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Lo Studio patrocina cause tributarie presso le Commissioni Tributarie, la Corte Suprema di Cassazione e le altre giurisdizioni superiori, nonché processi relativi a questioni di penale-tributario.

Concordato Preventivo Biennale 2026-2027: cosa cambia e quando conviene aderire?Il Concordato Preventivo Biennale torna ...
15/10/2026

Concordato Preventivo Biennale 2026-2027: cosa cambia e quando conviene aderire?

Il Concordato Preventivo Biennale torna al centro dell'attenzione con importanti aggiornamenti normativi e nuovi chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate.
Con la circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026, l'Amministrazione finanziaria ha fornito un quadro organico della disciplina, alla luce delle modifiche introdotte nel corso dell'anno.

📌 Tra gli aspetti da considerare:
I requisiti di accesso e le cause di esclusione.
Le nuove disposizioni per il biennio 2026-2027.
I benefici previsti per chi rinnova l'adesione.
Le condizioni che possono determinare la cessazione o la decadenza dal concordato.
La scadenza per aderire al CPB 2026-2027 è fissata al 2 novembre 2026.

Ma aderire conviene davvero?
La risposta dipende dalla situazione del singolo contribuente, dalle prospettive reddituali, dagli obblighi previsti e dai vantaggi concretamente ottenibili.
Il concordato non deve essere considerato una scelta automatica, ma uno strumento da valutare attraverso un'attenta pianificazione fiscale.
Conoscere le nuove regole è il primo passo per compiere una scelta consapevole.

Sanzioni tributarie: punire sì, ma nel rispetto delle regole.Il sistema sanzionatorio tributario non può essere valutato...
13/10/2026

Sanzioni tributarie: punire sì, ma nel rispetto delle regole.
Il sistema sanzionatorio tributario non può essere valutato soltanto in termini di efficacia della repressione delle violazioni fiscali.
Alla base di ogni sanzione devono esserci principi giuridici fondamentali: legalità, tassatività, irretroattività, imputabilità, colpevolezza e responsabilità personale.

📌 Una sanzione, per poter orientare correttamente i comportamenti, deve essere prevista da regole chiare, conoscibili e rispettose delle garanzie del contribuente.

Ma cosa accade quando norme poco meditate o interpretazioni giurisprudenziali controverse rischiano di compromettere questi principi?
È da questa domanda che nasce l'esigenza di un vero e proprio “laboratorio di igiene giuridica”: una riflessione critica sulla coerenza del sistema sanzionatorio e sulla necessità di ricondurlo ai suoi fondamenti.
Perché la tutela dell'interesse fiscale non può prescindere dalla certezza del diritto e dal rispetto delle garanzie individuali.
Un sistema sanzionatorio giusto non è soltanto quello che punisce, ma quello che punisce secondo regole chiare e legittime.

Extraprofitti: possiamo davvero tassare qualcosa che, giuridicamente, non esiste come categoria autonoma?Il dibattito su...
05/10/2026

Extraprofitti: possiamo davvero tassare qualcosa che, giuridicamente, non esiste come categoria autonoma?

Il dibattito sulla tassazione degli extraprofitti torna al centro dell’attenzione, in particolare con riferimento ai settori energetico e bancario.

Ma prima ancora di discutere quanto tassare, emerge una domanda fondamentale: che cos’è, esattamente, un extraprofitto?

Dal punto di vista contabile e tributario, l’extraprofitto non costituisce di per sé una voce autonoma: è parte dell’utile di bilancio o del reddito d’impresa ed è già ricompreso nella base imponibile ordinaria.

📌 È l’intervento del legislatore a dover individuare quale parte di quella ricchezza possa essere qualificata come “extra” e, quindi, assoggettata a uno specifico prelievo.
Ed è proprio qui che nasce la questione.

Come si distingue un profitto “normale” da uno “straordinario”? E come si determina quando il maggior risultato deriva dalle condizioni eccezionali del mercato anziché dall’efficienza, dagli investimenti o dalle scelte imprenditoriali dell’impresa?

La tassazione degli extraprofitti non pone quindi soltanto un problema di aliquote.
Pone, prima ancora, un problema di definizione della ricchezza che si vuole sottoporre a tassazione.
Una distinzione fondamentale quando la politica fiscale incontra il diritto tributario.

Cessione della partecipazione o cessione d’azienda: quale strada scegliere?Quando si decide di trasferire un’attività, l...
03/10/2026

Cessione della partecipazione o cessione d’azienda: quale strada scegliere?

