intelligenza artificiale.

IA, la nuova facile scusa per licenziare. Adottata in primis dalle aziende high tech statunitensi, toccherà anche i media italiani?

Ascolta il podcastI.A. Taylor Swift brevetta voce contro deepfake. Italia apripista su tutela marchi vocali. Ma quali so...
29/04/2026

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I.A. Taylor Swift brevetta voce contro deepfake. Italia apripista su tutela marchi vocali. Ma quali sono azioni giudiziarie in caso di abuso?

La popstar Taylor Swift ha depositato negli USA tre distinte domande di marchio per proteggere voce, volto e identità artistica dalla clonazione da parte di sistemi di intelligenza artificiale.Una strategia che, in Italia, è stata anticipata dallo speaker, conduttore ed attore Mauro Casciari e dal...

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