Quando si decide di trasferire un’attività, la struttura dell’operazione può fare una differenza significativa.
Da una parte c’è la cessione della partecipazione, nella quale il socio trasferisce le proprie quote o azioni all’acquirente.
Dall’altra c’è la cessione d’azienda, nella quale è la società a trasferire direttamente il complesso aziendale.

Due strade che possono condurre a un risultato economico simile, ma che rimangono operazioni giuridicamente distinte e possono produrre conseguenze fiscali differenti per venditore e acquirente.

📌 Anche la giurisprudenza ha ribadito che la cessione delle partecipazioni societarie non produce gli stessi effetti giuridici propri della cessione d’azienda.

Per questo la scelta non dovrebbe essere effettuata considerando soltanto il prezzo di vendita.
Occorre valutare preventivamente plusvalenze, regime fiscale applicabile, imposte indirette, passività, garanzie richieste dall’acquirente e struttura complessiva dell’operazione.
Prima di vendere, quindi, può essere determinante mettere a confronto entrambe le alternative e valutarne gli effetti nel caso concreto.

Assegnazione agevolata ai soci: quanto si paga di imposta di registro?La disciplina prevista per il 2026 consente alle s...
25/09/2026

Assegnazione agevolata ai soci: quanto si paga di imposta di registro?

La disciplina prevista per il 2026 consente alle società, nel rispetto dei requisiti previsti, di assegnare o cedere ai soci determinati beni immobili e beni mobili registrati beneficiando di un regime fiscale agevolato.

📌 Ma “agevolata” non significa esente da imposte indirette.

Per le operazioni che rientrano nel regime, le aliquote proporzionali dell’imposta di registro eventualmente applicabili sono ridotte alla metà, mentre le imposte ipotecaria e catastale sono applicate in misura fissa.

Prima di determinare l’imposta dovuta, però, è essenziale verificare il trattamento dell’operazione ai fini IVA: se l’assegnazione è soggetta a IVA, infatti, l’imposta di registro trova normalmente applicazione in misura fissa; negli altri casi occorre considerare la natura del bene assegnato e la relativa disciplina.

La corretta quantificazione del costo fiscale dell’operazione richiede quindi di valutare congiuntamente IVA, imposta di registro e imposte ipotecaria e catastale.

Con la scadenza del regime agevolato fissata al 30 settembre 2026, la verifica preventiva del trattamento fiscale diventa fondamentale per valutare la convenienza dell’assegnazione e procedere correttamente.

Prestazione già resa, ma fattura non ancora emessa: quando scatta l’IVA?Il conto “fatture da emettere” consente di rilev...
24/09/2026

Prestazione già resa, ma fattura non ancora emessa: quando scatta l’IVA?
Il conto “fatture da emettere” consente di rilevare, alla chiusura dell’esercizio, ricavi e crediti relativi a operazioni già effettuate per le quali non è stata ancora emessa la relativa fattura.
Una situazione contabile del tutto fisiologica, che richiede però particolare attenzione sul fronte IVA.

📌 Competenza economica, fatturazione ed esigibilità dell’imposta non devono infatti essere confuse.
Per le prestazioni di servizi occorre verificare concretamente quando si realizza il momento rilevante ai fini IVA e, di conseguenza, quando sorgono gli obblighi di fatturazione e versamento.
Sul tema è intervenuta anche la Cassazione n. 10693/2025, distinguendo la materiale esecuzione della prestazione dal momento del pagamento del corrispettivo e chiarendo il rapporto tra effettuazione dell’operazione ed esigibilità dell’imposta.
La semplice presenza in bilancio di una voce “fatture da emettere”, quindi, non può essere gestita automaticamente: occorre analizzare la singola operazione, i tempi della prestazione e quelli dell’incasso.
Una corretta gestione evita che una normale scrittura di assestamento si trasformi in una contestazione per omessa o tardiva fatturazione IVA.

Magistrato tributario: verso la definizione di una “quinta magistratura”?La riforma della giustizia tributaria compie un...
18/09/2026

Magistrato tributario: verso la definizione di una “quinta magistratura”?

La riforma della giustizia tributaria compie un ulteriore passo verso la professionalizzazione e la definizione dello status del magistrato tributario.
Con il D.Lgs. n. 149/2026, il legislatore interviene in maniera organica sullo stato giuridico dei magistrati tributari, introducendo un ruolo unico nazionale e disciplinando più puntualmente requisiti, incompatibilità, formazione, cessazione dal servizio e altri aspetti del rapporto con la funzione giurisdizionale.
Un avvicinamento significativo alla disciplina prevista per la magistratura ordinaria, pur nel rispetto delle specificità proprie della giurisdizione tributaria.

📌 La questione che emerge è quindi anche di carattere ordinamentale: il progressivo consolidamento di una figura professionale autonoma consente già di parlare di una vera e propria “quinta magistratura”?
La risposta apre un dibattito che va oltre la terminologia e riguarda l’identità, l’autonomia e il futuro stesso della giustizia tributaria italiana.
La riforma segna, in ogni caso, un passaggio importante nel percorso verso una giurisdizione tributaria sempre più specializzata e professionalizzata.

Conviene anticipare gli investimenti prima della fine dell’anno?Per le imprese, il momento in cui viene realizzato un in...
17/09/2026

Conviene anticipare gli investimenti prima della fine dell’anno?
Per le imprese, il momento in cui viene realizzato un investimento può incidere anche sul trattamento fiscale e sull’accesso alle agevolazioni disponibili.
Arrivare alla chiusura dell’esercizio senza una pianificazione preventiva può significare rinviare la possibilità di beneficiare degli effetti fiscali dell’investimento o non sfruttare pienamente le misure previste per l’anno in corso.

📌 Prima di anticipare un acquisto, però, è necessario valutare attentamente diversi elementi: tipologia del bene, momento di effettuazione dell’investimento, entrata in funzione, requisiti richiesti dall’agevolazione e sostenibilità finanziaria dell’operazione.
Non si tratta quindi di “spendere entro dicembre” a tutti i costi, ma di verificare se anticipare un investimento già programmato possa risultare più efficiente sotto il profilo economico e fiscale.
La pianificazione degli ultimi mesi dell’anno diventa così un passaggio strategico per coordinare investimenti, liquidità e opportunità fiscali, evitando decisioni affrettate a ridosso delle scadenze.

La società sostiene le spese legali per la difesa penale dell’amministratore: il costo è deducibile?La risposta non è se...
11/09/2026

La società sostiene le spese legali per la difesa penale dell’amministratore: il costo è deducibile?
La risposta non è sempre positiva.

La recente Cassazione n. 6636/2026 ha ribadito che le spese sostenute dalla società per la difesa penale di amministratori e dipendenti possono essere considerate indeducibili quando manca un rapporto qualificato tra il costo e l’attività d’impresa.
Il punto centrale è il requisito dell’inerenza: non è sufficiente che la vicenda penale sia genericamente collegata all’attività della società o che la spesa abbia una funzione di tutela del patrimonio o della reputazione aziendale. Occorre invece verificare una concreta correlazione con un’attività imprenditoriale potenzialmente idonea a produrre ricavi.
Ma attenzione: la questione non è necessariamente priva di eccezioni.
Una recente pronuncia della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Trento ha, infatti, riconosciuto la deducibilità delle spese legali quando la controversia nasce da contestazioni relative al corretto esercizio dell’attività tipica della società, qualificandole come espressione del rischio d’impresa.

📌 La natura della contestazione e il suo collegamento con l’attività societaria diventano quindi decisivi.
Prima di contabilizzare e portare in deduzione una spesa legale sostenuta per un amministratore, è fondamentale verificare attentamente presupposti, documentazione e inerenza del costo.

Trust estero e imposta sulle donazioni: attenzione alla residenza del disponente.La fiscalità dei trust continua a esser...
09/09/2026

Trust estero e imposta sulle donazioni: attenzione alla residenza del disponente.

La fiscalità dei trust continua a essere un tema particolarmente delicato, soprattutto quando entrano in gioco strutture estere e patrimoni situati fuori dall’Italia.

La disciplina attuale prevede specifiche regole di territorialità: quando il disponente è residente in Italia al momento della separazione patrimoniale, l’imposta può riguardare tutti i beni e diritti trasferiti ai beneficiari; se invece il disponente è non residente, la tassazione italiana è limitata ai beni e diritti esistenti nel territorio dello Stato.

Ma il tema non riguarda soltanto la residenza.

Per l’applicazione dell’imposta sulle donazioni assume rilievo anche l’effettivo arricchimento del beneficiario. La recente giurisprudenza della Cassazione ha ribadito che il semplice atto di istituzione o di dotazione del trust non coincide necessariamente con un trasferimento definitivo di ricchezza: occorre verificare quando si realizza l’effettiva attribuzione patrimoniale al beneficiario.

📌 Trust estero, residenza del disponente, localizzazione dei beni e attribuzione ai beneficiari:ogni elemento può incidere sulla corretta qualificazione fiscale dell’operazione.

Una pianificazione patrimoniale efficace parte quindi dalla verifica preventiva della struttura del trust e dei suoi effetti fiscali in Italia.

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